
Negli ultimi mesi i cambi ai vertici Apple sono diventati un tema ricorrente, quasi una rubrica fissa per chi segue da vicino l’azienda. Prima la partenza di figure chiave nella divisione AI e nel design, come Alan Dye sostituito da Steve Lemay analizzato su Melamorsicata.it. Ora un ulteriore scossone: l’uscita di Katherine (Kate) Adams, Senior Vice President and General Counsel, e di Lisa Jackson, vice president of Environment, Policy and Social Initiatives.
Per il lettore questo susseguirsi di addii può aprire una domanda legittima: si tratta di un fisiologico ricambio generazionale o di un vero esodo dei dirigenti Apple che segnala tensioni più profonde nella strategia di Cupertino? La sensazione diffusa è che il board stia ridisegnando la propria squadra per affrontare una fase storica segnata da AI generativa, regolatori più aggressivi e un’attenzione crescente ai temi ambientali e sociali.
Apple ha annunciato che al posto di Adams arriverà Jennifer Newstead, in arrivo da Meta, mentre le responsabilità di Lisa Jackson verranno in parte ridistribuite: Jennifer Newstead guiderà anche le Government Affairs, mentre Sabih Khan, già Senior Vice President of Operations, erediterà il coordinamento dei team Environment e Social Initiatives, come spiegato nel comunicato ufficiale pubblicato in Apple Newsroom.
Indice dei contenuti
Chi era Katherine (Kate) Adams in Apple
Dall’eredità di Bruce Sewell alla guida dei legal

Per capire il ruolo di Katherine Adams bisogna tornare al 2017. Quando Bruce Sewell, storico general counsel, annuncia la pensione, Melamorsicata dedica un articolo al passaggio di testimone spiegando come Adams, allora dirigente di Honeywell, sarebbe subentrata nella gestione degli affari legali di Apple, con responsabilità sulle dispute e in particolare sulle cause relative ai brevetti, rispondendo direttamente a Tim Cook.1Vedi l’analisi di Melamorsicata sul passaggio Sewell–Adams: Bruce Sewell va in pensione, il suo successore è Katherine Adams.
Quella descrizione, già allora, lasciava intuire un ruolo centrale: Apple era immersa nelle cause sui brevetti contro i competitor e nel contenzioso legato all’App Store. Adams arrivava con un profilo tipico da corporate lawyer di alto livello: laurea in legge, esperienza in uno studio importante (Sidley Austin), passaggi alla Corte Suprema e un track record in una grande multinazionale industriale.
Nel comunicato attuale, Apple ricorda otto anni di servizio, durante i quali Adams è stata “parte integrante dell’azienda”, con particolare enfasi sulla difesa della privacy degli utenti e sulla protezione del diritto di Apple di “innovare”.2Dettagli nel comunicato “Apple announces executive transitions”, ripreso da Apple Newsroom e pubblicato da INN. Tradotto: il suo ufficio è stato in prima linea contro le accuse antitrust e le pressioni per aprire maggiormente l’ecosistema.
Il ciclo regolatorio di Adams: antitrust, App Store e geopolitica
Durante la guida di Adams, l’azienda ha affrontato:
- indagini antitrust negli Stati Uniti e in Europa sull’App Store e sui servizi digitali;
- richieste di apertura dei sistemi di pagamento e sideloading in UE;
- questioni geopolitiche e di privacy nei rapporti con Cina, USA e altre giurisdizioni.
Fonti come TechCrunch ricordano come l’era Adams coincida con un’intensificazione delle cause incentrate sulla concorrenza nell’app economy e sulla gestione dei dati personali.3TechCrunch sintetizza il contesto legale in cui Adams ha operato, evidenziando la pressione regolatoria crescente.
Il lettore può legittimamente chiedersi se l’uscita di Adams rappresenti una sconfitta o una semplice fase naturale dopo un ciclo regolatorio particolarmente intenso. Apple, nel comunicato, insiste su toni di riconoscenza e continuità, segno che il messaggio verso l’esterno è quello di un passaggio ordinato, con un ampio periodo di transizione fino alla fine del 2026.
