# Il capitalismo inclusivo di Apple

- Link: https://www.melamorsicata.it/2019/08/23/il-capitalismo-inclusivo-di-apple/
- Published: 2019-08-23T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Tim Cook alla WWDC 2019](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/
08/Tim_Cook.jpg "Il capitalismo inclusivo di Apple 1")

Tim Cook alla WWDC 2019

Quando frequentavo l’università di economia ci insegnavano, tra i principi base,
che una società era un’entità creata per usare risorse al **fine di produrre profitti**.
Senza profitti l’azienda non aveva senso di esistere. Profitti che erano la ricompensa
per gli stakeholder per aver fornito le risorse, sia esse capitali che know how 
o lavoro.

Ci insegnavano anche le varie forme societarie e tra queste le **public company**.
Vale a dire quelle aziende quotate, la cui proprietà era divisa tra molti azionisti,
gestite dai manager. Si contrapponevano soprattutto alle aziende familiari gestite
da poche persone e i cui vantaggi andavano al nucleo familiare.

L’obiettivo delle public company era produrre profitti e dividendi per gli azionisti.
I professori ci mettevano sempre in guardia su un fattore: nelle public company 
i manager tendono a gonfiare i risultati trimestrali per **sbloccare i bonus** collegati
alle performance. In pratica, anziché guardare al lungo periodo, si tendeva a far
alzare i risultati di breve periodo per ottenere i bonus.

Questa gestione miope degli affari ha portato a molti disastri. Spesso si sente 
parlare di acquisizioni, di vendite importanti, di accordi con altre aziende. Questo
solo con l’obiettivo di **gonfiare i risultati trimestrali**. Un atteggiamento che
ha portato al luogo comune delle _Big Corp_, dedite solo a fare più soldi possibili,
anche a discapito dell’ecosostenibilità, delle persone, della società civile.

Ma le grandi multinazionali non hanno una responsabilità civile? Non hanno degli
obblighi morali verso le persone, la Natura, il benessere collettivo, l’istruzione
e l’educazione?

![Lady de Rothschild una delle maggiori sostenitrici del Capitalisco Inclusivo](
https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/08/Lady_de_Rothschild.jpg "
Il capitalismo inclusivo di Apple 2")

Lady de Rothschild una delle maggiori sostenitrici del Capitalisco Inclusivo

Nel 2012 il _Center for American Progress_ sviluppò un modello chiamato **Capitalismo
Inclusivo**. Per la prima volta lo Stato riconosceva che le grandi multinazionali
avevano un compito importante nel meccanismo di crescita del benessere collettivo.
_John Podesta_ e _Larry Summers_ evidenziarono il concetto di “società troppo grandi
per fallire”. Vale a dire aziende che erano diventate così grandi e strutturali 
per l’ecosistema dell’umanità, da non poter fallire neanche volendo.

Cosa sarebbe il mondo se Google chiudesse? Se Amazon spegnesse tutti i suoi server?

Il Capitalismo Inclusivo si appoggia su tre pilastri:

 1. La fine degli obiettivi trimestrali a favore degli obiettivi a lungo termine.
 2. Tenere sempre conto dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance). Vale a
    dire tenere sempre in mente l’ecosostenibilità, l’impatto sociale e l’etica nella
    gestione dell’azienda.
 3. Le persone. Non basta premiare i dipendenti con dei bonus. Applicare un trend per
    ridurre il numero di ore di lavoro e aumentare gli stipendi.

Quest’ultimo aspetto diventa sempre più importante. Da un lato il discorso della
robotica e del machine learning che dovrebbero alleggerire l’umanità dai compiti
meccanici e ripetitivi, liberando il tempo per le attività creative. Dall’altro 
si parla sempre più spesso di **employee experience**.

Come sottolinea la professoressa _Stefania Boleso_ in un suo recente articolo, per
anni le aziende hanno dichiarato di porre il cliente al centro di tutto (_customer
centricity_). Secondo una ricerca di _Kantar_ il 91% dei CEO dichiara che **il cliente
è il centro del processo aziendale**, ma solo il 19% dei clienti si accorge della
cosa.

Uno dei fattori mancanti nella formula sono proprio i dipendenti. **I dipendenti
dovrebbero essere i primi ambassador dell’azienda**. I primi clienti in assoluto.
Vi ricordate quando Microsoft si arrabbiò perché [scoprì](https://www.melamorsicata.it/2007/05/26/microsoft-invita-a-gettare-gli-ipod-ai-dipendenti/)
che il team che si occupava di realizzare lo Zune (progetto che mirava a copiare
l’iPod) in realtà andavano in giro usando il player musicale di Apple?

