# Un carretto per deviare il flusso di auto simulando il traffico

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- Published: 2020-02-04T09:00:00+01:00
- Author: Kiro

![simulare traffico](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2020/02/simulare_traffico.
jpg "Un carretto per deviare il flusso di auto simulando il traffico 1")

Vi siete mai chiesti come fa sapere Google, ma anche Apple, se in una **determinata
strada c’è traffico**? Questa è una delle funzioni più usate nelle rispettive app
per le mappe. Sono informazioni utili per conoscere i tempi di percorrenza di un
viaggio, scegliere strade alternative, conoscere la congestione delle strade e quindi
anche le aree di inquinamento.

Informazioni che Google aggiorna in tempo reale. Per sapere se in una strada c’è
traffico e sapere fino a quale altezza questi è presente, si prendono in considerazione
semplicemente il **numero di smartphone presenti in un’area**. Se su un rettilineo
ci sono tanti smartphone significa che ci sono tante auto, quindi c’è traffico. 
Se invece i dispositivi sono pochi la strada è scorrevole.

Questo genere di dati sono raccolti dallo strumento **Geo Tools** di Google. Introdotto
nel 2005, è uno strumento utilizzato da tantissime app di terzi come Uber, AirB&
B, Nike, Deliveroo e altri.

Ma è possibile imbrogliare il sistema? A quanto pare sì. _Simon Weckert_, come racconta
nel suo [blog](http://www.simonweckert.com/googlemapshacks.html), si è munito di
un carrettino per bambini e lo ha riempito di smartphone di seconda mano con Google
Maps. Per l’esattezza i telefoni erano 99.

Spostandosi in varie zone di Berlino è riuscito a **simulare la presenta di traffico**
su strade completamente vuote. Si può immaginare la potenza di tale interferenza.
Si potrebbe spostare il flusso cittadino della città con un semplice carretto di
telefoni.

Oppure far sì che un’area della città, in un’app per affitti brevi, risulti particolarmente
trafficata, quindi poco appetibile. Si potrebbero rallentare anche le consegne dei
servizi di consegna del cibo, allontanare le auto di car sharing, allungare i percorsi
dei taxi e così via.

Al momento l’algoritmo di Google non riesce ad individuare una concentrazione di
dispositivi su un’area così piccola, come un metro quadrato. Probabilmente la società
di Mountain View ora dovrà lavorare per rendere il suo sistema più preciso, al fine
di ignorare il carretto di Simon.

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