# Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar Subramanya

- Link: https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/
- Published: 2025-12-02T19:11:20+01:00
- Author: Kiro

![John Giannandrea](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2018/12/John_Giannandrea.
jpg "Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar Subramanya 1")

Per chi guarda da anni all’ecosistema Apple, la storia recente della **Apple intelligenza
artificiale** è fatta soprattutto di attese. Attese per un Siri finalmente all’altezza
della concorrenza, per strumenti generativi integrati negli OS, per funzioni che
rendessero evidente al grande pubblico la potenza dei chip con Neural Engine sbandierati
nelle presentazioni. Intanto, nel mondo reale, molte persone continuavano a usare
Siri per timer e promemoria, mentre per le richieste più complesse andavano su ChatGPT,
Gemini o altri servizi.

In questo scarto tra narrativa e realtà entra la figura di _[John Giannandrea](https://www.melamorsicata.it/2018/12/21/john-giannandrea-ora-e-un-vice-presidente-esecutivo-di-apple/)_.
Arrivato nel 2018 da Google come responsabile massimo del _Machine Learning and 
AI Strategy_, doveva essere il tassello che mancava per trasformare le ambizioni
di Cupertino in prodotti concreti. Nel tempo, però, i ritardi su Siri, il passo 
lento sulla generative AI e la difficoltà a costruire un “momento di svolta” percepito
dagli utenti hanno logorato la fiducia verso la sua gestione, dentro e fuori l’azienda.

L’annuncio del suo pensionamento e la nomina di _Amar Subramanya_ come **nuovo capo
AI Apple** segnano quindi molto più di una rotazione ordinaria ai vertici. Apple
si trova a fare i conti con anni di rincorsa rispetto a Microsoft, Google e Meta,
in un momento in cui l’AI è diventata un criterio chiave per valutare il valore 
di uno smartphone, di un computer o di un visore. Il rischio è semplice: se l’AI
di casa Apple non viene percepita come credibile, la fedeltà all’ecosistema inizia
a incrinarsi.

## Indice dei contenuti

 * [Chi è John Giannandrea e perché Apple lo voleva](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#chi-e-john-giannandrea-e-perche-apple-lo-voleva)
 * [I nodi irrisolti: ritardi con Siri e generative AI](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#i-nodi-irrisolti-ritardi-con-siri-e-generative-ai)
 * [La fine dell’era Giannandrea: pensionamento e riorganizzazione](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#la-fine-dellera-giannandrea-pensionamento-e-riorganizzazione)
 * [Gli errori di Giannandrea, dal punto di vista dell’utente](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#gli-errori-di-giannandrea-dal-punto-di-vista-dellutente)
 * [Chi è Amar Subramanya: il nuovo capo AI Apple](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#chi-e-amar-subramanya-il-nuovo-capo-ai-apple)
 * [Le sfide immediate di Amar Subramanya](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#le-sfide-immediate-di-amar-subramanya)
    - [1. Rendere maturi e competitivi gli Apple Foundation Models](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#1-rendere-maturi-e-competitivi-gli-apple-foundation-models)
    - [2. Rilanciare Siri in modo credibile](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#2-rilanciare-siri-in-modo-credibile)
    - [3. Collegare meglio ricerca e prodotto](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#3-collegare-meglio-ricerca-e-prodotto)
    - [4. Gestire il rapporto con i modelli di terze parti](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#4-gestire-il-rapporto-con-i-modelli-di-terze-parti)
    - [5. Ricostruire l’attrattività ai talenti AI](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#5-ricostruire-lattrattivita-ai-talenti-ai)
 * [FAQ](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq)
    - [John Giannandrea è stato mandato via o è una scelta sua?](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq-question-1764698983296)
    - [Quali sono i principali errori di Giannandrea in Apple?](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq-question-1764698989832)
    - [Chi è Amar Subramanya?](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq-question-1764698993150)
    - [Cosa cambierà per Siri?](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq-question-1764698998949)
    - [Apple userà solo AI propria o anche modelli di terze parti?](https://www.melamorsicata.it/2025/12/02/apple-giannandrea-subramanya-cambio-ai/#faq-question-1764699004599)

## Chi è John Giannandrea e perché Apple lo voleva

Quando _John Giannandrea_ arriva in Apple, nel 2018, il messaggio è chiaro: l’azienda
vuole colmare un ritardo storico sull’AI rispetto a Google. Il suo curriculum è 
pesante, con un ruolo di primo piano proprio nella ricerca e nell’AI dell’azienda
di Mountain View. Non a caso, su questo sito abbiamo dedicato spazio al suo arrivo
e alla successiva promozione a vicepresidente esecutivo, sottolineando come avesse
[preso il controllo](https://www.melamorsicata.it/2018/07/11/john-giannandrea-ha-preso-il-controllo-di-tutta-lintelligenza-artificiale-di-apple/)
di tutta l’area intelligenza artificiale.