Si parla spesso di cultura aziendale, di vision, di valori condivisi da tutti i 
dipendenti. Ma quante aziende pongono realmente **il dipendente al centro del processo**
insieme al cliente? Pochissime. La stessa Apple ha difficoltà nell’applicare questo
approccio.

Nel 2017, appena 2 anni fa, Apple [nominò](https://www.melamorsicata.it/2017/07/22/deirdre-obrien-vice-presidente-delle-persone-apple/)
la sua prima vice presidente delle persone di Apple: **Deirdre O’Brien** (oggi anche
capo degli Apple Store). Ci sono oltre 130.000 dipendenti in Apple. Un’intera città
con bisogni, aspettative, desideri e voglia di crescita. Persone che dovrebbero 
essere considerati i primi clienti della società.

Nella [classifica annuale](https://www.melamorsicata.it/2019/07/26/apple-non-e-tra-le-aziende-dove-e-bello-lavorare-dice-il-reputation-institute/)
del _Reputation Institute_ Apple non è neanche tra le prime 100 aziende dove i dipendenti
dichiarano che è bello lavorare. Manca una politica di benessere e cura dei dipendenti.
La società offre pochi benefit:

 * Assicurazione sanitaria.
 * Piano pensione.
 * Piano acquisto azioni.
 * Sconto sui prodotti.
 * Ferie pagate.

Mancano dei servizi di base. Le mense si pagano, non c’è un piano di formazione 
gratuito, un piano di finanziamento di attività creative e tutti ci chiediamo ancora
perché nell’[Apple Park](https://www.melamorsicata.it/2019/07/13/quanto-e-costato-lapple-park/),
un campus da 160.000 metri quadrati costato oltre 4 miliardi di $, manchi un benedetto
asilo nido.

La speranza è che questo ciclo cambi a breve. Di recente Apple ha firmato, insieme
ad altre 180 grandi aziende, il piano della Business Roundtable. Lo _Statement on
the Purpose of a Corporation_ si basa su dei principi generali di tutto rispetto.

![Le firme sul manifesto di Business Roundtable](https://www.melamorsicata.it/wp-
content/uploads/2019/08/business-roundtable.jpg "Il capitalismo inclusivo di Apple
3")

Le firme sul manifesto di Business Roundtable

L’organizzazione spinge al mercato libero, al promuovere attività per la creatività
e il rispetto della vita e la dignità delle persone. Ad un’economia sostenibile,
all’innovazione e al rispetto della Natura. Il manifesto si basa su 5 principi cardini:

 1. Creare valore per il cliente.
 2. Investire sui dipendenti.
 3. Attivare rapporti onesti ed etici con i fornitori.
 4. Supportare le comunità alle quali ci si rivolge.
 5. Attivare benefici di lungo periodo per gli investitori e gli stakeholder.

Si tratta di un **punto di rottura con il passato**. Un cambio di rotta. Non si 
considera la società come elemento per produrre valore per gli azionisti, ma per
creare valore per i clienti. I dipendenti diventano parte dell’equazione e gli stakeholder,
vale a dire le persone che interagiscono con la società (tra cui gli investitori),
dovranno abituarsi a perseguire vantaggi di lungo periodo.

![La firma di Tim Cook sul manifesto](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/
2019/08/firma-tim-cook.jpg "Il capitalismo inclusivo di Apple 4")

La firma di Tim Cook sul manifesto

Apple ha risorse economiche, know how e persone in grado di perseguire tutti questi
obiettivi. La crescita in bilancio non diventa più l’elemento chiave per decidere
come condurre l’azienda, ma è il benessere collettivo a diventare il traino per 
tutte le attività annesse.

In fondo come diceva _Bob Kennedy_ nel 1968, il PIL non racconta granché sul benessere
delle persone. La crescita del PIL, di cui tanto sentiamo parlare, non indica necessariamente
un aumento della qualità della vita. Nel PIL vi finisce anche la produzione delle
armi, le spese in sanità per la cura di feriti o malattie, la benzina usata per 
gli aerei di guerra e la costruzione di autoambulanze che servono a raccogliere 
le vittime degli incidenti stradali.

Il PIL di per se è solo un valore numerico che aiuta a comparare dei periodo. Il
benessere delle persone è un’altra cosa. Un elemento che si spera diventi il centro
di tutto.

### _Correlati_
