# Il backup è di iCloud? L’AGCM indaga Apple per concorrenza sleale

- Link: https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/
- Published: 2026-06-17T07:00:00+02:00
- Author: Kiro

**AGCM indaga Apple DMA iCloud** — un’indagine che parte da un fatto semplice: fare
un backup completo dell’iPhone su Google Drive o OneDrive è impossibile. I dati,
le foto, le impostazioni, le app passano solo da iCloud. L’Italia ha deciso che 
questa storia deve finire.

L’**Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato** ha aperto un procedimento
nei confronti di Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia
S.r.l. per violazione del Digital Markets Act. Il cuore della contestazione è l’articolo
6(7) del DMA, che obbliga i gatekeeper — Apple lo è per iOS e iPadOS — a garantire
interoperabilità gratuita ed efficace con l’hardware e il software di sistema. Se
iCloud può accedere a ogni angolo del telefono per costruire un backup completo,
anche Google Drive, OneDrive e Dropbox devono poter fare altrettanto, alle stesse
condizioni.

Non è una battaglia tra giganti tech: è la prima volta che l’Italia interviene attivamente
sul regolamento europeo, e lo fa con un argomento che tocca ogni utente iPhone: 
la possibilità di scegliere dove conservare i propri dati. Per capire il quadro 
completo del regolamento, [il DMA spiegato semplice](https://www.melamorsicata.it/2022/03/27/digital-markets-act-dma-spiegato)
resta la guida migliore per orientarsi.

## Indice

 * [Il cuore del problema](https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/#il-cuore-del-problema)
 * [Perché l’Italia e non Bruxelles?](https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/#perche-l-italia-e-non-bruxelles)
 * [Cosa rischia Apple](https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/#cosa-rischia-apple)
 * [Cosa cambia per l’utente](https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/#cosa-cambia-per-lutente)
 * [Un precedente che apre scenari](https://www.melamorsicata.it/2026/06/17/agcm-indaga-apple-dma-icloud/#un-precedente-che-apre-scenari)

![iPhone con iCloud e cloud terzi a confronto](https://www.melamorsicata.it/wp-content/
uploads/2026/06/agcm-hero-1-1024x559.jpg "Il backup è di iCloud? L'AGCM indaga Apple
per concorrenza sleale 1")

I cloud terzi non possono fare backup completi su iOS: l’AGCM indaga Apple per violazione
del DMA

## Il cuore del problema

L’AGCM sostiene di avere elementi concreti che dimostrano come Apple non metta i
servizi cloud alternativi sullo stesso piano di iCloud. L’esempio è chiaro: gli 
utenti **non possono eseguire backup completi del dispositivo** verso cloud come
Google Drive, OneDrive o Dropbox, mentre iCloud lo fa senza alcuna limitazione. 
L’indagine AGCM su Apple per interoperabilità DMA si concentra proprio su questo
squilibrio.

Il punto non è solo il backup dei dati utente. La contestazione riguarda l’accesso
alle funzionalità di sistema che Apple riserva esclusivamente a iCloud: la possibilità
di leggere e impacchettare impostazioni, messaggi, cronologia delle app, dati sanitari
e tutto ciò che un backup completo richiede. I cloud terzi non possono nemmeno avviare
un backup in background, una funzionalità base che iCloud dà per scontata.

La base legale è solida. L’articolo 6(7) del DMA non lascia spazio a interpretazioni:
l’accesso deve essere uguale, gratuito ed efficace. Apple contesta da tempo questa
lettura, definendo le richieste della Commissione Europea “una interpretazione estrema”
che comprometterebbe la sicurezza del sistema. Ma per l’AGCM, come si legge nel 
[comunicato ufficiale](https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/6/IDMA1),
gli elementi raccolti sono sufficienti per aprire un’indagine formale.

## Perché l’Italia e non Bruxelles?

La domanda è legittima: non dovrebbe occuparsene direttamente la Commissione Europea?
La risposta è tecnica ma interessante.

L’Italia ha recepito il DMA con la **legge 214/2023**, che all’articolo 18 conferisce
all’AGCM il potere di condurre indagini preliminari in stretta cooperazione con 
la Commissione Europea. È la **prima volta** che l’Autorità italiana esercita questa
prerogativa, ed è un segnale importante: significa che gli stati membri vogliono
avere un ruolo attivo nell’applicazione del regolamento, non limitarsi ad aspettare
le mosse di Bruxelles.

Le conclusioni dell’indagine verranno trasmesse alla Commissione, che resta l’unico
soggetto abilitato a sanzionare. In pratica: l’Italia prepara il fascicolo, le eventuali
sanzioni arrivano dall’UE. Ma il messaggio politico è chiaro — Roma vuole essere
in prima linea sul digitale, e questa mossa segue un percorso di confronto già avviato
con [le misure che Apple ha preso per la conformità al DMA](https://www.melamorsicata.it/2024/03/09/dma-apple-sideloading)
dall’entrata in vigore del regolamento.

## Cosa rischia Apple

Il conto in sospeso tra Apple e l’Europa si allunga di trimestre in trimestre. L’azienda
ha già pagato sanzioni significative: a marzo 2024 la Commissione Europea ha inflitto
una [multa da 1,8 miliardi di euro per abuso di posizione dominante su Spotify](https://www.melamorsicata.it/2024/06/25/apple-multa-ue-digital-markets-act-2024),
e nel 2025 è arrivata un’altra [sanzione da 500 milioni per violazione delle regole anti-steering del DMA](https://www.melamorsicata.it/2025/04/23/multa-apple-ue-500-milioni-dma-avvertimento).
In totale, quasi 3 miliardi di dollari tra Europa e Stati Uniti negli ultimi due
anni.