Chi era Lisa Jackson in Apple
Dal vertice dell’EPA a volto green di Cupertino

La storia di Lisa Jackson Apple comincia per il pubblico di Melamorsicata nel 2013, quando il sito racconta la decisione di Apple di assumere l’ex capo della Environmental Protection Agency statunitense.4Approfondito nell’articolo storico Apple assume Lisa Jackson, ex capo dell’EPA. Il pezzo sottolineava come Apple, già allora, investisse molto per salvaguardare l’ambiente: strutture alimentate da rinnovabili, riduzione delle sostanze nocive nei prodotti, programmi di riciclo.
Lisa Jackson arrivava proprio per “alzare ancora di più l’asticella”. I tre motivi evidenziati da Melamorsicata nel 2013 restano attuali:
- l’ambiente come responsabilità reale;
- l’immagine pubblica legata alla sostenibilità;
- gli obblighi regolatori e amministrativi.
Jackson, con il suo passato istituzionale, incarnava la credibilità su tutti e tre i piani.
Le iniziative guidate da Jackson: clima, sostenibilità e giustizia sociale
Nel corso degli anni, Lisa Jackson è diventata il volto pubblico delle strategie ambientali e sociali di Apple. Nel comunicato del 2025, Tim Cook attribuisce alla sua guida una riduzione delle emissioni globali di gas serra di oltre il 60% rispetto al 2015, insieme al ruolo di partner strategica nel dialogo con i governi e nell’avanzare i valori dell’azienda in aree come:
- educazione;
- accessibilità;
- privacy;
- sicurezza.5Le dichiarazioni di Cook su Jackson sono riportate nella nota ufficiale “Apple announces executive transitions”, disponibile tramite INN e Businesswire.
Oltre all’ambiente, Jackson ha avuto un ruolo centrale nelle iniziative di equità razziale, come la Racial Equity and Justice Initiative citata da TechCrunch. Questa sovrapposizione tra ambiente, policy e social impact è emblematica del modo in cui Apple ha scelto di raccontare il proprio impegno ESG.
Per il lettore più critico, è legittimo distinguere tra risultati concreti (riduzione emissioni, transizione alle rinnovabili, miglioramento del riciclo) e componente narrativa. Ma al di là della retorica, Jackson ha dato ad Apple una presenza riconoscibile nelle conferenze sul clima, nel dialogo con le istituzioni e nelle partnership con ONG e università.
L’annuncio dell’esodo: contesto e percezione pubblica
La notizia delle dimissioni di Adams e Jackson è arrivata in un momento in cui il tema esodo dei dirigenti Apple era già caldo. Negli stessi giorni si sono registrate:
- la partenza del capo AI John Giannandrea e il passaggio di consegne ad Amar Subramanya, raccontati su Melamorsicata.it;
- l’uscita di Alan Dye verso Meta, con la promozione di Steve Lemay analizzata nel dettaglio nell’articolo su design e interfaccia già citato;
- altri addii nel team AI e nella ricerca, spesso diretti verso Meta e altri big del settore.
In questo contesto, l’annuncio che Katherine Adams andrà in pensione “alla fine del prossimo anno” e che Lisa Jackson si ritirerà a fine gennaio 2026 viene percepito non come una sorpresa isolata, ma come parte di una re-ingegnerizzazione complessiva della struttura.
Per chi guarda ai segnali di medio periodo, ci sono due chiavi di lettura:
- Apple sta allineando la propria leadership alle sfide dell’AI e alla crescente interferenza dei regolatori (antitrust, privacy, AI Act, moderazione dei contenuti).
- Si sta chiudendo un ciclo aperto negli anni 2010, in cui la priorità era consolidare l’ecosistema iPhone, difendere l’App Store e costruire una narrativa forte su clima e diritti.
