# Vogliamo un mondo password less, ma per aumentare la sicurezza stiamo aumentando le frustrazioni

- Link: https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/
- Published: 2024-04-22T07:22:06+02:00
- Author: Kiro

**Update — 1 Settembre 2026:** Aggiornato al 2026: aggiunto il pezzo passkey 2024-
26 (adozione 53% FIDO Alliance, NCSC UK promuove le passkey, supporto nativo Apple/
Google/Microsoft, limiti di interoperabilità), sezione ‘In conclusione’ rinominata‘
Il verdetto’

![sfide sicurezza](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2024/04/sfide-
sicurezza.png "Vogliamo un mondo password less, ma per aumentare la sicurezza stiamo
aumentando le frustrazioni 1")

Quando Apple presentò il [Touch ID](https://www.melamorsicata.it/2014/02/27/il-documento-che-spiega-la-sicurezza-di-toich-id/),
il sistema di autenticazione con l’impronta digitale, lo descrisse come rapido e
sicuro. C’era un solo problema: il Touch ID richiedeva di autenticarsi con una password.

Quindi all’accensione del telefono bisognava mettere una password, per poi usare
il Touch ID. Stessa cosa per il [Face ID](https://www.melamorsicata.it/2018/08/09/apple-brevetta-il-face-id-per-mac/).
Ma se questi sistemi sono realmente sicuri, perché bisogna sempre passare da una
password di base?

È vero, il Face ID, come il Touch ID, rendono le operazioni di accesso più veloci
una volta impostate, ma resta in vigore il passaggio della password iniziale che
ruba tempo. Questo è solo un esempio di come la ricerca di maggiore sicurezza stia
degradando l’esperienza utente.

Si aggiungono ostacoli per gli hacker, ma ci si dimentica che quegli ostacoli sono
presenti anche per gli utenti. Così, se un tempo bastava un codice da 4 cifre, ora
bisogna fare i conti con password, codici monouso, abilitazioni di autenticazione
e token di accesso che durano sempre meno.

## Indice dei contenuti

 1. [Come venivano gestite le password anni fa](https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/#come-venivano-gestite-le-password-anni-fa)
 2. [Dall’introduzione del doppio fattore alla scadenza dei token di autenticazione](https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/#dallintroduzione-del-doppio-fattore-alla-scadenza-dei-token-di-autenticazione)
 3. [Perché Passkey non ha ancora risolto il problema con un mondo password less](https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/#perche-passkey-non-ha-ancora-risolto-il-problema-con-un-mondo-password-less)
 4. [Rendere la vita difficile agli hacker la sta rendendo anche agli utenti](https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/#rendere-la-vita-difficile-agli-hacker-la-sta-rendendo-anche-agli-utenti)
 5. [In conclusione](https://www.melamorsicata.it/2024/04/22/vogliamo-un-mondo-password-less/#in-conclusione)

## Come venivano gestite le password anni fa

Le password hanno una lunga storia che risale all’antica Grecia, quando l’esercito
romano utilizzava una “parola d’ordine” scritta su una tavoletta di legno per distinguere
amici da nemici. Tuttavia, l’uso delle password nei sistemi informatici moderni 
ha avuto inizio negli anni ’60 con il **sistema CTSS del MIT**, che le implementava
per consentire agli utenti di mantenere privati i propri file.

Negli anni successivi, la popolarità delle password è aumentata, alimentata anche
da famosi film come WarGames, Mission: Impossible e The Matrix Reloaded. Tuttavia,**
le password deboli e insicure rappresentano una grave vulnerabilità** per la sicurezza
informatica.

Si stima che **23 milioni di persone utilizzino “123456” come password a livello
globale**, rendendo i loro account facilmente accessibili.

Le caratteristiche di una password sicura includono:

 * **Complessità**: combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri
   speciali.
 * **Lunghezza**: almeno 8-12 caratteri, se non di più.
 * **Varietà di caratteri**: evitare sequenze di caratteri facilmente individuabili.
 * **Evitare informazioni personali**: come nomi, date di nascita, ecc.

