# L’iPhone costa molto e ce la stanno mettendo tutta per farlo costare di più

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- Published: 2019-09-02T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![iPhone XS](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/08/iPhone_XS.jpg"
L’iPhone costa molto e ce la stanno mettendo tutta per farlo costare di più 1")

iPhone XS

Sono sempre convinto che l’unica ragione per la quale molti concorrenti di Apple
prosperano, come Huawei, sia il **prezzo dei prodotti**. Anche se Apple afferma 
il contrario, perché molti dei suoi modelli più datati costano quanto quelli dei
concorrenti, i top di gamma costano molto.

Alla presentazione di ogni prodotto si assiste alla scoperta, neanche tanto sorprendente,
che **i prezzi crescono sempre di più**. Potremmo giustificare questa tendenza con
tanti motivi, come la qualità dei materiali, l’assistenza tecnica all’altezza, il
software aggiornato per diversi anni e così via.

Sta di fatto che i prezzi sono alti così come lo sono i margini di Apple. Questo
significa che semplicemente, banalizzando la cosa, gli iPhone costano molto perché
Apple vuole fare più soldi possibili. Un paradigma che potrebbe cambiare in futuro
per favorire l’aumento del numero di unità vendute, visto che Apple ha finalmente
[ammesso](https://www.melamorsicata.it/2019/01/03/apple-si-e-accorta-che-gli-iphone-costano-troppo-e-ammette-il-calo/)
che il calo delle vendite si deve proprio al prezzo degli iPhone.

![La classifica di TheMacIndex mostra che l'Italia è il luogo dove l'iPhone costa
di più.](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/08/Compare_cheapest_country_to_buy_iPhone_XS_64GB__EUR__%
E2%80%93_The_Mac_Index.jpg "L’iPhone costa molto e ce la stanno mettendo tutta per
farlo costare di più 2")

La classifica di TheMacIndex mostra che l’Italia è il luogo dove l’iPhone costa 
di più.

Come indica TheMacIndex in realtà negli Stati Uniti non costano neanche molto. Nella
classifica dei luoghi dove l’iPhone costa di meno gli **Stati Uniti sono in 15° 
posizione**, con 960 € per l’iPhone XS, prendendo in considerazione una tassazione
media del 10%. L’Italia è molto più in fondo. È al 34° posto con 1.189 € e l’IVA
al 22%.

Viene superata solo da 4 paesi: Brasile, Turchia, India e Romania, dove bisogna 
spendere rispettivamente 1.675 €, 1.270 €, 1.263 € e 1.208 €.

Gli americani hanno però poco da festeggiare. L’iPhone è stato posizionato su un
percorso di **possibili nuovi aumenti**. Il primo pericolo è sicuramente l’introduzione
dei dazi. Trump è sempre più convinto che l’ascesa della Cina come prima nazione
al mondo per ricchezza si possa evitare solo tagliando la dipendenza che ha l’Occidente
dalle fabbriche cinesi.

Di per se è un ragionamento abbastanza semplice e nella sua ingenuità potrebbe funzionare,
se non fosse che siamo in un mondo globalizzato, dove attuare politiche imperialistiche
in realtà potrebbe essere più deleterio che vantaggioso. Abbiamo impostato **le 
nostre economie sull’esternalizzazione**. Facciamo produrre i prodotti basilari 
e di poca importanza strategica dove costa meno, basando i core business delle aziende
sulla creatività e il valore aggiunto. La famosa legge di Pareto di cui vi parlavo
qualche tempo fa.

![Legge di Pareto](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/08/Principio-
di-Pareto-80-20.jpg "L’iPhone costa molto e ce la stanno mettendo tutta per farlo
costare di più 3")

Legge di Pareto

Anche Apple usa questo sistema per occuparsi della ricerca, la progettazione, il
marketing e le vendite, lasciando a società partner l’approvvigionamento dei componenti
e l’assemblaggio. Cambiando questo assetto aziendale a tutte le aziende americane,
non si farebbe altro che aumentare i costi e ridurre le efficienze. Non è detto 
che un operaio americano costruisca cavi di rame di qualità maggiore di uno cinese.
Così come non è detto che un operaio americano assembli i computer o gli iPhone 
meglio di un operaio cinese.

