# Il caso Theranos come lezione contro il successo, soldi e startup a tutti i costi [u]

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- Published: 2021-03-01T09:00:00+01:00
- Author: Kiro

![Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos](https://www.melamorsicata.it/wp-content/
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soldi e startup a tutti i costi [u] 1")

Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos

Siamo in un momento storico dalle molteplici potenzialità. Un vero e proprio _Rinascimento_.
Abbiamo molta tecnologia a buon mercato, le informazioni si trovano velocemente 
in rete, se siamo bravi riusciamo a crearci un network di persone abbastanza velocemente
e possiamo ambire ad avere molta visibilità.

**Siamo nell’era delle idee**. Con una startup possiamo costruire cose in grado 
di cambiare il destino dell’umanità. Soprattutto in alcune aree geografiche dove
si concentrano capitali, cultura, persone e tecnologie. E i casi di successo sono
molti.

Jack Ma in Cina ha costruito un impero miliardario in 6 anni. Mark Zuckerberg è 
diventato una delle persone più ricche del mondo a 36 anni. Jack Dorsey di Twitter
ha costruito anche Fleetic e Square a soli 44 anni. Elon Musk a 49 anni ha un conglomerato
di aziende di enorme successo.

Viviamo quindi nel **mito di persone di enorme successo**, fama e potere. Multimiliardari
che hanno realizzato industrie in grado di occupare centinaia di migliaia di persone.
Spesso sono anche persone non laureate, tutto sommato persone normali e questo ci
trae in inganno.

Visto che una persona normale può costruire un impero miliardario con **una startup
partendo da zero**, perché non possiamo farlo anche noi? E allora ci improvvisiamo
esperti di machine learning, intelligenza artificiale, 5G, guida autonoma, solo 
per avvicinarci a chi ce l’ha fatta.

Pubblichiamo libri, partecipiamo a conferenze, organizziamo webinar e ci riempiamo
la pancia di libri sulla crescita personale. Ascoltiamo podcast e curiamo il brand
personale affibbiandoci titoli. Su **LinkedIn siamo dei luminare**, su ClubHouse
la nostra bio dice agli altri che siamo i numero uno. Ci targhettizziamo, ci colleghiamo
agli esperti del settore, su Instagram pubblichiamo storie dove ci mostriamo con
questo e quello. Ma nei fatti?

Nei fatti non conosciamo il **significato della parola sacrificio**, impegno, dedizione.
Quella che Leopardi chiamava “_studio matto e disperatissimo_”. Siamo i numeri uno
nel vedere video tutorial su YouTube, ma troviamo faticoso leggere un libro a settimana.
Siamo amanti della sintesi, ma non dell’approfondimento.

Un caso emblematico è quello di **Theranos**. La sua fondatrice, Elizabeth Holmes,
appartiene a una famiglia benestante. Suo nonno era Louis Fleischmann, fondatore
dell’omonima industria alimentare. Suo padre Christian Holmes era vice presidente
di Enron e sua madre membro del Congresso.

Elizabeth era quindi indirizzata verso un futuro roseo. L’unica cosa che doveva 
fare era studiare e impegnarsi, visto che le tribolazione di noi poveri, come il
pagare gli studi e il mutuo, non c’erano.

Dopo il primo anno di università, alla Stanford, Elizabeth decise di prendere una
scorciatoia. Fortemente **ispirata dalla vita di Steve Jobs**, dal quale copiò anche
i dolcevita neri, Elizabeth decise che non serviva l’università per cambiare il 
mondo, quindi lasciò la Stanford e fondò Theranos.

La startup aveva come obiettivo realizzare un numero molto ampio di analisi del 
sangue usando solo poche gocce, anziché sottoporre il paziente a un vero e proprio
prelievo. L’obiettivo era **velocizzare le analisi del sangue**, abbattere i costi
e velocizzare il responso, per realizzare un mini laboratorio facilmente installabile
ovunque, per ottenere l’analisi del sangue in pochi minuti.

Vista la famiglia alle spalle, con i famosi “amici di famiglia” pronti a finanziarla,
Elizabeth avviò Theranos con 6 milioni di $ nel 2004. Nel 2010 aveva raccolto 92
milioni di $ e riuscì a convincere alcuni amici di famiglia a entrare nel consiglio
di amministrazione.