Il ruolo formale di Giannandrea è quello di _Senior Vice President of Machine Learning
and AI Strategy_. Questo significa supervisionare non solo Siri, ma anche i sistemi
di raccomandazione, il riconoscimento di immagini, i modelli per il linguaggio e
una lunga lista di funzioni “invisibili” che oggi permeano i sistemi operativi di
Apple. La promessa implicita era semplice: portare dentro Cupertino la cultura di
un’azienda che da anni usa l’AI come leva principale di differenziazione.

I suoi obiettivi di partenza possono essere riassunti in tre punti:

 1. Unificare i progetti di **Apple Intelligence** sotto una strategia chiara.
 2. Rendere Siri un assistente competitivo, non solo un comando vocale da usare per
    poche azioni.
 3. Sfruttare fino in fondo i chip con Neural Engine, da iPhone ai Mac, trasformando
    la potenza di calcolo in esperienze percepibili.

Guardando oggi a questi punti, emerge un quadro misto. Da un lato, l’AI è diventata
onnipresente nei prodotti Apple: foto, dettatura, sicurezza, suggerimenti, traduzioni.
Dall’altro, la percezione pubblica continua a essere che la vera “AI di nuova generazione”
viva altrove. Il problema, per un responsabile di strategia, è proprio questo: se
l’utente non vede un salto evidente, fatica a riconoscere il valore del lavoro fatto
dietro le quinte.

## I nodi irrisolti: ritardi con Siri e generative AI

Per capire gli errori di Giannandrea, conviene partire da Siri. L’assistente di 
Apple avrebbe dovuto essere la vetrina naturale dei progressi nell’AI. Invece, gli
articoli di analisi – incluso un recente [“Apple rinvia Siri intelligente”](https://www.melamorsicata.it/2025/09/19/apple-rinvia-siri-intelligente/)–
hanno raccontato una storia diversa: aggiornamenti importanti annunciati e poi rinviati,
funzioni promesse che slittano, una roadmap mai chiarissima agli occhi del pubblico.

Mentre Microsoft spingeva **Copilot** ovunque e Google sperimentava con **Bard e
poi Gemini**, Siri restava fondamentalmente lo stesso assistente di sempre, con 
qualche miglioramento incrementale ma senza quel cambio di passo che molti si aspettavano.
Questo ha creato una frattura tra chi vive nel mondo Apple – e sa quanto _machine
learning_ ci sia sotto la superficie – e chi, da fuori, giudica l’AI in base a ciò
che può provare con due o tre comandi di voce o di testo.

![spot Siri](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2025/03/spot-Siri-1024x576.
jpg "Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar Subramanya 2")

La generative AI è stata l’altro grande banco di prova. Apple è entrata seriamente
nella partita con **Apple Intelligence** solo quando il discorso globale su ChatGPT,
modelli multimodali e _agent_ era già maturo. Le promesse di elaborazione on‑device,
di integrazione con Note, Mail, Safari e app di sistema sono credibili, ma arrivano
dopo anni in cui gli utenti hanno preso confidenza con altri strumenti. Non è un
peccato mortale, ma è un problema di percezione che ricade, inevitabilmente, sul
giudizio della gestione Giannandrea.

A complicare il quadro, ci sono state anche alcune uscite pesanti dal team AI di
Apple, con figure chiave passate a competitor come Meta per lavorare su progetti
di modelli di frontiera.

## La fine dell’era Giannandrea: pensionamento e riorganizzazione

Il [comunicato ufficiale di Apple](https://www.apple.com/newsroom/2025/12/john-giannandrea-to-retire-from-apple/)
parla di pensionamento e di un periodo di transizione che porta _John Giannandrea_
a lasciare l’azienda nella primavera 2026. Il tono, come spesso accade in questi
casi, è misurato e rispettoso. Ma se si guarda alla cronologia degli ultimi mesi,
il quadro appare come parte di una riorganizzazione più ampia.

Già prima dell’annuncio, alcune responsabilità erano state ridistribuite: Siri e
altre aree applicative dell’AI erano passate più vicino alla sfera di Craig Federighi,
mentre la parte di modelli di base e ricerca restava sotto Giannandrea. Ora Apple
sembra aver scelto di sciogliere la figura monolitica del “capo dell’AI” in una 
struttura più articolata, dove la responsabilità si divide tra software, servizi,
operations e una nuova guida per i foundation models.

In questo vuoto entra _Amar Subramanya_, che assume un ruolo centrale proprio sui
modelli di base, sulla ricerca in _machine learning_ e sulla valutazione e sicurezza
dei sistemi di AI. Di fatto, prende in mano il cuore tecnologico di ciò che oggi
viene chiamato Apple Intelligence, con il compito non banale di trasformare una 
base esistente in un motore più aggressivo e credibile sul piano competitivo.

