Fino a qualche anno fa per avere una connessione a internet bisognava comprare un modem WiFi e poi attivare un contratto. Nella corsa a monetizzare qualsiasi cosa, gli operatori sono convenuti che fosse meglio vendere il proprio modem.

Questi in realtà è una versione comprata in stock presso un partner, personalizzata e nel quale è caricato un firmware con i parametri dell’ISP (Internet Service Provider). Quindi l’operatore non solo vende l’abbonamento, ma si intasca anche un abbondante sovrapprezzo dalla vendita del modem.

Per fare un esempio, quando ho firmato il contratto con 3Fiber, ora WindTre, mi è stato dato un modem di Zyxel. Se lo volessi comprare su Amazon, lo stesso modello per la fibra ottica, costa 147 €. 3Fiber me lo ha fatto pagare 287,52 € anche se rateizzato in 24 rate in bolletta. Una differenza di ben 140 €.

Inoltre se volessi passare ad altro operatore, come TIM o Fastweb, quel modem sarebbe inutilizzabile perché munito del firmware personalizzato per l’operatore. Quindi 287 € buttati nel cestino.

C’è una via di fuga per evitare di bruciare euro in questo modo? La delibera 348/18/CONS dell’AGCM del 2018 dichiara che gli utenti devono essere liberi di usare un router proprietario. Questo significa che posso usare più sapientemente quei soldi, per esempio comprando un bel più affidabile e completo Firtz Box, risparmiando anche dei soldi. Con la possibilità di usarlo anche se passo ad altro fornitore.

Ma bisogna fare attenzione. Anche se l’AGCM ha previsto questa possibilità, l’operatore farà di tutto per vendere il proprio router. Per esempio se stipulerete un nuovo contratto per telefono o in negozio, l’operatore tenderà stranamente a non fare menzione al fatto che potete usare un router proprietario. Tenderà a non chiedervi se vi serve il router da pagare a rate. Darà per scontato che volete pagarlo.

Quindi se firmate il contratto e ricevete a casa il router e passeranno i 14 giorni di diritto di recesso, non avrete più la possibilità di disfarvene. Non potete far passare 3 mesi o 6 mesi e deciderlo di non volerlo più. Non potrete tentare semplicemente di passare ad altro operatore per non pagarlo più. Dovrete pagarlo per intero perché avete firmato un contratto.

Per evitare di cadere nel tranello fate bene i vostri calcoli. Valutate se l’abbonamento con il router sia più conveniente o meno di uno senza router, usando un modem libero già in vostro possesso. Se volete usare il vostro modem dovete farlo presente esplicitamente prima della firma del contratto.

Dovrete dire senza mezzi termini “ho intenzione di usare il modem già in mio possesso, non voglio un modem vostro e non voglio pagare questo dispositivo a rate. Non mi serve grazie”. Ma dovrete pronunciare queste parole prima della firma del contratto.

Fate attenzione anche al fatto che non tutte le offerte commerciali sono disponibili prive di modem. Gli operatori di solito offrono alcuni piani dedicati a chi richiede un modem libero. Nelle pagine dei rispettivi operatori troverete le istruzioni per impostare i modem liberi.

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1 Comment

  1. per completezza di informazione, alcuni Operatori richiedono, nel caso in cui si intenda utilizzare un modem di proprietà, un importo per la configurazione dello stesso, che può arrivare anche a 70 euro, idem per successive riconfigurazioni in caso di azzeramento dei parametri (a seguito di aggiornamento firmware, etc, sempre che il modem consenta di fare backup di configurazione, e che l’utente sia in grado di farli); va anche detto che sui siti dei maggiori Operatori sono presenti i parametri di configurazione per molte marche e modelli; altra voce riguarda la garanzia del modem, 24 mesi se acquistato come privato o 12 mesi con fattura; molto spesso le rateizzazioni proposte dall’Operatore sono di 36/48 mesi, e l’assistenza online telefonica o on-site è spesso compresa per tutta la durata della rateizzazione, e a volte anche la sostituzione oltre i 24/12 mesi mantenendo il piano delle rate

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