# Apple realizza uno studio per dimostrare che il 30% di commissioni nell’App Store è equo

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- Published: 2020-07-24T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Commissioni App Store](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2020/07/
Commissioni-App-Store-1000x376.jpeg "Apple realizza uno studio per dimostrare che
il 30% di commissioni nell’App Store è equo 1")

Come saprete Apple è sotto la lente dell’[Antitrust](https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-06-26/apple-s-app-store-rules-scrutinized-in-u-s-antitrust-probe)
per le **politiche usate nell’App Store**: il suo negozio di applicazioni. La società
adotta da sempre un business model molto chiaro: ciò che viene venduto nel suo negozio
costa il 30% in commissioni che gli sviluppatori devono cedere alla società.

Quando ci fu l’integrazione degli abbonamenti la società portò la percentuale al
15% a patto che fosse il caso del rinnovo dopo 12 mesi. Per il primo anno si paga
sempre il 30%.

Un business model che ha funzionato da anni, ma che adesso pare non essere più idoneo
per alcuni sviluppatori. Questi, ovviamente, vogliono pagare il meno possibile e
soprattutto non vogliono pagare per gli abbonamenti.

Ma è corretto chiedere circa un terzo del prezzo delle app e dei servizi? Per dimostrare
di sì, Apple ha commissionato uno studio alla _Analysis Group_.

Il report ha dimostrato che **le commissioni del 30% sono in linea con quelle applicate
dalla concorrenza**. Google chiede il 30% in commissioni e il 15% dopo il secondo
anno per gli abbonamenti proprio come Apple. Anche Amazon chiede il 30%, così come
Samsung con il suo store e Microsoft.

Se guardiamo all’industria di **distribuzione dei videogame** vediamo che XBox chiede
il 30%, così come Nintendo e PlayStation. La piattaforma Steam chiede il 30% se 
il giro d’affari è sotto i 10 milioni di $, mentre la percentuale cala al 25% fino
a 50 milioni e 20% oltre i 50 milioni di $.

Nel settore dei **contenuti digitali** le cose vanno peggio. Spotify chiede per 
i podcast su Anchor il 30% delle sponsorizzazioni e il 9,5% delle donazioni degli
ascoltatori. Twitch chiede il 50% sulle iscrizioni e il 25% sulle pubblicità. YouTube
trattiene il 45% sulle pubblicità, mentre Amazon con Prime Video trattiene il 50%
sulle vendite o i noleggi di film.

Per la vendita di **libri per Kindle** Amazon trattiene il 30% per i libri fino 
a 9,99 $ e il 65% sui libri più costosi. Nook chiede il 35% per i libri fino a 199,99
$ e il 60% su quelli più costosi. Audible per gli audiolibri trattiene il 60% degli
abbonamenti sui contenuti esclusivi e il 75% su tutti gli altri.

E **sui beni fisici** quanto trattengono le piattaforme di e-commerce? Amazon fino
al 17%, eBay fino al 12%, Airbnb il 17,2%, Booking.com il 15%, Uber Eats fino al
30%.

Trovate tutte le specifiche di queste percentuali nel report di Analysis Group. 
Il piano di alcuni sviluppatori è comunque abbastanza chiaro: approfittare delle
pressioni delle indagini dell’Antitrust su Apple per tentare di convincere la società
a cedere e abbassare le commissioni.

Un gioco che mira ad incrementare i guadagni il più possibile. Un gioco che Apple
ha capito bene e a cui non vuole perdere. Sempre se l’Antitrust non deciderà di 
darle torto.

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