Le minacce alla **cybersicurezza** derivanti da password deboli includono accessi
non autorizzati, attacchi di forza bruta e tecniche di phishing e social engineering.

Per mitigare questi rischi, le best practice includono l’utilizzo di password uniche
per ogni account, l’impiego di un password manager, la modifica regolare delle password
e l’abilitazione dell’autenticazione a due fattori (2FA) quando possibile.

Operazioni che tendono a scoraggiare gli hacker, ma che a volta scoraggiano gli 
stessi utenti.

## Dall’introduzione del doppio fattore alla scadenza dei token di autenticazione

L’autenticazione a due fattori (2FA) è diventata sempre più importante per garantire
un accesso sicuro a vari servizi online, dalle operazioni bancarie alla posta elettronica.
Questo perché le superfici di attacco si sono espanse e gli attacchi, come il phishing
e le tecniche di forza bruta, sono diventati più efficaci e pericolosi, compromettendo
le tradizionali credenziali di nome utente e password.

I due metodi più comuni di 

 * **One-Time Password (OTP)**: Un codice di accesso monouso generato da un’app 
   o inviato al dispositivo mobile dell’utente.
 * **PKI (Public Key Infrastructure)**: Utilizza crittografia a chiave pubblica 
   e privata per l’autenticazione.

Non esiste un metodo di autenticazione “migliore” in assoluto, poiché la scelta 
dipende da fattori come il livello di sicurezza richiesto, i costi e l’usabilità.

Migliorare la sicurezza dei sistemi informativi e proteggere le identità online 
attraverso un’autenticazione forte sta diventando cruciale nell’era digitale.

**L’autenticazione basata su token** è un protocollo in cui gli utenti verificano
la propria identità in cambio di un token di accesso univoco. Possono quindi accedere
al sito web, all’app o alla risorsa per tutta la durata del token senza reinserire
le credenziali. I vantaggi includono un’esperienza utente agevole, maggiore sicurezza
digitale, maggiore controllo amministrativo e minore onere tecnologico.

I token possono essere di tipo hardware (dispositivi fisici) o software (app mobili,
token web JSON). L’implementazione prevede:

 1. Richiesta di credenziali
 2. Verifica da parte del server
 3. Invio del token
 4. Archiviazione del token
 5. Scadenza del token

I token di accesso hanno una scadenza, ma i token di aggiornamento possono essere
utilizzati per ottenere nuovi token di accesso senza l’intervento dell’utente.

Ora, per evitare che un hacker entri in un sistema e ci stia per troppo tempo, sono
previste delle scadenze a questi token. Il risultato? Se prima bastava accedere 
a un sito e ritrovarsi loggati ogni volta che si entrava, **ora bisogna ripetere
l’autenticazione ogni volta**. Anche se, per esempio, si accede a quel sito più 
volte al giorno.

Quindi se prima bastava una password, ora l’esperienza utente prevede, più volte
al giorno, di inserire una password e generare un codice monouso dal dispositivo.
Con scenari estremi per quelle app, come **Microsoft Authenticator** che in alcune
configurazioni richiede di inserire nell’app il numero che appare sullo schermo.
Ovviamente dopo aver effettuato l’accesso nell’app stessa, quindi dopo aver superato
un ulteriore passaggio di autenticazione.

Situazioni che moltiplicate per il numero di app e servizi, **sta generando non 
poche frustrazioni per gli utenti**. Basti pensare a tutte quelle volte che si utilizzano
delle app nell’Apple TV e bisogna autenticarsi recuperando l’iPhone. Per esempio
come accade per l’app di Spotify.