La strategia di Cupertino è nota: linea dura, nessuna ammissione di colpa, e quando
serve il ritiro di intere funzionalità dai mercati ostili. L’esempio più recente
è **iOS 27**: le funzionalità Apple Intelligence sono state ritirate dalle beta 
per sviluppatori nell’UE proprio per via delle richieste di interoperabilità del
DMA. Come raccontato su [Apple vs EU — chi ha ragione sullo stop a Siri AI?](https://www.melamorsicata.it/2026/06/09/apple-vs-eu-dma-siri-ai),
le due visioni del mondo sembrano inconciliabili.

![iPhone backup iCloud e Google Drive bloccato](https://www.melamorsicata.it/wp-
content/uploads/2026/06/agcm-context1-1-1024x559.jpg "Il backup è di iCloud? L'AGCM
indaga Apple per concorrenza sleale 2")

L’interoperabilità negata ai cloud terzi è al centro dell’indagine AGCM su Apple

Se l’indagine portasse a una sanzione, le conseguenze per Apple sarebbero duplici:
da un lato una multa che può arrivare fino al **10% del fatturato globale** — per
Apple significa potenzialmente decine di miliardi di dollari — dall’altro l’obbligo
di aprire le API di sistema a tutti i servizi cloud concorrenti, cambiando radicalmente
il modo in cui iCloud opera su iOS. Come sottolinea [MacRumors](https://www.macrumors.com/2026/06/16/apple-faces-first-italian-dma-probe-icloud),
si tratta della prima indagine DMA condotta dall’Italia, e i riflessi potrebbero
estendersi ad altri stati membri.

Il precedente più simile è la battaglia sui pagamenti NFC: Apple è stata costretta
ad aprire il chip NFC a terze parti in Europa dopo anni di resistenza e una [pressione regolatoria crescente da parte delle autorità](https://www.euractiv.com/news/italian-authorities-probe-apples-obligations-under-the-blocs-big-tech-rulebook).
La stessa dinamica — monopolio tecnico giustificato con la sicurezza — si ripete
oggi per i cloud. Apple sostiene che ogni apertura del sistema riduce la protezione
dei dati, ma i regolatori europei stanno dimostrando di non accettare questa argomentazione
come scudo per mantenere posizioni dominanti.

## Cosa cambia per l’utente

Se l’indagine AGCM Apple DMA iCloud va in porto, gli effetti per gli utenti saranno
concreti e immediati:

 * **Backup su qualsiasi cloud.** Google Drive, OneDrive, Proton Drive — ogni utente
   potrà scegliere il servizio che preferisce per il backup completo del telefono,
   esattamente come oggi fa con iCloud ma senza essere obbligato a usare la soluzione
   Apple.
 * **Backup automatici anche sui cloud terzi.** Le app cloud potranno attivare backup
   in background su iOS, una funzionalità oggi preclusa che rende i cloud alternativi
   di fatto inutilizzabili come soluzione primaria.
 * **Prezzi più competitivi.** La concorrenza vera potrebbe spingere i piani a pagamento
   di iCloud a scendere. Oggi iCloud+ parte da 0,99 euro al mese per 50 GB, ma senza
   alternative reali il prezzo di mercato è distorto.

Non è solo una questione di prezzo. È una questione di libertà di scelta: poter 
decidere dove vivono i propri dati, senza essere incatenati a un ecosistema proprietario.
Per chi usa servizi come Google Foto o OneDrive per la produttività quotidiana, 
la possibilità di unificare tutto in un unico abbonamento senza dover pagare anche
iCloud sarebbe un cambiamento significativo nelle abitudini digitali.

![Bandiera italiana, logo Apple e DMA](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/
2026/06/agcm-context2-1-1024x559.jpg "Il backup è di iCloud? L'AGCM indaga Apple
per concorrenza sleale 3")

Prima volta che l’AGCM usa i poteri DMA conferiti dalla legge 214/2023

## Un precedente che apre scenari

Questa indagine dimostra che gli stati membri possono muoversi in proprio sul DMA,
senza aspettare che Bruxelles dia il via libera. Se l’Italia costruisce un caso 
solido, può aprire la strada ad altre autorità nazionali in Europa che finora hanno
osservato senza intervenire. Per Apple, che combatte già su una decina di fronti
in Europa, significa un fianco scoperto in più.

Per ora l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni sull’indagine AGCM. In passato
ha sostenuto che concedere accesso completo ai sistemi di backup a terze parti comprometterebbe
la sicurezza e la privacy degli utenti — una posizione che lo scontro con l’AGCM
potrebbe costringere a rivedere. Il punto è che l’articolo 6(7) del DMA è chiaro:
l’interoperabilità non può essere subordinata a valutazioni discrezionali del gatekeeper.

Il comunicato ufficiale dell’AGCM è disponibile [sul sito dell’Autorità](https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/6/IDMA1).
L’indagine è stata aperta il 16 giugno 2026 in stretta cooperazione con la Commissione
Europea e le conclusioni verranno condivise con Bruxelles nei prossimi mesi. Per
chi segue le vicende regolatorie del settore tech, è un dossier da tenere d’occhio:
potrebbe ridefinire i confini dell’interoperabilità su iOS per anni a venire.

_Fonti: AGCM — Comunicato stampa IDMA1 (16/06/2026), MacRumors, EurActiv, The Circuitry._

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