![Apple-Intelligence](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2024/06/Apple-
Intelligence-1024x598.jpeg "Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar
Subramanya 3")

## Gli errori di Giannandrea, dal punto di vista dell’utente

Se si mette da parte la diplomazia dei comunicati, gli errori di Giannandrea si 
leggono meglio guardando la situazione con gli occhi di chi usa un iPhone, un iPad
o un Mac ogni giorno.

 1. **Assenza di un “punto di svolta” chiaro sull’AI**
     Non c’è stato un singolo momento
    in cui l’utente medio ha pensato: “Ok, adesso l’AI di Apple ha fatto davvero un
    salto”. Molte funzioni sono migliorate in silenzio, ma senza un simbolo forte –
    un nuovo Siri, un assistente trasversale, un’app dedicata – la percezione è rimasta
    tiepida.
 2. **Gestione confusa del rilancio di Siri**
     Siri è rimasto il fulcro di troppe promesse
    non mantenute. Ogni rinvio dell’aggiornamento “intelligente” ha pesato più del 
    precedente, fino a rendere l’assistente quasi un meme tra chi segue il settore.
 3. **Reazione lenta alla generative AI**
     Mentre il mondo testava ChatGPT, Copilot
    e strumenti simili, Apple ha scelto una via più cauta, puntando su privacy e controllo
    on‑device. Scelta coerente con la sua identità, ma rallentata nei tempi: Apple 
    Intelligence arriva quando le altre piattaforme hanno già abituato milioni di persone
    a un certo tipo di interazione con l’AI.
 4. **Difficoltà a trattenere talenti chiave**
     La fuga di alcuni profili di spicco
    dal team AI verso Meta e altri player non è solo una nota di costume. È sintomo
    di un contesto interno percepito come meno dinamico, o meno allineato alla frontiera
    dell’AI di quanto vorrebbero gli esperti. Questo pesa quando si tratta di accelerare
    una roadmap già in affanno.

A onor del vero, parte della difficoltà è sistemica: Apple ha vincoli forti di privacy,
un’attenzione maniacale al controllo dell’esperienza e una cultura aziendale più
conservativa rispetto a quella delle big tech concorrenti. Ma quando si parla di**
strategia AI di Apple dopo Giannandrea**, è difficile non riconoscere che la sua
gestione abbia lasciato l’azienda in una posizione più difensiva che propositiva.

## Chi è Amar Subramanya: il nuovo capo AI Apple

![Amar Subramanya](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2025/12/Amar-
Subramanya.jpg "Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar Subramanya
4")

La figura che Apple mette ora in prima linea è _Amar Subramanya_, definito nei comunicati
aziendali come un ricercatore AI di primo piano. Il suo percorso professionale aiuta
a capire perché Cupertino abbia scelto proprio lui:

 * Oltre dieci anni in Google, con responsabilità di ingegneria su prodotti legati
   agli assistenti e ai modelli di linguaggio.
 * Un ruolo recente in Microsoft come _Corporate Vice President of AI_, quindi dentro
   la macchina che ha portato alla nascita e alla diffusione di Copilot.
 * Un profilo che incrocia ricerca, sviluppo di modello e ingegneria di prodotto,
   cioè esattamente quello che manca quando l’AI resta confinata in laboratorio.

In Apple, Subramanya viene nominato vicepresidente per l’AI, con riporto diretto
a Craig Federighi. Le sue responsabilità includono i cosiddetti “Apple Foundation
Models”, la ricerca in _machine learning_ e i processi di sicurezza, audit e valutazione
dei sistemi di intelligenza artificiale. È, in pratica, il custode del motore che
dovrà alimentare Siri, Apple Intelligence e tutte le future declinazioni dell’AI
di Cupertino.

La scelta di una figura con doppia esperienza Google–Microsoft non è casuale. Da
Google arriva la familiarità con ricerca avanzata e grandi modelli usati in prodotti
consumer; da Microsoft porta la sensibilità per integrazione verticale nei software
di produttività, nei sistemi operativi e nel cloud. È una combinazione rara, e Apple
sembra volerla mettere al servizio di una nuova fase meno timida.

## Le sfide immediate di Amar Subramanya

Il nuovo **nuovo capo AI Apple Amar Subramanya** parte in salita. Sul suo tavolo
ci sono almeno cinque dossier critici.

### 1. Rendere maturi e competitivi gli Apple Foundation Models

I modelli di base sviluppati da Apple devono diventare il cuore affidabile di Siri,
Apple Intelligence, strumenti creativi e, potenzialmente, nuove soluzioni professionali.
Questo richiede:

 * migliorare qualità, robustezza e capacità multimodali dei modelli;
 * ottimizzarli per l’esecuzione su A‑series e M‑series, con particolare attenzione
   al calcolo on‑device;
 * bilanciare performance e consumo energetico, elemento non secondario su iPhone
   e iPad.