## Perché Passkey non ha ancora risolto il problema con un mondo password less

La transizione verso un mondo senza password affronta alcune sfide. Innanzitutto,**
[non tutti gli utenti possiedono i dispositivi necessari](https://www.cybersecurity360.it/soluzioni-aziendali/verso-un-mondo-passwordless-password-e-sistemi-fido-a-confronto/)
per implementare l’autenticazione senza password**. Inoltre, il fattore umano gioca
un ruolo cruciale: spesso gli utenti danno priorità alla convenienza rispetto alla
sicurezza.

Potenziali soluzioni includono:

 * **Integrare l’autenticazione multi-fattore (MFA)** per migliorare la sicurezza
   mantenendo un’esperienza utente agevole. L’MFA combina diversi metodi di autenticazione,
   come password, token e biometria.
 * **Adottare il [single sign-on (SSO)](https://www.melamorsicata.it/2022/06/09/come-funziona-passkey/)**,
   che consente agli utenti di accedere a molteplici applicazioni e servizi con 
   un’unica autenticazione. Ciò riduce la necessità di gestire numerose password.
 * **Educare gli utenti sui benefici dell’autenticazione senza password** e accompagnarli
   gradualmente verso i nuovi metodi. Un approccio graduale può facilitare l’adozione
   e ridurre la resistenza al cambiamento.

Integrando queste soluzioni, è possibile **migliorare la sicurezza digitale senza
compromettere eccessivamente l’usabilità**. Tuttavia, la transizione completa verso
un mondo senza password richiederà tempo e sforzi coordinati da parte di aziende,
sviluppatori e utenti finali.

Fino a quando la stessa Apple richiederà di passare per una password alfanumerica,
anziché appoggiarsi completamente ai sistemi biometrici, non ci saranno grandi segnali
nel settore.

## Rendere la vita difficile agli hacker la sta rendendo anche agli utenti

La cybersicurezza sta diventando sempre più importante, soprattutto alla luce dell’aumento
del numero di cyberattacchi e l’accesso a tecnologie potenti a buon mercato.

Attacchi come il **ransomware Conti** e le attività del gruppo criminale _Lapsus
$_ stanno colpendo aziende ed enti governativi in tutto il mondo. Per garantire 
la continuità aziendale, è fondamentale che le organizzazioni siano vigili e adottino
adeguate misure preventive e protettive, poiché i cyberattacchi, pur imprevedibili,
sono spesso causati da vulnerabilità che possono essere identificate e prevenute.

Le principali best practice per la cybersicurezza includono:

 * Eseguire regolarmente il backup delle informazioni critiche
 * Condurre periodiche valutazioni dei rischi di cybersicurezza
 * Fornire formazione sulla cybersicurezza al personale
 * Implementare patch software e di sistema tempestive
 * Valutare e testare piani di continuità aziendale e di risposta agli incidenti

Queste misure possono prevenire fino all’85% degli attacchi mirati, secondo il Dipartimento
della Sicurezza Interna degli Stati Uniti.

La cybersicurezza richiede un’attenzione continua, poiché gli hacker cercano costantemente
vulnerabilità da sfruttare.

La pratica di memorizzare le password in testo semplice sui server non è sicura,
e invece è preferibile un accesso derivato dalla password attraverso **metodi matematici
non invertibili**.

## In conclusione

L’autenticazione senza password rappresenta un passo avanti nel migliorare la sicurezza
informatica. Tuttavia, **la transizione verso questo nuovo sistema non è priva di
sfide**. È fondamentale educare gli utenti sui vantaggi dell’autenticazione senza
password e accompagnarli gradualmente in questo cambiamento.

Soluzioni come l’autenticazione multi-fattore e il single sign-on possono migliorare
la sicurezza senza compromettere eccessivamente l’usabilità.

La lotta alle vulnerabilità e agli attacchi informatici è fondamentale, ma senza
sacrificare l’esperienza utente. Apple e le altre big tech dovrebbero impegnarsi
molto di più per trovare soluzioni efficaci e meno ridondanti.

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