# La proposta italiana contro l’obsolescenza programmata

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- Published: 2019-09-16T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Power Mac G3](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/09/Power_Mac_G3.
jpg "La proposta italiana contro l’obsolescenza programmata 1")

Power Mac G3

Si parla spesso di **obsolescenza programmata**. Un concetto tipico di una società
consumistica come la nostra. A differenza del passato, dove si mirava a costruire
i migliori prodotti del mercato, dove la proposta era comprare un elettrodomestico
in grado di durare anni, oggi la tendenza è usare materiali o sistemi di costruzione
in grado di garantire la rottura di uno o più componenti, per invitare l’utente 
a comprare una nuova unità.

Pare che l’idea venne nel 1924 con il _Cartello Phoebus_: un cartello tra alcuni
produttori di lampadine. Queste aziende stabilirono che le lampadine dovessero avere
una vita media di 1.000 ore, per consentire di vendere più lampadine possibili. 
Ad oggi il fenomeno pare non si sia ridotto, anzi. L’obsolescenza programmata sembra
essere sempre più presente.

Bisogna saperla distinguerla da una **normale obsolescenza**. Tutti gli oggetti 
invecchiano, come gli esseri umani, e non è vero che in passato si fabbricavano 
solo oggetti in grado di durare secoli. Uno smartphone è di per se un oggetto destinato
a invecchiare velocemente. Questo perchè il progresso tecnologico è molto dinamico.
I processori avanzano velocemente, così come le tecnologie dei sensori, gli schermi
e tutto il resto.

Quando siamo di fronte ad un settore dove la tecnologia evolve velocemente, i dispositivi
sono destinati a diventare vecchi velocemente. Questo non perchè c’è un’azienda 
cattiva che vuole che tu compri il modello nuovo, ma perchè l’obsolescenza diventa
un effetto collaterale della vivacità del settore.

![evoluzione degli iPhone](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/
09/evoluzione_degli_iPhone.jpg "La proposta italiana contro l’obsolescenza programmata
2")

evoluzione degli iPhone

Apple, come gli altri produttori di smartphone, è sempre stata accusata di rendere
vecchi i propri dispositivi di proposito. Per esempio limitando delle funzioni ai
nuovi modelli e **rallentando quelli vecchi**. Un’impressione che si percepisce 
perchè si ha difficoltà a comprendere l’associazione tra hardware e software. Non
si comprende, in pratica, che dietro una funzione avanzata è necessario avere il
supporto di un hardware di ultima generazione.

Poi si aggiungono casi come lo [slowgate](https://www.melamorsicata.it/2017/12/24/ancora-sulla-questione-dello-slowgate-degli-iphone/),
che buttano acqua sul fuoco. Nel 2017 la società dovette affrontare una sua défaillance
nella comunicazione. Con iOS 10.2.1 l’azienda attivò un sistema della batteria in
grado di ottimizzare i consumi, ma senza avvisare gli utenti.

Per evitare che i telefoni con una batteria consumata si spegnessero durante la 
giornata, attivò un sistema che automaticamente riduceva le performance del dispositivo
per allungare l’autonomia. Il risultato furono delle segnalazioni di **iPhone rallentati**.

In effetti gli utenti dal loro punto di vista avevano ragione. Un update di iOS 
aveva rallentato i loro dispositivi. Al di là dei buoni propositi, come l’aumento
dell’autonomia, alla fine della fiera gli iPhone erano stati rallentati. L’azienda
dovette chiedere scusa e attivare un programma di sostituzione delle batterie degli
iPhone a 29 €, fino alla fine del 2018.

Da allora iOS permette di scegliere se ridurre le prestazioni e allungare l’autonomia
in maniera opzionale, se la salute del componente scende sotto l’80%. Inoltre da
iOS 12 è possibile monitorare anche la percentuale esatta di stato di salute della
batteria.

![osolescenza programmata](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/
09/osolescenza_programmata.jpg "La proposta italiana contro l’obsolescenza programmata
3")

osolescenza programmata

Come evitare che questi fenomeni si ripetano? Al momento non esistono leggi in grado
di vietare l’obsolescenza programmata. Il Governo italiano sta [provando](https://www.repubblica.it/economia/2019/09/06/news/samsung_avverte_aumento_dei_prezzi_se_passano_le_norme_sulla_obsolescenza_-235324178/)
a crearne una, con tanto di alzate di scudi da parte dei produttori di dispositivi,
che minacciano un aumento dei prezzi.

L’altra strada che si sta provando è quella del **diritto di riparabilità**. Una
legge in grado di garantire all’utente la riparabilità dei componenti che si danneggiano
e avere supporto tecnico.

Il recente **disegno di legge**, per esempio, fa richiesta di una serie di diritti:

 * Ottenere i componenti per le riparazioni a prezzi ragionevoli.
 * Ottenere l’assistenza tecnica per tutto il tempo di commercializzazione del dispositivo.
 * Ottenere assistenza per tutta la durata della garanzia legale.
 * Continuare a far circolare i componenti per le riparazioni fino a 5 anni dopo
   la fine della commercializzazione di un dispositivo.
 * Per i componenti dal valore superiore ai 60 €, allungare la disponibilità a 7
   anni dalla fine della commercializzazione di un dispositivo.

Il disegno di legge vuole anche allungare i limiti della garanzia. Attualmente è
di 24 mesi, di cui 12 mesi presso il negoziante dove è stato comprato il bene. Il
disegno di legge, invece, vuole allungare questo periodo a ben 5 anni per i dispositivi
di piccole dimensioni e 10 anni per quelli di grandi dimensioni. Si parla, in questo
caso, di difetti di fabbricazione.

Ma come sappiamo un disegno di legge tende a cambiare la sua natura durante il processo
legislativo. Quindi parte di queste norme potrebbe sparire o cambiare natura per
la fine del suo ciclo. Sempre se arriverà a destinazione.

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