Questo creò un **mix di offuscamento senza precedenti**. Avere capitali, persone
importanti nel consiglio di amministrazione, essere in un settore in forte crescita
come quello della medicina dove, diciamolo, i giornalisti di solito ne capiscono
molto poco, creò un mix di vapore e promesse enorme.

Elizabeth, inoltre, sempre affascinata dai geni della Silicon Valley, parlava e 
si muoveva proprio come loro. Parlava di innovazione, ispirazione, startup e così
via. E poi c’era questo fattore: **finalmente una donna giovane** aspirava a diventare
la nuova Steve Jobs. I giornali fecero a gara per intervistarla e pubblicare copertine
con le sue foto. Elizabeth è anche molto carina.

Questo mix generò **una crescita enorme per Theranos**. Nel 2014 Fortune le dedicò
la copertina. Forbes la nominò la più giovane imprenditrice miliardaria. Theranos
arrivò a raccogliere 400 milioni di $, per un valore di 9 miliardi di $, di cui 
la metà erano di proprietà di Elizabeth. Visto il denaro nacquero anche le partnership
con gli istituti sanitari: Cleveland Clinic, Capital BlueCross, AmeriHealth Caritas
e altri.

C’era un unico problema in questa storia: **il prodotto non esisteva**. Il metodo
di prelevamento di poche gocce del sangue per ottenere un’analisi in pochi minuti
non esisteva. Era stato tutto costruito su promesse. Theranos non produceva nulla
e non c’era un prodotto funzionante.

Elizabeth aveva attivato anche una frode per non far crollare il suo castello di
carta: aveva fatto installare dei macchinari di Theranos nei negozi Walgreens. I
campioni erano però inviati nei centri Theranos per l’analisi dei dati. Nel frattempo
i macchinari erano stati modificati per mostrare un finto responso di ricezione 
dei dati. Le analisi arrivavano dopo giorni e non erano completi e spesso errati.
Non era possibile un’analisi completa da un campione ematico così piccolo.

Per evitare che la frode uscisse fuori, in Theranos si chiedeva di firmare una NDA
molto articolata che impediva agli assunti di divulgare qualsiasi informazione prima
o dopo il rapporto di lavoro.

Dopo un’indagine di un mese, però, _John Carreyrou_ del [Wall Street Journal](https://it.wikipedia.org/wiki/Wall_Street_Journal)
scoprì l’imbroglio grazie alle soffiate anonime di alcuni ex dipendenti. Elizabeth
Holmes provò anche a bloccare l’articolo con cause legali e minacce, ma Carreyrou
riuscì a pubblicare tutto nell’ottobre del 2015.

**L’impero della Homes crollò**. Theranos fu colpita da una serie di cause legali,
non per ultima un’indagine della SEC. Elizabeth fu condannata ai risarcimenti, una
multa da 500.000 $ e l’impossibilità di coprire ruoli di controllo in aziende per
10 anni. Nel 2018 Theranos fallì. Le cause continuano e Holmes ora rischia 20 anni
di carcere.

Il caso Theranos resta un case history importante che dimostra come il successo 
a tutti i costi, complice un ecosistema che cresce non sui prodotti o servizi venduti
ma sulle promesse, spesso può generare dei veri e propri mostri. La speranza è che
il caso Theranos spinga le persone a investire sulle startup in grado di realizzare
ciò che promettono e le persone a impegnarsi con il duro lavoro invece semplicemente
imitare chi ce l’ha fatta.

Se volete approfondire John Carreyrou ha anche scritto un libro sulla storia di 
Theranos. Si chiama “_Una sola goccia di sangue_” e lo trovate [su Amazon](https://amzn.to/3qavvrr).

**Update 04/01/21**: Elizabeth Holmes è stata considerata colpevole di 4 capi d’accusa,
tra cui truffa. Ora rischia fino a 20 anni di carcere.

**Update 19/11/22**: Elizabeth Holmes é stata condannata a 11 anni e tre mesi di
reclusione. Ora potrà fare appello, anche perché è incinta del secondo figlio, altrimenti
dovrà presentarsi in carcere il 27 aprile prossimo.

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