# Double Diamond & Product Discovery: Ottimizzare il Product Management

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- Published: 2023-03-20T00:05:00+01:00
- Author: Kiro

![L’approccio double diamond nel product management](https://www.melamorsicata.it/
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Ottimizzare il Product Management 1")

L’approccio double diamond nel product management

Negli articoli precedenti abbiamo effettuato passaggi importanti nell’analisi del
mercato, della concorrenza e dei nostri potenziali utenti nel percorso di creare
un’app di successo. Abbiamo analizzato argomenti come il [product market fit](https://www.melamorsicata.it/2023/01/21/product-strategy-e-market-fit/),
visto strumenti come il [lean canvas](https://www.melamorsicata.it/2023/02/08/il-ciclo-di-vita-del-prodotto/),
le [5 forze di Potter](https://www.melamorsicata.it/2023/02/27/il-modello-delle-5-forze-di-potter/)
e molto altro.

Oggi è il turno di arrivare a una fase molto importante nel nostro processo. Una
fase che molti tendono a saltare, forse anche Apple tende a saltarla[fn]Una delle
frasi più celebri di Steve Jobs, che si rifaceva a una ti Tom Ford, è non chiedere
mai cosa vogliono i tuoi clienti. Se lo avreste fatto con i mezzi di trasporto non
avrebbero risposto l’auto, ma un cavallo più veloce[/fn]. È la **fase di discovery**.
Quel momento dove abbiamo chiaro tutto ciò che vorremmo fare, abbiamo fatto delle
assunzioni, ma non siamo sicuri che una volta arrivati sul mercato ci sarà il successo
sperato.

Diverse volte in passato vi ho scritto che l’idea vale zero e ciò che vale è l’esecuzione.
Aggiungo un altro pezzetto a questa legge sacra. Non solo vale l’esecuzione, ma 
anche ciò che crea realmente valore per gli utenti e i clienti. E come facciamo 
a sapere se la nostra “_ideona che spacca_” lo farà realmente? Lo sapremo solo se
passiamo dalla discovery.

Quindi ecco cosa dovete sapere in questo ambito e come possiamo svolgere i passaggi
per avere conferme o smentite in merito a tutta l’analisi svolta fino a ora.

## Indice dei contenuti

 * [Cos’è l’approccio double diamond nel product management](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#cose-lapproccio-double-diamond-nel-product-management)
 * [I bias cognitivi](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#i-bias-cognitivi)
 * [Come svolgere correttamente l’analisi di discovery sugli utenti](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#come-svolgere-correttamente-lanalisi-di-discovery-sugli-utenti)
 * [Come funziona il Mom Test di prodotto](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#come-funziona-il-mom-test-di-prodotto)
 * [Il Jobs To Be Done per avere l’idea chiara di prodotto](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#il-jobs-to-be-done-per-avere-lidea-chiara-di-prodotto)
 * [In conclusione](https://www.melamorsicata.it/2023/03/20/double-diamond-product-discovery/#in-conclusione)

### Cos’è l’approccio double diamond nel product management

L’approccio **Double Diamond nel Product Management** è una metodologia che aiuta
a sviluppare nuovi prodotti attraverso un processo di ideazione, prototipazione 
e test. Questo approccio prevede quattro fasi principali:

 1. La scoperta
 2. La definizione
 3. Lo sviluppo
 4. Il lancio.

Il Double Diamond si riferisce alla forma di diamante che viene utilizzata per rappresentare
il processo. Il primo diamante rappresenta **la fase divergente**, in cui si cercano
idee creative e si esplorano diverse soluzioni. Il secondo diamante rappresenta **
la fase convergente**, in cui si selezionano le migliori soluzioni e si sviluppano
i prototipi.

Durante la fase divergente, ci si concentra sulla **generazione di idee innovative**
e sulla ricerca di soluzioni creative. In questa fase, è importante rimanere aperti
alle idee e ai suggerimenti. L’obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero
possibile di idee, anche se alcune di esse sembrano al primo sguardo poco realistiche
o poco praticabili. La fase divergente è quindi un momento di grande libertà creativa.

Nella fase convergente, ci si concentra sulla **selezione delle migliori idee** 
e sulla definizione di una soluzione concreta. In questa fase, è importante fare
una valutazione critica delle idee raccolte e selezionare quelle che sembrano più
promettenti. Questa fase richiede una maggiore attenzione ai dettagli e una maggiore
precisione nella definizione delle soluzioni.

Effettuando bene questa analisi, filtrando tra tutte le idee quelle che realmente
sembrano generare valore, possiamo avere il nostro elenco di sviluppi da confermare
con la discovery, prima di passare all’atto pratico.

### I bias cognitivi

Uno dei grandi problemi è **affezionarsi alle assunzioni**. Cerchiamo di difendere
a tutti i costi le idee che crediamo vincenti, perché se le bocciassimo ci penseremo
deboli, poco brillanti. Ma non c’è nessun test dell’ego sulle idee. Nessuno vi giudicherà.