### 2. Rilanciare Siri in modo credibile

Dopo l’ennesimo rinvio di Siri “intelligente”, non basta un restyling superficiale.
Serve un assistente che capisca meglio il contesto, supporti dialoghi multi‑turno,
sappia orchestrare altre app e integrazioni, e sia coerente su iPhone, Mac, iPad
e Vision Pro. È uno degli aspetti più delicati anche dal punto di vista mediatico,
perché Siri resta per molti la “faccia” della **intelligenza artificiale**.

### 3. Collegare meglio ricerca e prodotto

Uno dei limiti dell’era Giannandrea è stata la lentezza con cui i progressi di laboratorio
diventavano funzioni concrete. Subramanya viene da culture aziendali abituate a 
iterare spesso, con rilasci frequenti e beta pubbliche. Se riuscirà a importare 
questo approccio, potremmo vedere un ciclo di evoluzione dell’AI Apple meno legato
ai soli aggiornamenti annuali di iOS e più a rilasci continui.

![volto allAI](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2025/12/volto-allAI-
1024x553.jpeg "Apple cambia volto all’AI: da John Giannandrea ad Amar Subramanya
5")

### 4. Gestire il rapporto con i modelli di terze parti

Il tema “Apple + Google Gemini” non è più un tabù, come dimostrano gli articoli 
di Melamorsicata come [“Apple e Google Gemini: Il Prezzo della Privacy”](https://www.melamorsicata.it/2025/11/07/apple-e-google-gemini-il-prezzo-della-privacy/).
Il bilanciamento sarà delicato: usare modelli esterni per colmare rapidamente alcune
lacune, senza indebolire lo sviluppo di foundation models interni né compromettere
la narrativa di privacy e controllo. Subramanya dovrà decidere dove ha senso delegare
e dove è strategico restare proprietari.

### 5. Ricostruire l’attrattività ai talenti AI

Per recuperare terreno, Apple ha bisogno non solo di tecnologia, ma di persone disposte
a costruirla lì dentro. Un nuovo leader con credenziali di alto livello può aiutare
a rendere l’azienda più appetibile a ricercatori e ingegneri che, negli ultimi anni,
hanno guardato soprattutto verso OpenAI, Google, Meta e Microsoft. La sfida è creare
un contesto in cui si possa lavorare su problemi di frontiera senza sentirsi frenati
da una burocrazia interna eccessiva.

## FAQ

### John Giannandrea è stato mandato via o è una scelta sua?

L’uscita viene presentata da Apple come un pensionamento, con un periodo di transizione
che dovrebbe chiudersi nella primavera 2026. Il tempismo, però, coincide con una
fase di riorganizzazione interna dell’area AI e con un cambio di narrativa pubblica,
segno che l’azienda ha voluto segnare un nuovo inizio dopo anni di risultati percepiti
come non all’altezza delle attese.

### Quali sono i principali errori di Giannandrea in Apple?

Dal punto di vista dell’utente, gli errori più evidenti sono tre: l’assenza di un
grande salto percepito sull’AI, i continui ritardi nel rendere Siri davvero più 
intelligente e il passo lento sulla generative AI rispetto a concorrenti che hanno
spinto su chatbot e assistenti evoluti. A questi si aggiungono le difficoltà nel
trattenere alcuni talenti chiave del team AI.

### Chi è Amar Subramanya?

Amar Subramanya è un ingegnere e dirigente con lunga esperienza in Google, dove 
ha guidato progetti legati agli assistenti e ai modelli di linguaggio, e successivamente
in Microsoft come vice presidente per l’AI. In Apple assume il ruolo di vicepresidente
dell’AI, con responsabilità sui foundation models, sulla ricerca e sulla valutazione
e sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale.

### Cosa cambierà per Siri?

Una delle priorità del nuovo corso sarà sbloccare finalmente il “vero” aggiornamento
di Siri, dopo anni di rinvii. Ci si aspetta un assistente più conversazionale, capace
di comprendere meglio il contesto e di agire come interfaccia verso Apple Intelligence
e le app, riducendo quel divario percepito con altri assistenti e chatbot che oggi
molti utenti usano in parallelo sui loro dispositivi.

### Apple userà solo AI propria o anche modelli di terze parti?

Apple ha già aperto a possibili collaborazioni con fornitori di modelli come Google,
in particolare con Gemini, mantenendo però lo sviluppo di modelli interni. In pratica,
il futuro potrebbe vedere una combinazione di foundation models proprietari e modelli
esterni integrati, con l’obiettivo di offrire il meglio possibile senza rinunciare
ai principi di privacy e controllo che da sempre caratterizzano l’azienda.

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