Ajax, il sistema di allarme che ti protegge senza stress

Kit di allarme Ajax

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Qualche giorno fa mi sono trovato a vedere il film Bling Ring di Sofia Coppola. Storia di una banda di adolescenti che tra il 2008 e il 2009 si divertiva ad entrare nelle case dei VIP di Los Angeles per rubare vestiti firmati, gioielli e soldi. La prima domanda che ci si pone guardando quel film è: ma dov’è il sistema di allarme? I giovani vengono poi individuati proprio da un sistema di allarme presente in una di queste ville.

Non bisogna certo essere ricchi per avere un sistema di allarme. Grazie alla connessione wireless, schede SIM e servizi cloud, non serve più cablare l’allarme facendo passare i fili nei muri e installando grossi e goffi dispositivi in giro per la casa. Ci sono soluzioni molto efficaci ed eleganti.

Una di queste è sicuramente il sistema di allarme Ajax. Attiva dal 2011, l’azienda ha costruito il suo successo puntando su alcuni aspetti chiave: il design dei suoi prodotti, la sicurezza dei protocolli, l’esperienza d’uso e l’uso del wireless. Ajax si definisce un’azienda tecnologica impegnata nel settore della sicurezza dell’hardware. Il sistema di allarme è solo frutto di questo processo.

Vi parlerò degli elementi che compongono questo sistema, ma lasciatemi dire una cosa. A differenza di un sistema di allarme che avevo in precedenza, basato su una centralina gestita con una SIM card, il sistema Ajax è così ben bilanciato da diventare invisibile. In pratica una volta installato non dovete preoccuparvi di gestirlo. Le soluzioni integrate eliminano lo stress al minimo. Sembrerà quasi di non averlo.

Il suo ecosistema è chiuso. Il sistema operativo si chiama OS Malevich ed è sicuro dalle botnet. Completamente cifrato, mette al sicuro tutto il sistema mediante un codice unico identificativo per ciascun elemento collegato. In pratica se uno degli accessori cade sotto l’attacco informatico, l’utente riceve subito una notifica che avvisa del malfunzionamento.

Se si attacca la rete WiFi, grazie all’integrazione di ben due SIM card diverse, si attiva il canale GSM per avvisare l’utente. Se il canale GSM viene attaccato si usa il WiFI o la rete Ethernet. Se sia il WiFi che il GSM viene attaccato, si attiva il canale GSM sull’altra SIM. In pratica prima che un attacco, per quanto sia potente e mirato entri in porto, l’utente ha avuto tutto il tempo necessario per chiamare i rinforzi.

E considerate che tutto questo è configurabile e gestibile in pochi minuti e senza conoscere niente di informatica. L’installazione è semplicissima. Basta scaricare l’app ufficiale per smartphone e seguire i passaggi del tutorial.

I passaggi sono semplici:

  1. Iscriversi alla piattaforma di Ajax mediante l’app (non prevede abbonamenti a pagamento).
  2. Collegare l’Hub al cavo Ethernet e alla corrente.
  3. Rilevare l’Hub nell’app.
  4. Aggiungere gli accessori semplicemente inquadrando il codice QR presente su ognuno di essi.
  5. Posizionare gli accessori in giro per casa nei punti strategici, mediante i tasselli o gli adesivi 3M presenti nella confezione.

In caso di difficoltà si può chiedere ad un installatore professionista di fornire e installare tutto l’impianto. Ma vediamo cosa possiamo collegare.

HUB 2

Si tratta dell’unità centrale che gestisce il collegamento di tutti gli accessori. Contiene un ingresso Ethernet, l’ingresso del cavo della corrente e due slot di SIM card. Lo si può appendere al muro, oppure appoggiarlo su un ripiano.

Questi controlla i sensori e integra una batteria tampone da 16 ore di autonomia. Quindi se i ladri vi staccano la corrente e il router WiFi si spegne, l’Hub 2 funzionerà per 16 ore con la SIM card, inviandovi una notifica di questo evento.

La comunicazione con gli altri dispositivi avviene mediante un segnale radio Jeweller che riesce a coprire fino a 2000 metri quadrati. La crittografia del segnale è AES e rileva i salti di frequenza tipici degli attacchi jammer. Per i collegamenti alle videocamere usa il protocollo Contact ID o SIA standard..

Questo hub riesce a gestire fino a 100 accessori e può funzionare in 50 account collegati. Manda le notifiche di allarme in 0,15 secondi. La società vende anche altre versioni, come Hub Plus che trasmette i dati in 3G o WiFi e il ReX che è in pratica un ripetitore dell’Hub. Ideale per ambienti più ampi di 2000 metri quadri.