Meglio bocciare un’idea malsana in questa fase, piuttosto che portarla avanti e 
accorgersi della sua inefficacia in seguito, quando abbiamo speso tempo e denaro
per realizzarla.

Purtroppo tutti noi ci scontriamo con dei bias cognitivi. Degli schemi mentali che
ci portano a sopravvalutare delle scelte, solo perché sono nostre. In questi casi,
quindi, ci riempiremo la testa di scuse e giustificazioni per auto convincerci di
avere ragione. In fondo chi vorrebbe avere torto?

**Bias cognitivi** è un termine utilizzato per descrivere i pregiudizi cognitivi
che influenzano i nostri processi decisionali. Questi pregiudizi sono una parte 
naturale del nostro assetto psicologico e possono avere un impatto significativo
sulle nostre percezioni, giudizi e azioni.

In sostanza, i bias cognitivi si riferiscono alla tendenza della mente umana a elaborare
le informazioni in modo influenzato da nozioni preconcette, credenze ed esperienze
passate.

Una delle forme più comuni di bias cognitivi è il **bias di conferma**, ovvero la
tendenza a cercare informazioni che confermino le nostre convinzioni esistenti e
a ignorare quelle che le contraddicono. Questo può portare a una visione distorta
della realtà, in quanto vediamo solo quello che vogliamo vedere, piuttosto che quello
che c’è realmente.

Un’altra forma di bias cognitivo è **l’effetto alone**, ovvero la tendenza a giudicare
persone o cose sulla base di un singolo tratto o caratteristica positiva. Questo
può portare a sopravvalutare la qualità complessiva di una persona o di un prodotto
sulla base di un singolo attributo.

Diventando consapevoli dei nostri pregiudizi e riconoscendo i modi in cui possono
essere manipolati, possiamo prendere decisioni più informate ed evitare di essere
indebitamente influenzati. È essenziale mantenere una mente aperta ed essere disposti
a mettere in discussione le nostre convinzioni e i nostri presupposti per evitare
di cadere vittime dei bias.

### Come svolgere correttamente l’analisi di discovery sugli utenti

La discovery è una fase importante perché si va a **chiedere direttamente agli utenti**
se alcune soluzioni pensate per risolvere i loro problemi specifici possono funzionare.
In pratica dovrete prendere la lista di funzionalità che vorreste implementare, 
giunte dall’analisi convergente del double diamond, e andare a chiedere a dei gruppi
di potenziali utenti cosa ne pensano.

Ci sono vari modi per avere questo tipo di interazioni, che si possono svolgere 
con dei sondaggi o con intervista di persona. Potreste frequentare i luoghi dei 
vostri potenziali clienti, come fiere o punti di interesse, e chiedere loro di chiacchierare
su qualche idea che intendete mettere in campo per risolvere dei problemi.

Oppure potete sfruttare la potenza di internet. Per esempio creando una **landing
page della vostra futura app**, per raccogliere email con un form e contattare gli
iscritti chiedendo loro di rispondere a delle domande in merito alle soluzioni a
cui avete pensato.

Oppure potete usare i social network, andando a chiedere pareri su gruppi di Facebook
dedicati all’argomento, o usando appositi hashtag e altro.

L’obiettivo è raccogliere informazioni necessarie per confermare o sconfessare le
soluzioni trovate. Potreste scoprire di essere sulla buona strada, oppure che le
idee a cui avete pensato non sono efficaci. Tutte informazioni utili per iterare,
cioè migliorare il progetto a cui state lavorando.

Non vi servono migliaia di interviste, **una trentina di form** con risposte sincere
vi consentirà di ottenere un buon punto di vista.

Ricordate, collegando l’argomento ai bias cognitivi, **non ponete mai domande che
spingono l’utente verso la direzione che desiderate confermare**. Spingetelo verso
una risposta aperta e sincera.

Per esempio se state sviluppando l’app per la temperatura corporea e volete essere
certi che avere un grafico sia utile, non chiedete “_è vero che un grafico per la
temperatura corporea ti può essere utile?_”. Questo tipo di domanda spinge verso
la vostra convinzione. Piuttosto chiedete “_dopo aver raccolto la temperatura, cosa
vorresti farci di quel dato?_”.

Magari scoprirete necessità degli utenti a cui non avete pensato, oppure a soluzioni
innovative per la vostra app. A tal proposito si parla di Mom Test.

### Come funziona il Mom Test di prodotto

Il Mom Test è un approccio alla ricerca utente sviluppato da **Rob Fitzpatrick**,
che mira a migliorare la qualità delle informazioni raccolte durante le interviste
con gli utenti. L’idea di base del Mom Test è che, anche se si chiedesse alla propria
madre cosa pensa del proprio prodotto, si dovrebbe essere in grado di ottenere feedback
utile e obiettivo, evitando le risposte gentili o fuorvianti che si potrebbero ricevere
quando si parla con qualcuno vicino a noi.

