# La recensione di The Beanie Bubble su Apple TV+

- Link: https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/
- Published: 2023-09-11T00:05:00+02:00
- Author: Kiro

![La locandina di The Beanie Bubble](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/
2023/09/The-Beanie-Bubble.jpeg "La recensione di The Beanie Bubble su Apple TV+ 
1")

La locandina di The Beanie Bubble

Per capire il film **The Beanie Bubble** bisogna comprendere un fenomeno culturale
degli anni ‘90 che non toccò l’Italia. Si tratta di una bolla speculativa nata su
dei peluche: i Beanie Babies della Ty Inc.

Sono peluche a forma di animali diventati molti popolari negli anni ‘90, durante
l’inizio della bolla di internet, da cui trassero numerosi vantaggi.

La pellicola è stata iniziata nel gennaio 2022 in Georgia (USA) ed è entrata nel
catalogo di [Apple TV+](https://www.melamorsicata.it/apple-servizi/apple-tv-plus/)
il 21 luglio 2023. L’intero film è stato realizzato sulla base del libro [The Great Beanie Baby Bubble: Mass Delusion and the Dark Side of Cute](https://amzn.to/3EvxTCH)
scritto da _Zac Bissonnette_.

## Indice dei contenuti

 1. [La trama di The Beanie Bubble](https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/#la-trama-di-the-beanie-bubble)
 2. [Le mie impressioni su Beanie Bubble](https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/#le-mie-impressioni-su-beanie-bubble)
 3. [Ma poi la Ty è fallita?](https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/#ma-poi-la-ty-e-fallita)
 4. [L’accoglienza di The Beanie Bubble](https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/#laccoglienza-di-the-beanie-bubble)
 5. [In conclusione](https://www.melamorsicata.it/2023/09/11/recensione-the-beanie-bubble/#in-conclusione)

## La trama di The Beanie Bubble

Anche se romanzata, potremmo dire che The Beanie Bubble **si basa su una storia 
vera**. Nel 1993, nel pieno del sogno americano, Ty Warner (l’attore Zach Galifianakis[
fn]si proprio il famoso Alan di Una Notte da Leoni, ma anche Parto con folle e Birdman[/
fn]) fonda la Ty: un’azienda di giocattoli. Ad affiancarlo la sua ragazza dell’epoca:
Patricia Roche (che nel film si chiama Robbie Jones) (l’attrice Elizabeth Banks[
fn]vista in numerose opere, come la serie The Boys, ma anche Call Jane, Mrs.America,
Modern Family e Charlies’ Angels[/fn]).

L’idea era creare peluche non imbottiti di cotone, come avveniva fino ad allora,
ma **in chicchi di plastica**: i beanie. Questo li rendeva particolarmente morbidi.
Si vendevano a circa 5 $ ciascuno. Erano peluche economici.

![Zach Galifianakis](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2023/09/Zach-
Galifianakis.jpeg "La recensione di The Beanie Bubble su Apple TV+ 2")

Zach Galifianakis

Ma come si arriva a creare un impero miliardario con peluche da 5 $? Il tutto nasce
applicando una regola dell’economia: **creare la scarsità**. A questo si aggiunge
il fatto che stava nascendo internet di massa in quel periodo. Il che fu un enorme
colpo di fortuna.

Lina Trivedi (che nel film diventa Maya) (l’attrice Geraldine Viswanathan[fn]vista
in Janet King e Giù le mani dalle nostre figlie[/fn]) era una studentessa di 17 
anni che trovò lavoro nella Ty. Comprese il movimento di internet e creò il sito
dell’azienda. Scoprì così il fenomeno di eBay e attivò un interessante modello di
business: le collezioni.

La Ty applicò quello che oggi chiameremo Season Pass: la creazione di modelli che
saranno disponibili solo in un determinato periodo dell’anno. Inoltre ogni negozio
di giocattoli **poteva ricevere solo 36 esemplari** per ogni animale, il che generò
un fenomeno di massa.

Tutti volevano la collezione dei **Beanie Babies**, erano molto ricercati e questo
generò un aumento dei prezzi su eBay per via delle unità rare. L’aumento dei prezzi
su eBay alimentò per anni una bolla auto alimentata.

Le persone andavano a comprare i Beanie Babies solo per poi rivenderli e guadagnarci
dei soldi. Un po’ come avviene oggi con le carte dei Pokémon oppure come accadde
per pochi giorni con le scarpe della Lidl.

Il sito internet, **tra i primi e-commerce** a nascere negli anni ‘90, serviva a
indirizzare le nuove collezioni e alimentare le aspettative.

Il film è basato sulla storia della bolla dei peluche e **sull’importanza delle 
donne nel successo dell’azienda**. Vediamo per esempio il personaggio di Sheila (
l’attrice Sarah Snook[fn]come non ricordare la famosa serie Succession[/fn]) che
nella vita vera è Faith McGowan: una donna con due bambine che per un periodo fu
la compagna di Ty Warner.

## Le mie impressioni su Beanie Bubble

Il film è interessante perché consente di conoscere un fenomeno che, almeno personalmente,
non conoscevo per niente. È sempre interessante comprendere come nascono e finiscono
queste **bolle speculative**.

Il film di per se non è entusiasmante. È la semplice narrazione di alcuni avvenimenti
storici che hanno portato al successo dei peluche. Tra l’altro con **balzi temporali
continui** anche piuttosto fastidiosi.

![Elizabeth Banks e Zach Galifianakis](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/
2023/09/Elizabeth-Banks-e-Zach-Galifianakis.jpeg "La recensione di The Beanie Bubble
su Apple TV+ 3")

Elizabeth Banks e Zach Galifianakis

Gli attori di fama offrono di sicuro un livello di qualità superiore. In pratica
se fosse stata una produzione a basso budget sarebbe stata, con la medesima sceneggiatura,
un flop.