MotionCam

La MotionCam è in pratica un sensore di movimento a cui è stata aggiunta una fotocamera. Quindi attiverà l’allarme se qualcuno entra in una stanza mentre questi è attivo. Se l’allarme si attiva scatta anche delle foto e le invia all’app per iPhone. Ne scatta fino a 3 insieme in formato VGA e le invia in meno di 9 secondi.

Gli scatti usano il grandangolo di 90° e funzionano anche di notte grazie al sensore ad infrarossi che vede nel buio. Le foto sono criptate, quindi non accessibili se non dall’app del proprietario.

Questo livello di sicurezza non permette il riconoscimento dei volti, infatti la fotocamera non li rileva. Non è possibile neanche scattare foto su richiesta o usare la fotocamera come videocamera live. Questo proprio per evitare abusi nell’uso del sistema di sorveglianza.

La cosa positiva è che la fotocamera è impostata per non individuare spostamenti di elementi sotto i 50 centimetri. Quindi se avete un animale domestico questi potrà muoversi nell’ambiente senza far scattare l’allarme.

Le batterie CR123A interne forniscono ben 4 anni di autonomia. Questo è reso possibile dall’assenza del live streaming delle immagini. Quando le batterie saranno esaurite (riceverete una notifica nell’app) si potranno cambiarle smontando il dispositivo con una procedura apposita.

Nel catalogo c’è anche un sensore senza fotocamera (MotionProtect), uno che non reagisce a condizionatori o camini (MotionProtect Plus), uno che rileva rotture di vetro (CombiProtect) e uno per angoli stretti (MotionProtect Curtain).

DoorProtect

È il sensore per porte e finestre. Si installa con due adesivi (o viti) e vi avvisa nell’app se qualcuno apre una porta o una finestra. Può essere collegato anche alla sirena per farla attivare se qualcuno apre una porta ad allarme inserito.

All’interno c’è un sistema anti contraffazione per evitare che i ladri lo disattivino con delle piastre particolari, ma anche un sistema in caso di manomissione e di apertura del coperchio.

La batteria offre un’autonomia di ben 7 anni. I due magneti possono stare ad una distanza massima di 2 centimetri tra di loro.

Esiste anche una versione che rivela gli urti sulle porte (DoorProtect Plus) e uno che rivela la rottura di vetri (GlassProtect).

FireProtect

È il rilevatore di fumo. Utile per essere avvisati istantaneamente in caso di incendi. Oltre a rilevare la presenza di fumo, il FireProtect rileva anche cambi veloci di temperatura in una stanza. Questi ha una sirena integrata, indipendente da quella esterna, che avvisa con un allarme quando si attiva. La sirena esterna potrebbe essere vittima di incendio e quindi è più prudente averne una direttamente nell’allarme.

Un sensore contro le polveri avvisa l’utente se è il caso di pulire il sensore per renderlo sempre efficace. Le batterie CR2 offrono un’autonomia di ben 4 anni. Esiste anche una batteria CR2032 di riserva che si attiva in caso di necessità.

Per questo sensore esiste anche il modello FireProtect Plus che rileva la quantità di monossido di carbonio in una stanza.

LeaksProtect

È il sensore anti allagamento. Lo si deve posizionare a terra vicino alle zone dove potrebbe uscire acqua, come un lavello o una lavatrice. Utile per essere avvisati se si ha una perdita improvvisa di acqua.

Il rivestimento IP65 lo protegge da polvere e umidità per evitare falsi positivi. L’autonomia della batteria è di 5 anni. Il sistema avvisa con una notifica anche quando l’area dove si è attivato si è asciugata.

KeyPad

È il classico tastierino numerico per attivare o disattivare l’allarme. Per usarlo bisogna inserire il codice numerico scelto (che si può cambiare direttamente nell’app per iPhone) e poi premere uno dei pulsanti associati ad un evento:

  • Armato: attiva l’allarme.
  • Disarmato: disattiva l’allarme.
  • Modalità notturna: attiva i sensori collegati dall’app a questa modalità.
  • Anti panico: fa scattare l’allarme.

Il tastierino avvisa l’utente se qualcuno tenta di aprire il coperchio, se si inserisce un codice errato e si blocca per alcuni minuti se si inserisce un codice errato per troppe volte. Una cosa che però non mi piace di questo modello è la sua superficie lucida. Se questo le rende elegante, grazie ai pulsanti luminosi a filo, non è a prova di ditate. Quindi i ladri potrebbero mettersi contro luce e vedere i tasti più digitati.

Ovviamente dovrebbero indovinare la combinazione. Nel frattempo l’utente sarà già stato avvisato di questo tentativo con una notifica. Le batterie AAA interne permettono un’autonomia di 2 anni.

