
La notizia che Jeff Williams lascia Apple come Chief Operating Officer scuote non solo chi segue Cupertino per lavoro, ma chiunque custodisca un iPhone in tasca.
Negli ultimi vent’anni, Apple ha fatto della stabilità ai vertici uno dei suoi asset più solidi: cambiare la persona che ha fatto da “regista silenzioso” delle operazioni globali non è una banalità ed è normale interrogarsi sulle conseguenze pratiche.
Jeff Williams: il suo stile sobrio, pragmatico e poco propenso ai riflettori lo aveva reso agli occhi degli addetti ai lavori come il successore naturale di Tim Cook, con il quale condivideva una visione operativa quasi simbiotica1https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/.
Chiariamo subito: non è un semplice avvicendamento tra manager.
L’uscita di Williams rappresenta la chiusura di un ciclo ultra-decennale, quello in cui Apple ha saputo adattarsi a crisi geopolitiche, emergenze sanitarie globali, sfide logistiche mai affrontate prima. Significa anche passare il testimone a una nuova generazione di leader, culminando in una transizione potenzialmente epocale con John Ternus pronto a prendere il timone dopo Tim Cook.
Per chi segue l’evoluzione dell’ecosistema Apple, l’argomento desta perplessità, stimola confronto e pone domande valide: la supply chain senza Williams reggerà l’urto? La successione sarà davvero così lineare e, soprattutto, il nuovo corso favorirà la visione di prodotto, di prodotto e ancora di prodotto, dopo anni di centralità delle operazioni?
Indice dei contenuti
Jeff Williams: una carriera al servizio dell’efficienza Apple
Quando si parla della storia recente di Apple, il nome Jeff Williams va a braccetto con concetti come “supply chain”, “Apple Watch”, “gestione delle crisi globali”.
Arrivato a Cupertino nel 1998 dopo un’esperienza in IBM2https://en.wikipedia.org/wiki/Jeff_Williams_(Apple), Williams si è distinto subito per la capacità di orchestrare una catena di approvvigionamento invidiata in tutto il tech — basti pensare che è riuscito ad assicurare la produzione di centinaia di milioni di iPhone l’anno, anche durante crisi come quella dei semiconduttori o la pandemia3https://www.apple.com/newsroom/2025/07/apple-announces-chief-operating-officer-transition/.
La sua nomina a COO nel 2015 lo ha visto diventare la figura cardine dietro progetti come il lancio dell’Apple Watch, oltre a guidare l’evoluzione delle strategie salute e fitness, contribuendo anche a portare Apple verso un futuro in cui la tecnologia diventa sempre più personale4https://www.apple.com/newsroom/2025/07/apple-announces-chief-operating-officer-transition/.
Il merito di Williams non è stato solo strutturale: la sua leadership ha rappresentato una sorta di “trait d’union” tra l’epoca di Steve Jobs (fatto di romantica visione e decisioni rapide) e quella di Cook, più attenta all’efficienza gestionale e alla resilienza globale.
Un dettaglio spesso ignorato: Williams è stato anche l’uomo dietro la creazione di una cultura della responsabilità dei fornitori, contribuendo a diffondere programmi di formazione e tutela per i lavoratori nelle filiere globali. Insomma, una funzione fondamentale per uno scenario economico sempre più attento a questi temi.

Il passaggio a Sabih Khan: continuità gestionale o rischio discontinuità?
La scelta di affidare la carica di Chief Operating Officer a Sabih Khan5https://fortune.com/2025/07/09/sahib-khan-apple-coo-jeff-williams-tim-cook-career/, veterano della logistica Apple dal 1995, viene percepita dagli analisti come un segnale di grande continuità.
Khan ha vissuto trent’anni in azienda — gli ultimi sei come braccio destro di Williams nella gestione delle operations e della supply chain globale — e ha implementato soluzioni in grado di tenere saldo il timone tra guerre commerciali, dazi statunitensi e accelerazione verso pratiche più sostenibili6https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/.
Sotto la sua supervisione, Apple si è distinta per una gestione logistica capace di spostare rapidamente la produzione fuori dalla sola Cina, abbracciando nuovi poli in India e Vietnam — una strategia difensiva che le ha permesso di restare competitiva in un mondo di catene del valore sempre più ballerine.
Sul fronte della sostenibilità, è Khan ad aver consolidato gli standard ambientali e a supervisionare un percorso che ha visto Apple ridurre di oltre il 60% la sua carbon footprint negli ultimi anni7https://fortune.com/2025/07/09/sahib-khan-apple-coo-jeff-williams-tim-cook-career/.
D’altra parte, resta il dubbio già sollevato in diversi forum: la delega troppo “gestionale” può sacrificare la visione di prodotto? Con il focus sul fare meglio ciò che si sa già fare, cresce il rischio di perdere slancio in termini di innovazione percepita dagli utenti?

