# Insensata scelta italiana di legare le eSIM alla plastica e centri fisici

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- Published: 2019-11-27T10:00:00+01:00
- Author: Kiro

![eSIM TIM](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2019/11/eSIM_TIM.jpg"
Insensata scelta italiana di legare le eSIM alla plastica e centri fisici 1")

Non è certo la prima volta che sentiamo parlare di **eSIM nell’ambito Apple**. La
società di Cupertino ci pensa da moltissimi anni. Ci sono dei [brevetti](https://www.melamorsicata.it/2012/12/28/apple-brevetta-la-esim-la-sim-card-virtuale/)
in merito che risalgono al 2012. Inoltre Apple ha integrato questo sistema già da
qualche anno silentemente negli iPad. Dagli iPhone XR e successivi, inoltre, abbiamo
l’integrazione anche negli smartphone per avere una doppia SIM (una fisica e una
virtuale).

Non dimentichiamo che dagli Apple Watch serie 3 c’è la possibilità di acquistare
una versione con eSIM, per usare la connettività LTE in mobilità e fare a meno del
telefono per gestire chiamate, streaming musicale e notifiche. Questo indica un 
forte interesse della società per questa tecnologia.

La società, dicono [voci di corridoio](https://www.melamorsicata.it/2019/07/24/i-macbook-pro-potrebbero-avere-lennesimo-aggiornamento-ad-ottobre/),
sta pensando di integrare le **eSIM anche nei MacBook**, per consentire loro di 
collegarsi alla rete quando il WiFi non è disponibile.

Ma a che punto siamo con l’integrazione della tecnologia da parte degli operatori
telefonici? Da un paio di anni questa è disponibile solo presso Vodafone. L’operatore
rosso fornisce il supporto delle Sim card virtuali per gli Apple Watch, ma non ancora
per gli smartphone.

Da alcuni giorni le cose stanno cambiando. **TIM è il primo operatore telefonico
in Italia a vendere ufficialmente le eSIM**. Teoricamente si potrebbe pensare che
queste siano dematerializzate. Quindi che basti entrare nella sezione dell’operatore
nel telefono, fare richiesta di attivazione e ricevere l’autenticazione direttamente
con la rete. In fondo l’autenticazione avviene in modo sicuro, così come sicura 
è la certificazione dell’utente. In alternativa si potrebbe usare la PEC, il sistema
SPID o l’invio telematico della carta di identità.

Invece bisogna **recarsi fisicamente in un centro TIM**. Bisogna dare dei documenti
e ritirare, inspiegabilmente, un supporto in plastica contenente un QR code. Questi
potrebbe essere ricevuto comodamente via email, invece l’utente si ritrova con un
supporto fisico in cambio di 15 €. Soldi che presumibilmente TIM lascia al gestore
del negozio.

Il passaggio successivo consiste nell’inquadrare il QR Code con la fotocamera dell’iPhone
e attivare [l’eSIM](https://www.melamorsicata.it/2018/09/15/apple-e-entrata-nellera-delle-esim-ecco-come-funzionano/).
Questa può essere attivata in **un solo telefono alla volta**, come le SIM fisiche.
Non si può usare la propria scheda su tutti i propri dispositivi e pagare un solo
abbonamento. Cosa che in realtà porterebbe molto vantaggio.

In pratica **la eSIM è gestita proprio come una SIM fisica**. Cambia solo l’associazione
con il telefono. Operazioni che potrebbero essere gestite tutte telematicamente.
Viene da pensare che l’operatore, per evitare di inimicarsi i gestori dei negozi,
non vuole togliere loro la fonte di reddito della vendita delle Sim card. Cosa che
ovviamente ricade sull’utente finale che si trova a pagare un supporto inquinante
e superfluo.

La eSIM è una tecnologia che pian piano arriverà anche presso altri operatori. Il**
prossimo sarà Wind**, mentre Vodafone ha rimandato agli inizi del 2020. Siamo ancora
lontani, però, dalla gestione virtuale delle schede.

Da utente vorrei poter attivare una scheda direttamente dal telefono, senza dover
passare per un supporto fisico. Vorrei anche usare la mia utenza su più dispositivi
personali e poter cambiare operatore in poche ore mediante un passaggio telematico
dei dati.

Tutte cose fattibili. Se solo le cose fossero gestite a favore degli utenti e non
a favore delle società. La speranza è che con il tempo sia posto rimedio all’esperienza
utente non ideale.

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