# Remote working: la guerra silenziosa tra Apple e i suoi dipendenti

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- Published: 2021-07-18T00:05:00+02:00
- Author: Kiro

![dipendenti Apple](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2016/10/dipendenti_Apple-
530x303.jpg "Remote working: la guerra silenziosa tra Apple e i suoi dipendenti 
1")

È iniziata tutto a giugno, quando Tim Cook [scrisse](https://www.melamorsicata.it/2021/06/06/tim-cook-organizza-la-fine-dello-smart-working-ma-i-dipendenti-non-sono-daccordo/)
ai dipendenti di Apple per comunicare loro la decisione in merito al **lavoro da
remoto**. Il CEO disse che, accogliendo le richieste dei dipendenti, fu deciso il
modello ibrido da attivare da settembre: 3 giorni in ufficio e 2 a casa.

Da allora è iniziata **una guerra fredda tra la società e i suoi dipendenti**. Un
gruppo di ribelli, se vogliamo ingiustamente chiamarli così, ha iniziato a tessere
le fila di un’opposizione netta al rientro in ufficio. La loro sede è un gruppo 
su Slack (ovviamente a cui possono accedere solo i dipendenti Apple) in cui sono
state riunite già oltre 6.000 persone.

La richiesta è semplice: far cadere l’obbligo di rientrare in ufficio e far decidere
ai singoli dipendenti quando è il caso di essere in ufficio e quando a casa.

Da un lato Apple teme che questo mancato ritorno possa scalfire la filosofia aziendale
e il circolare delle idee in azienda. Preoccupazione che in realtà in questi mesi
è nella mente di moltissime aziende. Dall’altro i dipendenti non vogliono sprecare
la loro vita negli spostamenti casa-ufficio e vogliono evitare di doversi avvicinare
necessariamente nelle zone degli uffici che tutti sanno essere particolarmente costose,
soprattutto in termini di affitti.

Per tentare di risolvere questo ultimo punto Apple ha avviato un [piano](https://www.apple.com/newsroom/2021/07/apple-deploys-1-billion-in-affordable-housing-support-across-california/)
da 1 miliardo di $ per **costruire case per i suoi dipendenti** in 25 città californiane.
L’obiettivo è offrire case a prezzi ragionevoli e non alle condizioni di mercato.
L’esplosione delle aziende nella Silicon Valley ha portato la richiesta di case 
alle stelle. A oggi un appartamento da 100 metri quadri costa in media oltre 1,2
milioni di $.

Secondo un recente sondaggio tra i dipendenti di Apple, effettuato su 1.735 persone,
nel caso in cui la società confermasse il lavoro ibrido da settembre, **ben il 36.7%
darà le dimissioni**. Apple rischia quindi di vedere licenziamenti in massa con 
migrazioni di dipendenti verso aziende che consentono lo smart working.

Alcuni dipendenti, inoltre, stanno provando a giocare la carta delle “esigenze mediche”.
Il **Disabilities Act**, infatti, consente al dipendente con disabilità di richiedere
il lavoro da remoto. Per verificare che questi certificati non siano richiesti con
furbizia, la società sta provvedendo a una pratica ritenuta alquanto discutibile.

> Things I'd never sign: [pic.twitter.com/4KUv2DVQTT](https://t.co/4KUv2DVQTT)
> — Cher Scarlett (@cherthedev) [July 15, 2021](https://twitter.com/cherthedev/status/1415798144726671360?ref_src=twsrc%5Etfw)

Apple sta chiedendo infatti la **condivisione dei dati sanitari** dei propri dispositivi
ai dipendenti che hanno usato questa strada, per verificare se la disabilità utilizzata
per ricevere la conferma del lavoro da remoto sia realmente un ostacolo per tornare
in ufficio.

La società, in pratica, sta mettendo in discussione il rapporto di fiducia con i
propri dipendenti. Elemento che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto di lavoro.

Come andrà avanti questa guerra silenziosa? A settembre teoricamente i dipendenti
dovrebbero tornare in ufficio, oppure dare il preavviso di 30 giorni per trovare
un’altra sistemazione lavorativa.

Staremo a vedere se Apple continuerà a fare finta di sapere cosa vogliono i suoi
dipendenti o cederà allo smart working, oppure se avverranno realmente i licenziamenti
in massa.

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