# Alcune considerazioni su The Social Dilemma su Netflix

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- Published: 2020-09-23T09:00:00+02:00
- Author: Kiro

![The Social Dilemma](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2020/09/The-
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The Social Dilemma

Ho avuto la fortuna di vivere la mia infanzia negli anni ‘80. È stato favoloso. 
I 2000, o generazione Z, non potranno mai capire. Vivere in un contesto con zero
tablet, zero smartphone, un po’ di TV, tanti fumetti e libri mi ha spinto sicuramente
a sviluppare la fantasia.

Facciamo un esperimento. Chiudiamoci in casa senza internet, senza smartphone, tablet
e assistenti virtuali. Non ci annoiamo subito a morte? Cosa facciamo?

Questo non significa che i tablet, smartphone e internet siano il male. Anzi. Portano
a numerosi vantaggi: tra tutti recuperare informazioni in pochi secondi o accedere
ai documenti ovunque. Operazione che prima richiedeva molto tempo. Non potete immaginare
come si arrabbiavano i miei compagni di classe quando effettuavo le **ricerche su
Encarta** di Microsoft. Una sorta di Wikipedia su CD Rom.

Quindi ho vissuto il **passaggio dall’analogico al digitale per gradi**. Prima il
modem da 36,6 kbps, poi il floppy disk di Italia On Line, poi Netscape Navigator(
pensate si pagava un abbonamento per l’uso del browser), gli abbonamenti di 30 minuti
degli operatori telefonici, le connessioni flat, l’ADSL, le connessioni WAP, EDGE,
3G, 4G, il cellulare collegato al computer con il cavo per navigare, il Nokia 7610,
EMule per scaricare la musica, Gino il Pollo, barzellette.it, cellulari.it, il mio
sito su studenti.it, poi su WordPress, partecipa ai Barcamp, la blogosfera, uh è
uscito l’iPhone, compra l’iPhone 3G, 4, 4s, 5, 5s, 6, 7s, X, Xr e così via.

Insomma **un’evoluzione che è durata praticamente 20 anni**. Quanto basta per capire
cosa c’era prima, cosa c’era in mezzo, cosa c’è adesso e anche un po’ cosa ci sarà
domani. Tutto questo è servito ad immunizzarmi. Per quanto mi piaccia stare su internet
so benissimo quali siano i pericoli, dove non si deve abusare, da cosa tenermi lontano
e cosa coltivare.

Un esempio? Mi piace Instagram, ma ci passo meno di mezz’ora al giorno. Mi annoio
a vedere tutte quelle foto o storie per ore. Stessa cosa Facebook: lo uso per condividere
meme e stupidaggini. Non racconto mai cosa faccio durante la giornata. Sono cose
mie.

Quindi arriviamo a **The Social Dilemma**: un interessante documentario che tanto
sta facendo parlare in queste settimane e che trovate su Netflix.

Diretto da _Jeff Orlowki_, il documentario racconta i pericoli dei social network
e la stortura che stanno generando nella nostra società. Fenomeni come fake news,
gruppi estremisti, complotti che circolano facilmente e senza controllo, isterie
di massa e pressappochismo.

Pur di fare soldi **i social network raccolgono e vendono dati senza conseguenze
per se stessi**, ma di sicuro per la società. Lascia molto pensare come il sistema
delle bolle sociali, o _echo chamber_, spingono le persone a convincersi delle cose
di cui sono già convinte perché gli algoritmi suggeriscono loro contenuti più affini.

Così anziché sviluppare un pensiero critico e aprire la mente a cose nuove, chi 
è convinto di aver ragione, come i terrapiattisti, ricevono altre fake news sul 
fenomeno convincendoli di aver sempre ragione.

Emblematico è il **pizzagate**, di cui avrete sentito parlare. Nel 2016 viene hackerato
l’account di posta elettronica di John Podesta, responsabile della campagna di Hillary
Clinton. Le email vengono pubblicate su _WikiLeaks_. Qualche coglione interpretò
parte del testo ricamando una stramba teoria complottistica che indicava il ristorante
Comet Ping Pong.

In questo ristorante, secondo il complotto, c’era un seminterrato dove venivano 
dissanguati dei bambini ottenuti con un giro di pedofilia. Il sangue sarebbe servito
ad Hillary Clinton e altre persone per mantenersi giovani.

Questa bugia strampalata circolò così tanto sui siti da spingere un uomo, il 5 dicembre
del 2016, ad entrare nel locale con un fucile e fare fuoco per salvare i bambini
nel seminterrato. C’era un unico problema: il ristorante non aveva mai avuto un 
seminterrato.

Fenomeni del genere sono purtroppo all’ordine del giorno perché, anche se internet
ha fatto circolare il sapere e lo ha reso gratuito per tutti, **ha anche dato voce
a molti idioti**. Persone che prima sfogavano la loro scarsa e bieca visione del
mondo nei bar, strappando al massimo qualche risata.

Ora invece abbiamo i no-vax, i terrapiattisti, i QAnon, i no-mask, chi crede che
Bill Gates abbia un vaccino che ci renda robot o ci faccia esplodere alzando la 
temperatura corporea, chi crede che Michael Jackson sia vivo insieme ad Elvis. Chi
cura i tumori con bicarbonato e limone. Chi se la prende con le antenne 5G e così
via.

Una moltitudine di idioti che trovano nella democratica internet uno strumento per
diffondere la prima stupidaggine partorita dal loro cervello. Senza dati, confronto,
analisi, metodo scientifico. Chi crede nell’oroscopo ma non ai referti medici. Chi
non crede agli scienziati, ma al primo che capita che si auto proclama esperto.

The Social Dilemma racconta questo e pone l’invito a fare delle riflessioni. Tra
tutte **la necessità che i legislatori prendano in mano la situazione** e regolamentino
la circolazione di fake news e il proliferare di gruppi estremisti o complottistici.

Consiglio la visione a tutti e se volete dire la vostra a tal proposito trovate 
una capiente sezione commenti in basso.

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