Devo sottolineare, per quanto scomodo sia dirlo, che l’infilare a forza il concetto
che **il successo della Ty siano state le donne** diventa forse il vero punto debole
del film. La storia della bolla dei peluche passa quasi in secondo piano e sembra
che il messaggio generale del film sia “_gli uomini di potere senza le donne sono
solo dei coglioni_”.

Se questo può far gasare un certo numero di spettatrici femministe, sposta la narrazione
dai peluche al girl power, annacquando un racconto che alla fine non regge più come
dovrebbe. **Il risultato è in pratica un film mediocre**.

## Ma poi la Ty è fallita?

Nel film per dare un finale si dice che Ty Warner fu sommerso dai debiti per evasione
fiscale e che le donne che hanno partecipato al successo del fenomeno hanno spiccato
il volo.

Nella vita reale cosa è accaduto realmente?

 * **Patricia Roche** ha poi intrapreso altre iniziative imprenditoriali. Oggi di
   lei si sa poco.
 * **Lina Trivedi** non ha lanciato i Pokémon come si dice nel film, ma ha fatto
   la web designer creando altri siti internet. Negli anni ha lavorato a tecnologie
   per i pagamenti online, software web e anche ad algoritmi di intelligenza artificiale.
   È anche un’attivista per la divulgazione della sindrome di Gorlin-Goltz di cui
   è affetta sua figlia. Lina offre anche consulenza ai documentari che trattano
   la bolla dei peluche. Tra l’altro l’ha fatto anche per questo film.
 * **Faith McGowan** viene indicata come un designer di successo, invece la donna
   dopo la separazione da Ty Warner vendette prima tutti i suoi peluche da collezione
   e poi gli fece causa con accuse di abusi. Purtroppo non vide la fine del processo
   perché morì nel 2013 per un aneurisma.

**Ty Warner** non è fallito sotto il peso dei debiti e non è in galera per evasione
fiscale. È tutt’ora un miliardario e gestisce ancora oggi la Ty Company, che tra
l’altro ha avuto altri successo come le Bratz. Per l’evasione fiscale, di cui fu
trovato un conto da 107 milioni di dollari offshore, pagò una multa da 53 milioni
di $.

![Il vero Ty Warner](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2023/09/Ty-
Warner.png "La recensione di The Beanie Bubble su Apple TV+ 4")

Il vero Ty Warner

È tutt’ora non sposato e fa molta filantropia. Inoltre ha investimenti anche in 
vari ambiti, come resort e alberghi.

**La Ty Co non è implosa** dopo la bolla dei peluche. Nel film si dice che le cose
andarono male perché a un certo punto, per fare cassa, Ty Warner ordinò di produrre
moltissimi peluche ed espandersi su vasta scala, riducendo l’effetto scarsità che
aveva portato al successo delle collezioni.

In realtà nel 1999 l’azienda fermò le produzioni per smaltire i peluche in sovrannumero.
Nel 2000 tornarono le collezioni partendo proprio dal nuovo ciclo chiamato The Beginning.
I peluche sono tutt’ora in vendita. Per esempio nel 2008 ci furono anche i Beanie
Babies 2.0. Se se ne comprava un’unità si poteva ottenere una versione digitale 
nel sito dell’azienda.

## L’accoglienza di The Beanie Bubble

Su [Rotten Tomatoes](https://www.rottentomatoes.com/m/the_beanie_bubble) il film
ha ricevuto appena **il 48% di preferenze della critica**. In pratica è sotto la
sufficienza. Il risultato basso non si è avuto per il cast e la recitazione, ma 
molto probabilmente per i punti di cui vi parlavo prima.

> The Beanie Bubble su Apple TV+ mette alcuni volti famosi in una storia mediocre
> per produrre un film marginalmente più interessante di un Beanie Baby stesso.

> La linea temporale non lineare è il problema più grande del film. Tuttavia, ci
> sono molti momenti divertenti per gentile concessione del solido cast guidato 
> da un fantastico Zach Galifianakis.

> I registi Kristin Gore e Damian Kulash si divertono un po’ ad entrare nel mondo
> di Beanie Babies attraverso riferimenti nostalgici, ma seguendo Air, BlackBerry
> e Flamin’ Hot, questa funzione non ha il ripieno da abbinare.

> Il film non riguarda davvero la Beanie bubble, né riguarda le tre donne che devono
> dividersi guidando la storia di fronte a Galifianakis. Alla fine, il film è ciò
> che insiste che non è; la storia di un uomo-bambino prepotente ed egomaniacale.

## In conclusione

“The Beanie Bubble” su Apple TV+ è un film che tenta di fare molto, ma alla fine
realizza poco. Se da un lato offre un cast stellare e una produzione di alta qualità,
dall’altro si perde in una narrazione frammentata e messaggi confusi.

Il film avrebbe potuto essere un’opportunità per esplorare in profondità la bolla
speculativa dei Beanie Babies, un fenomeno che ha catturato l’America negli anni’
90. Invece, si concentra su temi secondari come il girl power, diluendo l’essenza
della storia.

Non è un film pessimo, ma è certamente mediocre. E in un mondo in cui l’offerta 
di contenuti è così vasta e variegata, la mediocrità è un peccato quasi imperdonabile.

Se siete fan degli attori o siete curiosi di sapere di più su questo fenomeno, potrebbe
valere la pena di dare un’occhiata. Ma non aspettatevi un capolavoro cinematografico
o un’analisi approfondita del fenomeno dei Beanie Babies.

Lo trovate su [Apple TV+](https://tv.apple.com/it/movie/the-beanie-bubble---inflazione-da-peluche/umc.cmc.4byzgw44377yxyjsl85rhn8vq).

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