Nella fase di discovery del product management, il **Mom Test** aiuta a evitare 
le trappole comuni delle interviste utente, come bias di conferma, risposte compiacenti
e informazioni poco utili. Ecco alcuni principi chiave del Mom Test:

 * **Evitare di parlare del prodotto**: Invece di descrivere il proprio prodotto
   e chiedere cosa ne pensano gli utenti, è meglio concentrarsi sulle esperienze,
   i problemi e le sfide degli utenti. Questo permette di ottenere informazioni 
   più reali e approfondite sulle esigenze del cliente.
 * **Porre domande aperte**: Evitare domande che richiedono solo risposte “sì” o“
   no” e invece formulare domande aperte che incoraggiano l’utente a condividere
   le proprie esperienze e opinioni.
 * **Chiedere di specifici eventi passati**: Invece di chiedere ipoteticamente agli
   utenti cosa farebbero in una certa situazione, chiedere loro di raccontare un’esperienza
   passata in cui hanno affrontato un problema simile. Questo fornisce informazioni
   più concrete e basate sull’esperienza reale.
 * **Non cercare validazione**: Evitare di cercare conferma per le proprie idee,
   ma piuttosto essere aperti a nuove scoperte e feedback negativi. Questo aiuta
   a mantenere un’attitudine imparziale e a concentrarsi sulle esigenze reali degli
   utenti.

Applicando il Mom Test nella fase di discovery del product management, è possibile
ottenere informazioni più preziose e reali sulle esigenze degli utenti e, di conseguenza,
prendere decisioni migliori per lo sviluppo del prodotto.

Terminata questa fase di raccolta di informazioni validate, raccogliete le idee 
e scrivete esattamente quello che dovete fare. I risultati da raggiungere. Scrivete
il Jobs To Be Done.

### Il Jobs To Be Done per avere l’idea chiara di prodotto

![Il frame del Jobs To Be Done si applica con questa struttura](https://www.melamorsicata.
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Ottimizzare il Product Management 2")

Il frame del Jobs To Be Done si applica con questa struttura

**Jobs to Be Done (JTBD)** è un concetto di product management che si concentra 
sulla comprensione delle esigenze e dei problemi degli utenti, piuttosto che sulle
soluzioni specifiche o sui prodotti. L’idea di base è che gli utenti “assumono” 
prodotti e servizi per svolgere un “lavoro” o per raggiungere un obiettivo specifico.

In sostanza, questo approccio consiste nell’esaminare quali sono i lavori o le attività
che i clienti cercano di portare a termine, per poi progettare un prodotto che soddisfi
tali esigenze.

Uno dei vantaggi principali dell’approccio “jobs to be done” è che incoraggia a 
guardare oltre le caratteristiche e le funzioni di un prodotto, concentrandosi invece
sul valore che esso fornisce.

Il Jobs to Be Done (JTBD) dovrebbe essere scritto in una forma chiara e concisa 
che metta in evidenza il problema o l’obiettivo dell’utente, il contesto in cui 
si verifica e il risultato desiderato. Una delle formulazioni comuni per scrivere
un JTBD è la seguente:

Quando **situazione/contestazione**, voglio **obiettivo/lavoro da svolgere** così
da **risultato desiderato/motivazione**.

Ecco alcuni esempi di Jobs to Be Done scritti in questa forma:

 * Quando mi sveglio al mattino, voglio un modo veloce per preparare il caffè così
   da iniziare la giornata con energia e senza perdere tempo.
 * Quando sto pianificando un viaggio, voglio confrontare facilmente le tariffe 
   degli alloggi così da trovare la migliore offerta e risparmiare denaro.

Seguendo questo schema, puoi creare un JTBD che sia specifico, focalizzato sul problema
dell’utente e sul risultato desiderato, piuttosto che sulla soluzione o sul prodotto.
Questo ti aiuterà a mantenere il focus sulle esigenze reali degli utenti e a sviluppare
prodotti che risolvano efficacemente i loro problemi.

### In conclusione

Il processo di Double Diamond e la Product Discovery sono strumenti essenziali per
ottimizzare il Product Management. Per garantire il successo di un prodotto, è fondamentale
comprendere le esigenze degli utenti e identificare le soluzioni che realmente creano
valore.

Attraverso l’analisi divergente e convergente del Double Diamond, si possono generare
idee innovative e selezionare le migliori per il prodotto. Utilizzando il Mom Test
durante la fase di discovery, si possono raccogliere informazioni preziose dagli
utenti e evitare bias cognitivi che potrebbero compromettere la qualità del feedback.

Infine, il concetto di Jobs To Be Done aiuta a focalizzare l’attenzione sulle esigenze
reali degli utenti, permettendo di progettare un prodotto che soddisfi tali bisogni.
Ricordate che l’importanza dell’esecuzione, unita alla creazione di valore per gli
utenti e i clienti, determina il successo del prodotto. Attraverso un’analisi approfondita,
una metodologia ben definita e un’attenzione costante alle esigenze degli utenti,
è possibile sviluppare prodotti che si distinguono nel mercato e garantiscono risultati
positivi.

Nel prossimo appuntamento effettueremo il passaggio successivo. Dal wireframe al
concept, per poi passare all’MVP.

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