# Project Starline: il futuristico schermo 3D di Google per videochat realistiche

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- Published: 2021-05-22T10:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Project Starline di Google](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2021/
05/Project-Starline.png "Project Starline: il futuristico schermo 3D di Google per
videochat realistiche 1")

Project Starline di Google

Era l’inizio degli anni 2000 quando iniziarono a diffondersi le **videochiamate**
negli smartphone. Erano lente e costose. Fortuna arrivò Apple con la tecnologia 
gratuita FaceTime, avviando un trend di videochat presenti ormai in tutte le app
social.

A tal proposito Google cerca di alzare l’asticella. Durante l’_evento I/O_, infatti,
la società di Mountain View ha presentato il **Project Starline**. Si tratta di 
uno schermo 3D da usare senza occhiali speciali per consentire videochiamate più
realistiche.

Anzichè avere l’immagine di una persona in diretta streaming su uno schermo, con
la stessa esperienza di un video visto online, la tecnologia del [Project Starline](https://blog.google/technology/research/project-starline/)
mostra l’immagine dell’interlocutore in uno schermo in tre dimensioni. L’effetto
è lo stesso ottenuto se chiudessimo il nostro interlocutore in una scatola. Viene
quasi voglia di aprire la scatola e farlo uscire.

In realtà a questa [tecnologia](https://www.melamorsicata.it/2010/12/03/apple-brevetta-uno-schermo-3d-senza-occhialini/)
lavora anche Apple da molti anni, ma la società di Cupertino non è ancora arrivata
a una soluzione accettabile. Il prototipo di Google sembra funzionare, anche se 
poi bisognerà valutare la sua applicazione nel mondo reale.

![Come appare un dispositivo del progetto Starline](https://www.melamorsicata.it/
wp-content/uploads/2021/05/Dispositivo-Starline.png "Project Starline: il futuristico
schermo 3D di Google per videochat realistiche 2")

Come appare un dispositivo del progetto Starline

Alla base c’è una tecnologia che ricorda molto FaceID. Un **sistema scansionare 
il volto** creando un modello in 3D in tempo reale. Grazie al machine learning, 
allo spatial audio e alla computer vision, questa ricostruzione 3D viene scomposta,
spedita attraverso internet al dispositivo ricevente e ricostruita nello schermo
3D.

Google fa sapere che i dispositivi del progetto Starline al momento sono presenti
solo nella sede dell’azienda di Seattle. Sono grandi, occupano spazio e quasi sicuramente
sono molto costosi.

Ovviamente sarebbe bello avere smartphone o tablet muniti di questa tecnologia e
consentire un tipo di interazione completamente nuovo con le persone. Per raggiungere
questo obiettivo ci vorranno ancora molti anni.

La cosa positiva è che ora sappiamo che la tecnologia esiste e funziona. Serve solo
miniaturizzarla e renderla integrabile in dispositivi portatili.

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