Chi è Jennifer Newstead: scheda tecnica
Origini professionali e carriera nelle istituzioni USA
Jennifer Newstead è una figura con un profilo spiccatamente istituzionale e regolatorio. Il suo percorso comprende:
- laurea AB ad Harvard;
- JD a Yale Law School;
- esperienza come law clerk presso il giudice Stephen Breyer alla Corte Suprema USA;
- ruoli di rilievo come:
- general counsel della White House Office of Management and Budget;
- principal deputy assistant attorney general all’Office of Legal Policy (Department of Justice);
- associate White House counsel;
- legal adviser del Department of State, a capo del team che supportava il Segretario di Stato sulle questioni legali di politica estera.
Questa traiettoria la colloca nel cuore del rapporto fra diritto, politica estera e tecnologia, esattamente dove oggi si giocano le partite su export control, data transfer, sanzioni e responsabilità delle piattaforme.
Il passaggio da Meta ad Apple
Prima di entrare in Apple, Jennifer Newstead è stata chief legal officer di Meta. È un dettaglio non secondario: significa che ha già gestito, dall’interno, il contenzioso e il dialogo regolatorio di una big tech al centro di scandali su privacy, disinformazione e AI generativa.
Per Apple, questa mossa ha un doppio significato:
- portare in casa una figura che conosce dall’interno la cultura e le strategie legali di un grande competitor;
- dotarsi di un profilo abituato a confrontarsi con regolatori e governi in modo aggressivo e strutturato, in un’epoca in cui l’azienda non può più limitarsi alla retorica della privacy.
Nel comunicato, Tim Cook sottolinea che Newstead sovrintenderà sia l’area Legal sia le Government Affairs, con un titolo che diventerà Senior Vice President, General Counsel and Government Affairs.6La combinazione dei due ambiti nel ruolo di Newstead è descritta nel dettaglio nella nota “Apple announces executive transitions”. Di fatto, si tratta di una concentrazione di responsabilità che rende il suo ruolo ancora più politico rispetto a quello di Adams.
Cosa cambia con Newstead per il lettore
Per l’utente Apple medio, il nome di Jennifer Newstead può sembrare distante. In realtà, le sue decisioni avranno impatto su:
- come verranno implementate le norme europee su app, AI e concorrenza;
- come Apple negozierà con i governi su cifratura, intercettazioni, contenuti generati dall’AI;
- quali compromessi saranno accettati tra privacy, sicurezza e business.
In parallelo, la provenienza da Meta può far storcere il naso a chi vede Apple come “antitesi” culturale delle piattaforme social. Qui la questione non è di purezza ideologica ma di capacità di navigare un contesto in cui le big tech sono sempre più regolate come utility infrastrutturali.
Chi è Sabih Khan: scheda tecnica del “nuovo” responsabile Environment e Social Initiatives
Un manager di casa Apple

Sabih Khan non è un volto nuovo per chi segue gli organigrammi di Cupertino. È da anni Senior Vice President of Operations, responsabile della complessa macchina logistica e produttiva dietro iPhone, iPad, Mac e il resto dell’hardware Apple. Le catene di fornitura, i rapporti con i partner asiatici, la capacità di scalare la produzione a livello globale: tutto passa, in pratica, dal suo ufficio.
Secondo ricostruzioni di testate, dopo l’annuncio della partenza di Jeff Williams, molte delle sue responsabilità operative sono confluite proprio in Khan, confermandone il ruolo di pilastro nei processi industriali Apple.7TechCrunch inserisce Khan nel quadro più ampio dei cambi a livello di COO e Operations.
Il nuovo perimetro: Environment e Social Initiatives
Nel nuovo assetto, spiegato nel comunicato Apple, i team Environment e Social Initiatives riporteranno a Sabih Khan, mentre Adams (prima) e poi Newstead gestiranno la parte Government Affairs. È un cambiamento interessante: l’ambiente smette di essere un blocco unico con policy e advocacy politica, e si avvicina al mondo operations.
