# Twitter: sono iniziate le purghe di Elon Musk

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- Published: 2022-10-29T00:00:00+02:00
- Author: Kiro

![Elon Musk entra con un lavandino nella sede di Twitter](https://www.melamorsicata.
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di Elon Musk 1")

Elon Musk entra con un lavandino nella sede di Twitter

È iniziato tutto con **Elon Musk che entra con un lavandino in Twitter**. Non che
gli servisse per lavarsi le mani, ma per indicare con la sua simbologia due messaggi:

 1. Sono il capo adesso, posso entrare con un lavandino tra le mani perché tutto questo
    è mio.
 2. Giocando con la parola sink, quindi lavandino, con il verbo to sink, cioè affondare.
    Nel senso affondiamo l’azienda per ricostruirla d’accapo.

Infatti il nuovo proclamato **CEO ad interim di Twitter**, incoronatosi da solo 
a mo’ di Napoleone che voleva imitare Carlo Magno, come primo atto ha preso l’ascensore
della sede newyorkese di Twitter, salito ai piani alti e tagliato la testa al top
management.

Ovviamente in modo figurato, licenziando in tronco 4 top manager:

 * [Parag Agrawal](https://www.melamorsicata.it/2021/11/30/jack-dorsey-non-e-piu-ceo-di-twitter/)
   che era stato nominato CEO neanche 1 anno fa da Jack Dorsey, co-fondatore della
   società, ottenendo un paracadute d’oro da 60 milioni di $.
 * Neg Segal, ex CFO di Twitter, che ha ottenuto 46 milioni di $.
 * Il legale dell’azienda Vijaya Gadde con una buonuscita da 20 milioni di $.
 * Il consigliere generale Sean Edgett che non sappiamo se abbia ricevuto una buonuscita,
   ma secondo una fonte anonima del New York Times, è stato scortato fuori dalla
   sicurezza.

Il tagliare il top management è un primo passo per **cambiare completamente la cultura
aziendale in Twitter**. Musk intende cambiare completamente vision e mission per
rendere la società più remunerativa.

Al momento l’89% delle entrate di Twitter arriva dalla pubblicità. Un sistema che
a quanto pare non basta considerando che con un fatturato di appena 1,18 miliardi
di $ nel secondo trimestre del 2022, registrava perdite per 344 milioni di dollari.
L’azienda è stata quasi sempre in perdita.

L’interesse di Musk iniziò lo scorso aprile, quando dichiarò che avrebbe voluto 
comprato tutta l’azienda con **un’offerta pubblica di acquisto di 54,20 $ per azione**.

L’offerta di Musk arrivò in un momento sbagliato, perché pochi mesi dopo iniziarono
a sentirsi gli effetti del post Covid nell’industria tecnologica, a cui si sommarono
gli effetti dell’invasione russa in ucraina. Il titolo crollò intorno i 40 $ per
azione, portando la valutazione di 44 miliardi di $ offerti dalla cordata di Musk,
a un valore di mercato di intorno 32 miliardi di $.

In pratica il boss di Tesla stava sovra-pagando Twitter per 11 miliardi in più del
suo reale valore, di qui la decisione di prendere tempo e ritirare l’offerta.

Visto che le operazioni OPA (Offerte Pubbliche di Acquisto) per aziende quotate 
sono regolate dalla SEC, il ritiro dell’offerta stava danneggiando gli investitori,
da qui la causa legale che rischiava di sommergere Musk di richieste di risarcimenti.

Il buon Elone ha quindi deciso di evitare la figura del chiacchierone e perdere 
inutilmente miliardi, che avrebbe dovuto pagare vendendo molte azioni Tesla, confermando
ancora una volta di voler comprare Twitter.

In verità non saranno pagati tutti di tasca sua, ma 12,5 miliardi saranno finanziati
dalle banche e 7,1 miliardi da altri co-investitori. Esborsi che il nuovo CEO di
Twitter può affrontare senza problemi, considerando che è l’uomo più ricco del mondo
con un patrimonio stimato per 250 miliardi di $.

Ma ora cosa farà con Twitter? Il prossimo passo sarà **il delisting dalla Borsa**.
Vale a dire che trasformerà l’azienda da public company ad azienda privata. In questo
modo, un po’ come fa IKEA da sempre che non ha voluto mai quotarsi, può sottrarsi
da moltissimi adempimenti dovuti per trasparenza e potrà fare tutte le modifiche
che vuole senza aver timore degli alti e bassi in Borsa.

Questo avverrà nel mese di novembre, per poi procedere alla **modifica totale del
social network**, e successivamente riquotare la società tra qualche anno, a modifiche
concluse.

Musk intende trasformare Twitter in una sorta di **hub di servizi**, un po’ come
WeChat in Cina: un’app che permette di comunicare, ma anche pagare, restare informati,
conservare documenti, scambiare informazioni e così via.

Da qui ai prossimi 3/5 anni, il Twitter che vediamo adesso potrebbe diventare completamente
differente.

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