Interessante poter impostare dall’app un codice dedicato che attiva silentemente l’allarme. In pratica se un ladro vi obbliga a inserire il codice di sblocco dell’allarme e voi digitate quello anti panico, invierete una richiesta di aiuto.

SpaceControl

È il classico telecomando da appendere al portachiavi o portare con se. Integra un pulsante per ciascuna modalità da attivare: armare l’allarme, disarmare l’allarme, attivare l’anti panico o la modalità notturna.

Molto carina la illuminazione a forma di croce che, insieme al design, lo rendono avveniristico. La batteria offre un’autonomia di 5 anni.

Button

Il button è un pulsante anti panico. Fa una sola cosa: attiva l’allarme in caso di necessità. Dal peso di 16 grammi, integra un LED che offre un feedback visivo quando attivato.

Dato il suo peso può essere collocato ovunque mediante l’adesivo 3M integrato nella confezione. Potete posizionarlo sotto al tavolo, vicino ad un registratore di cassa, accanto al letto e così via. Se di sera sentite dei rumori strani basta premerlo per attivare l’allarme.

Volendo può essere convertito in “Modalità controllo” e usato per la domotica. Quindi non per attivare l’allarme, ma per accedere e spegnere lampadine e così via. L’autonomia del Button è di 5 anni.

HomeSiren

È la classica sirena. Ciò che serve a far sapere ai ladri di averli scoperti e, sperare, farli fuggire. La potenza è regolabile direttamente dall’app da 81 dB fino a 105 dB. Anche la durata della sirena è regolabile: dai 3 fino ai 180 secondi.

Integra un LED che può essere acceso quando l’allarme è attivo, ma volendo si può collegare anche un LED esterno. La batteria ha un’autonomia di ben 5 anni.

Esiste anche un modello da esterni chiamato StreetSiren che resiste alle intemperie. La potenza in questo caso arriva a 113 dB.

Socket

Questo accessorio è pensato più alla domotica che per i sistemi di allarme. Si tratta di una presa europea, con tanto di LED interno, che svolge varie funzioni. La prima è quella di accendere e spegnere ciò che vi è collegato a distanza.

Per esempio potrete attaccarvi lo scaldabagno e spegnerlo quando attivate l’allarme, vale a dire quando uscite di casa. Aiuta anche a ridurre gli sprechi monitorando quanti Wh consumano gli accessori ad esso collegati. Protegge inoltre da sovraccarichi.

Il LED interno può avvisare se state consumando troppa energia con il classico simbolismo dei semafori: verde state consumando il giusto, giallo per i consumi in crescita e rosso se state consumando molto. Se va via la corrente in casa vi manderà una notifica.

Altro

La società ha nel suo catalogo anche tanti altri prodotti, come dei relè da integrare direttamente nelle prese della corrente o delle schede da integrare in prodotti di terzi per renderli compatibili con il proprio sistema di allarme.

Grazie alla collaborazione di 1.129 aziende di vigilanza privata, di cui molte in Italia, potrete aggiungere il supporto dell’azienda di riferimento direttamente nell’app. In questo modo se scatterà l’allarme arriverà qualcuno dalla centrale per controllare.

È interessante anche il fatto che la maggior parte dei sensori integra anche un sistema di rilevazione della temperatura. In questo modo potrete conoscere la temperatura di ogni stanza vedendola dall’app.

Riassumendo

Il sistema di allarme Ajax mi ha sorpreso per esperienza utente e semplicità di utilizzo. L’integrazione dell’allarme in casa richiede pochi minuti. I componenti sono vari e coprono la casa nella sua interezza: dall’ingresso dei punti chiave (porte e finestre), fino allo stacco della corrente, allagamenti e incendi.

La gestione è veramente semplificata. L’app è fatta molto bene. Il sistema di notifiche consente di sapere veramente tutto di ciò che avviene in casa quando l’allarme è attivo. La sicurezza è gestita a livelli elevati e l’integrazione di batterie che durano anni, memorie tampone e SIM card consentono di ricevere gli avvisi in ogni evenienza.

Non esiste una skill per Alexa e non supporta HomeKit. Probabilmente più per evitare falle nel loro sistema chiuso che per un reale disinteresse verso questi protocolli. Questo non consente di integrarli nelle routine impostate con Alexa o Siri.

Il prezzo è molto accessibile. La lista dei rivenditori e installatori italiani è in questa pagina.

L’integrazione con iOS, la possibilità di inviare inviti per accedere al sistema (utile per chi affitta su Airbnb o chi invita amici), la sicurezza dei protocolli e la gestione di tutto il sistema dallo smartphone lo rendono la scelta ideale per chi sta cercando un allarme per la propria abitazione o ufficio.

Piccola chicca di chiusura: l’app supporta anche l’Apple Watch che si trasforma per l’occasione in un telecomando per gestire l’allarme dal polso.

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