I Ray-Ban Stories
I Ray-Ban Stories

Nel 2017 Snapchat, ora chiamata Snap, presentò gli Spectacles: degli occhiali da Sole con due fotocamere ai lati utili per catturare brevi video e condividerli come storie su Snapchat.

A distanza di 4 anni Facebook è riuscita a copiarli. In questo arco temporale ha copiato gli snap inserendo le stories su Instagram, poi ha portato le storie su WhatsApp, poi nello stesso sito di Facebook e ora ha copiato gli occhiali per scattare brevi video.

Visto che la società ha problemi di credibilità nel campo della privacy, soprattutto dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, ha deciso di vendere gli occhiali non a suo nome, ma mediante il partner Ray-Ban, celebre brand di occhiali posseduto dall’italiana Luxottica.

Sono nati così i Ray-Ban Stories: occhiali da sole che hanno una mission abbastanza inquietante: “il nuovo modo di catturare, condividere e ascoltare”. Ai lati due fotocamere da 5 megapixel in grado di scattare foto o registrare video. Degli speaker consentono di ascoltare musica o telefonate.

Le stanghette sono a sfioro per regolare il volume o attivare lo scatto fotografico. Il controllo vocale di Facebook Assistant consente di attivare operazioni. Questa funzione si attiva scaricando l’app Facebook View e richiedono il comando “Hey Facebook”. I comandi al momento possono essere dati solo in inglese.

La batteria dei Ray-Ban Stories consente 6 ore autonomia, che si dimezzano a 3 ore se si ascolta la musica. La custodia degli occhiali li ricarica fino a 3 volte e richiede 70 minuti per ogni ricarica. A carica completa si possono scattare 200 foto o registrare 50 video da 30 secondi ciascuno.

Disponibili in vari colori, si vendono con le lenti da Sole o volendo si possono far installare le lenti da vista. Il prezzo è di 329 €. Ma la vera domanda è: vi fidereste a indossare occhiali di Facebook in grado di vedere ciò che vedete e sentire ciò che ascoltate?

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