Il ruolo del design: da Jony Ive a Tim Cook, passando per Williams
Parallelamente alla successione nel ruolo di COO, si riaffaccia con forza il tema della guida del design in Apple.
Dopo l’uscita di Jony Ive e una breve parentesi affidata a Evans Hankey, il testimone era passato a Williams, che aveva supervisionato l’introduzione dei nuovi linguaggi visivi.8https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/
Con il pensionamento di Williams, la responsabilità del design torna nelle mani di Tim Cook. Una scelta che richiama i tempi di una Apple più “compatta”, dove il CEO stesso plasmava la visione estetica del prodotto assieme agli ingegneri — una mossa che punta a rafforzare la coerenza tra hardware, software e servizi, soprattutto ora che Apple rilancia la sua identità visiva con filosofie come il nuovo Liquid Glass.
John Ternus: il futuro di Apple dopo Tim Cook?
Nei passaggi di testimone il vero tema resta uno: chi prenderà il posto di Tim Cook quando saluterà Cupertino?
Tutti i riflettori ora sono puntati su John Ternus, attuale Senior Vice President of Hardware Engineering, che da tempo viene considerato in azienda come il potenziale “prossimo CEO”9https://www.melamorsicata.it/2021/01/27/chi-e-john-ternus-nuovo-vice-presidente-senior-degli-ingegneri-dellhardware/.
Ma chi è davvero Ternus? Laurea in ingegneria meccanica, vent’anni in Apple, una carriera nata con l’iPod e costruita su progetti chiave come iPad, AirPods, la transizione a Silicon nei Mac e il recente iPhone 17. Nella squadra prima di Jobs e poi di Cook, ha sempre avuto un profilo “hands-on”, molto apprezzato internamente per lo stile riservato ma estremamente efficace nella gestione di team complessi.
Dirigenti come Eddy Cue non hanno fatto mistero, negli ultimi mesi, di vederlo come il candidato ideale per guidare Apple nella prossima era, grazie a una combinazione rara di conoscenza tecnica e visione strategica di lungo termine.
Altri nomi ricorrenti per un eventuale dopo-Cook sono Craig Federighi e Greg Joswiak; tuttavia, la giovane età di Ternus è un asset competitivo in termini di continuità e slancio per i decenni a venire.
Cosa cambia per Apple, concretamente?
Supply Chain: robustezza senza Williams?
La supply chain di Apple oggi è una macchina efficiente, ma perfetta solo se aggiornata agli shock globali.
Il passaggio di consegne a Sabih Khan, esperto di logistica e stratega delle oscillazioni mondiali, garantisce solide fondamenta ma anche una certa rigidità alle future sfide del settore.
Design e user experience di nuovo al centro
Con il design in mano a Cook, Apple torna a investire nella coerenza e nella user experience come pilastri della strategia, soprattutto valso il peso acquisito dai servizi e dell’intelligenza artificiale nei nuovi ecosistemi digitali.
Prodotti e modello di leadership: l’ombra lunga di Ternus
I team che fanno capo a Ternus spingono sempre più sull’integrazione verticale tra hardware e software, una direzione che si traduce in dispositivi sempre più personalizzati e controllati “in casa”, a discapito dell’esternalizzazione estrema vista in passato.
Il suo approccio, secondo le fonti interne, predilige soluzioni tecniche sostenibili e attenzione maniacale ai dettagli, elementi già apprezzati (e richiesti) dall’utenza Apple. Non meno importante, la giovane età favorirà un ricambio generazionale e possibilità di interpretare i trend emergenti come AI e mixed reality.
FAQ
Chi ha preso il posto di Jeff Williams come COO di Apple?
A sostituirlo è stato Sabih Khan, manager già a capo della supply chain e protagonista per trent’anni delle operazioni logistiche Apple.
Quale sarà il ruolo di Tim Cook nell’operatività quotidiana Apple dopo il ritiro di Williams?
Cook, oltre a restare CEO, ha accentrato su di sé la responsabilità del design, rafforzando il legame tra prodotto, software e servizi.
John Ternus guiderà davvero Apple dopo Tim Cook?
Ternus è oggi considerato il favorito interno per la successione, grazie a un mix di esperienza tecnica e managerialità, e a differenza di altri manager, potrà garantire continuità e visione a lungo termine per il gruppo.
Il cambio al vertice cambierà la strategia sui servizi digitali e l’AI?
Ternus e Khan dovranno gestire sia la transizione su materiali e processi sostenibili sia l’accelerazione sul fronte servizi e intelligenza artificiale.
Riferimenti:
- 1https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/
- 2https://en.wikipedia.org/wiki/Jeff_Williams_(Apple)
- 3https://www.apple.com/newsroom/2025/07/apple-announces-chief-operating-officer-transition/
- 4https://www.apple.com/newsroom/2025/07/apple-announces-chief-operating-officer-transition/
- 5https://fortune.com/2025/07/09/sahib-khan-apple-coo-jeff-williams-tim-cook-career/
- 6https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/
- 7https://fortune.com/2025/07/09/sahib-khan-apple-coo-jeff-williams-tim-cook-career/
- 8https://www.melamorsicata.it/2025/07/09/futuro-apple-ritiro-jeff-williams-successione/
- 9https://www.melamorsicata.it/2021/01/27/chi-e-john-ternus-nuovo-vice-presidente-senior-degli-ingegneri-dellhardware/

Io avrei messo Kiro