Per il lettore questo significa che:
- la sostenibilità ambientale viene “operazionalizzata”: meno storytelling, più integrazione con scelte di fornitura, materiali, logistica;
- le iniziative sociali devono convivere ancora più direttamente con costi, tempi e vincoli della produzione globale.
Il rischio è che la narrativa green perda un volto pubblico forte come Jackson. Il potenziale beneficio è che gli obiettivi ambientali siano sempre più incorporati nelle metriche di fabbrica, e non trattati come un layer separato.
Cosa osservare nei prossimi anni come utenti e investitori
Per chi usa prodotti Apple ogni giorno, questi cambi ai vertici Apple rischiano di sembrare lontani. Eppure, dietro alcune esperienze concrete potrebbero nascondersi le scelte delle figure raccontate sopra:
- come verranno gestite le richieste dei governi in tema di AI generativa, filtri di contenuto e cifratura end-to-end;
- come cambieranno le politiche dell’App Store, in risposta ad antitrust e nuove normative;
- se i prodotti futuri manterranno o meno l’impegno a ridurre l’impatto ambientale, per esempio sull’uso di plastica, sui cicli di vita e sui programmi di riciclo.
Chi segue le analisi di lungo periodo su Melamorsicata sa che i cambi ai vertici non sono mai solo un retroscena da addetti ai lavori. Spesso anticipano le grandi scelte di piattaforma: basti vedere come la riorganizzazione interna attorno all’AI, raccontata negli articoli su Siri e Apple Intelligence, abbia anticipato l’arrivo di servizi e funzioni mostrati nelle ultime WWDC.
In questo quadro, capire chi erano Adams e Jackson e chi sono Newstead e Khan significa, in pratica, farsi un’idea più precisa della direzione che Apple vuole prendere nel rapporto con:
- regolatori;
- clima e società;
- filiera e partner industriali;
- concorrenti diretti come Meta, Google e Microsoft.
FAQ
I cambi ai vertici Apple sono un segnale di crisi?
Non ci sono elementi oggettivi per parlare di crisi immediata. Si osserva però una concentrazione inedita di uscite nello stesso arco temporale, che indica la volontà di ridisegnare il gruppo dirigente per una fase post-iPhone centrata su AI, servizi e regolazione più stringente.
La sostenibilità ambientale sarà meno importante senza Lisa Jackson?
La centralità comunicativa potrebbe diminuire, perché Jackson aveva un profilo pubblico forte. Il fatto che l’ambiente passi sotto Operations può però rendere ancora più vincolante l’integrazione della sostenibilità nei processi industriali. Saranno i dati delle prossime roadmap ambientali a dare la risposta.
Perché Apple ha scelto proprio Jennifer Newstead?
Perché unisce tre elementi rari: esperienza di vertice in una big tech concorrente, forte background governativo in ambito legale e competenza sui temi più sensibili (privacy, contenuti, relazioni internazionali). È un profilo adatto a un mondo in cui le big tech sono regolate quasi come infrastrutture pubbliche.

Riferimenti:
- 1Vedi l’analisi di Melamorsicata sul passaggio Sewell–Adams: Bruce Sewell va in pensione, il suo successore è Katherine Adams.
- 2Dettagli nel comunicato “Apple announces executive transitions”, ripreso da Apple Newsroom e pubblicato da INN.
- 3TechCrunch sintetizza il contesto legale in cui Adams ha operato, evidenziando la pressione regolatoria crescente.
- 4Approfondito nell’articolo storico Apple assume Lisa Jackson, ex capo dell’EPA.
- 5Le dichiarazioni di Cook su Jackson sono riportate nella nota ufficiale “Apple announces executive transitions”, disponibile tramite INN e Businesswire.
- 6La combinazione dei due ambiti nel ruolo di Newstead è descritta nel dettaglio nella nota “Apple announces executive transitions”.
- 7TechCrunch inserisce Khan nel quadro più ampio dei cambi a livello di COO e Operations.
