# Il caso Airmail spiega come NON integrare gli abbonamenti nelle app

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- Published: 2019-07-16T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Airmail abbonamento](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/07/abbonamento_Airmail.
jpg "Il caso Airmail spiega come NON integrare gli abbonamenti nelle app 1")

Il lavoro di uno sviluppatore va sicuramente pagato e ci sono molte software house
che vivono grazie a questo. Inoltre pagare lo sviluppo di un’app che garantisce 
la longevità, l’arrivo di nuove funzionalità e consente di risolvere bug e migliorare
la compatibilità.

Uno dei business model più gettonati del momento, tanto amati anche da Apple, è 
quello degli [abbonamenti](https://www.melamorsicata.it/2019/03/30/sensor-tower-nel-futuro-dellapp-store-sempre-piu-abbonamenti/).
È anche probabilmente il business model più odiato dagli utenti che sono costretti
a scegliere tra le app, fare pulizia di quelle non usate realmente e lasciare solo
quelle per cui vale la pena pagare.

Ecco. Quelle che vale la pena pagare. Come si fa a decidere **quali app vale la 
pena pagare**? Sicuramente un’app che risolve un problema quotidiano, che dà delle
funzioni superiori alle altre. Le app a cui non rinunceremo mai.

Io sono abbonato a molte app. Spesso pago se l’app è molto utile, la uso spesso 
e se l’abbonamento non è molto elevato. In media per gli abbonamenti arrivo a 9,99
€ l’anno per ognuno di essi. È meno di una pizza in pizzeria.

Il problema è quando il piano in abbonamento viene integrato distrattamente e a 
forza. Per esempio ieri **Airmail**, l’app per la gestione della posta che uso da
anni, ha deciso di **introdurre l’abbonamento forzatamente**.

Con la [versione 1.8.25](https://apps.apple.com/us/app/airmail-your-mail-with-you/id993160329)
ciò che prima si aveva gratis ora si paga. Mi riferisco alla funzione delle **notifiche
push** delle email. Quindi non una funzione aggiuntiva, una kill feature innovativa
o un pacchetto di servizi Premium. Semplicemente una funzione che prima si usava
gratis adesso costa 2,99 € al mese o 9,99 € all’anno.

Questo ha generato un bel po’ di proteste. Su Twitter il loro account è bersagliato
da **critiche per questa politica**. Critiche a cui mi associo. Mi dispiace che 
questo prodotto italiano sia stato gestito con una strategia poco lungimirante. 
Personalmente ho deciso di pagare l’abbonamento per supportarne lo sviluppo, ma 
molte persone semplicemente stanno migrando presso altri client di posta.

Quello di Airmail è un esempio su **come NON integrare l’abbonamento delle app**.
Sarebbe stato meglio attendere una nuova versione per iOS 13, con un pacchetto di
vantaggi per gli abbonati. Magari una raccolta di font, integrazioni di servizi 
esclusivi, scorciatoie e così via.

Airmail si è posizionata, così, su un binario di cattivi feedback, proteste e migrazioni
verso la concorrenza. Tutte cose che si potevano evitare applicando una strategia
migliore studiata meglio.

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