Se Apple decidesse di portare negli Stati Uniti tutto il processo di produzione,
i prezzi aumenterebbero di sicuro e non solo per gli Stati Uniti ma per tutto il
mondo. Oltre al fatto che i cinesi inizierebbero ad acquistare meno prodotti di 
Apple riducendo il fatturato in quest’area che è la terza per importanza per la 
società.

I prezzi sono destinati ad aumentare anche se Apple non porta in patria la produzione.
Il governo Trump, infatti, vuole incassare almeno 300 miliardi dai **dazi applicati
sull’importazione dei prodotti dalla Cina**. Saranno colpiti molti prodotti, tra
cui quelli di Apple. In via generale del 30% i prodotti che fanno uso di metallo
e il 15% di quelli che fanno uso di alluminio.

![Una spiegazione efficace dei dazi di Trump](https://www.melamorsicata.it/wp-content/
uploads/2019/08/https-s3-us-west-2_amazonaws_com-maven-user-photos-mishtalk-economics-
zmfATcSa4EegwR7v_znq6Q-7veABfNE8EuwLgQ4tQyZZQ.jpg "L’iPhone costa molto e ce la 
stanno mettendo tutta per farlo costare di più 4")

Una spiegazione efficace dei dazi di Trump

Fino a qualche settimana fa le percentuali erano del 25% e del 10%, poi c’è stato
un aumento del 5% dopo aver accolto la notizia che la Cina reagirà alla guerra dei
dazi. Una sorta di dimostrazione di forza. Apple, però, dovrebbe essere riuscita
a rimanere al 10%.

Saranno colpiti tra i **prodotti informatici**: portatili, tablet, computer desktop,
batterie, smartphone, router, NAS, cavi, memorie, console e schermi. Il tutto costerà
agli americani, nel solo settore informatico, circa 75 miliardi di dollari. I dazi
entreranno in funzione il 15 dicembre, dopo uno slittamento dal 10 settembre impostato
in precedenza.

Questo significa che al momento i nuovi iPhone saranno salvi, almeno durante le 
vendite natalizie che sono le più importanti per Apple. Dal prossimo anno, però,
entreranno in vigore a meno di ulteriori proroghe.

La società di Cupertino ha fatto sapere che per il mercato cambierà poco perchè **
assorbirà i dazi**, quindi i prezzi non cambieranno. Questo significa che la società
avrà un margine minore e questo non farà piacere agli investitori. Inoltre se la
società si farà carico del 10% dei dazi, difficilmente sarà disposta a farsi carico
di un prezzo più basso per favorire le vendite.

L’altro pericolo che potrebbe aumentare i prezzi è proprio il **calo delle vendite**.
Paradossalmente, per le economie di scala, più si produce e più i componenti costano
meno. Quindi se Apple continuerà a vendere meno iPhone, i prezzi che i suoi partner
le applicheranno saranno più alti. Non ci saranno sconti sulle quantità e i margini
caleranno ulteriormente.

Secondo la notizia circolata qualche mese fa, Apple ha dovuto restituire a Samsung
600 milioni di $ per aver ordinato meno display OLED del previsto. Schermi che la
società utilizza per gli iPhone X, XS e XS Max. Sono costi che di certo la società
distribuirà sui prodotti, quindi alla luce dei costi più alti i prezzi potrebbero
aumentare.

Quindi ricapitoliamo. L’iPhone dovrebbe vedere un calo dei prezzi per evitare la
tendenza del 2018 che ha visto meno unità vendute. Apple potrebbe trovare molte 
difficoltà nell’applicare prezzi più bassi, perché da un lato ci sono i dazi incombenti
per le importazioni negli Stati Uniti e dall’altro ci sono i costi crescenti per
via degli ordini più bassi ai fornitori.

Riuscirà la società a trovare una quadra per ravvivare le vendite? Si convincerà
a ridurre i suoi margini per aumentare il numero di unità vendute? Lo scopriremo
probabilmente il 10 settembre, seguendo [l’evento](https://www.melamorsicata.it/2019/08/29/apple-rivela-i-colori-dei-prossimi-iphone-nellinvito-del-keynote-del-10-settembre/)
per il lancio dei nuovi iPhone.

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