# Il giorno in cui i computer stavano per trasformarsi in Network Computer

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- Published: 2026-08-22T10:13:00+02:00
- Author: Kiro

Nel 1996 l’industria informatica visse uno dei suoi momenti più strani: il **network
computer**, una macchina senza disco rigido, senza sistema operativo locale e quasi
senza componenti, doveva sostituire il personal computer. A guidare l’assalto c’era
Larry Ellison, fondatore di Oracle, convinto che il PC fosse un dispositivo ridicolo
e che il futuro appartenesse a terminali da 500 dollari capaci di scaricare tutto
dalla rete.

Il piano fallì due volte: la prima sul mercato, con dispositivi che nessuno comprò;
la seconda in una stanza dei bottoni, quando la scalata ostile che Ellison aveva
preparato contro Apple venne fermata da Steve Jobs in persona. Eppure quella visione
non è morta: è rinata decenni dopo con il cloud, i Chromebook e i thin client moderni.
La storia del network computer è la storia di un’idea giusta nel momento sbagliato,
e di quanto poco separa il trionfo dal fallimento.

Indice

 * [L’idea: un computer che non doveva essere un computer](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#l-idea-un-computer-che-non-doveva-essere-un-computer)
 * [Il momento in cui tutto poteva cambiare: la scalata in Apple](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#il-momento-in-cui-tutto-poteva-cambiare-la-scalata-in-apple)
    - [Cosa sarebbe successo](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#cosa-sarebbe-successo)
 * [Perché il Network Computer perse](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#perché-il-network-computer-perse)
 * [Quello che il Network Computer ha lasciato](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#quello-che-il-network-computer-ha-lasciato)
 * [La lezione: la tecnologia giusta al momento sbagliato](https://www.melamorsicata.it/2026/08/22/il-giorno-in-cui-i-computer-stavano-per-trasformarsi-in-network-computer/#la-lezione-la-tecnologia-giusta-al-momento-sbagliato)

![Acorn NetStation, il primo Network Computer di Oracle](https://www.melamorsicata.
it/wp-content/uploads/2026/08/hero_netstation-1024x559.jpg "Il giorno in cui i computer
stavano per trasformarsi in Network Computer 1")

L’Acorn NetStation, primo dispositivo di riferimento del Network Computer di Oracle(
1996)

## L’idea: un computer che non doveva essere un computer

Il network computer nasce da una provocazione. Nel novembre 1995, al Comdex di Las
Vegas, Ellison presenta la sua visione: macchine senza disco fisso, senza Microsoft,
senza Intel, che scaricano applicazioni e dati dalla rete. Il costo previsto è di
circa 500 dollari, contro i 2.000 di un PC dell’epoca. La frase che entra nella 
storia è secca: _“The PC is a ridiculous device”_. Il computer personale, secondo
Ellison, era un eccesso di potenza inutile per chi doveva solo navigare, scrivere
e leggere la posta.

Per dare corpo all’idea nasce la specifica [Network Computer Reference Profile](https://en.wikipedia.org/wiki/Network_Computer)(
NCRef), che impone a ogni dispositivo il supporto di HTML, Java, HTTP e JPEG. Oracle
non costruisce nulla da sola: come accaduto per altre tecnologie dell’epoca, il 
progetto viene affidato a un’alleanza di produttori. Entrano IBM, Sun Microsystems,
Netscape e persino Apple, con Larry Tesler, dirigente Apple, che promuove il network
computer in un keynote del 1996. Il primo dispositivo di riferimento lo progetta
la britannica Acorn, che adatta il suo sistema RISC OS per creare NCOS: è l’Acorn
NetStation, un cubo con processore ARM 7500FE a 40 MHz e 4 MB di RAM.

Le stime di mercato sono da capogiro: i dirigenti Oracle parlano di 46 milioni di
unità entro il 2000, con scenari fino a 100 milioni. Il network computer ha alle
spalle le aziende più potenti della Silicon Valley, un’idea semplice e un nemico
comune: il binomio Microsoft-Intel, il Wintel che domina il 90% dei desktop. Sembra
una guerra vinta in partenza.

![Sun JavaStation, il Network Computer di Sun Microsystems](https://www.melamorsicata.
it/wp-content/uploads/2026/08/ctx_javastation-1024x559.jpg "Il giorno in cui i computer
stavano per trasformarsi in Network Computer 2")

La Sun JavaStation, il terminale network computer di Sun Microsystems

## Il momento in cui tutto poteva cambiare: la scalata in Apple

A fine 1996 Apple è in agonia: perde soldi, quota di mercato e direzione, e Gil 
Amelio sta affondando. È in questo vuoto che matura il piano più affascinante della
storia: **Larry Ellison vuole comprare Apple**. Il progetto prevede l’acquisizione
della società, il suo ritorno a privata e il rientro di Steve Jobs come amministratore
delegato, al posto di Amelio. Ellison, che di Jobs è amico personale da anni, ha
già la componente software perfetta per la nuova Apple: il network computer, con
Oracle a fornire i servizi e l’hardware Apple a produrre i terminali.

La sliding doors è più stretta di quanto si creda. Il 20 dicembre 1996 Apple annuncia
l’acquisizione di NeXT per 429 milioni di dollari: Jobs rientra in azienda come 
consigliere e la scalata perde buona parte del suo senso. Il 29 aprile 1997 Ellison
rinuncia ufficialmente al piano, come ricostruito da [Cult of Mac](https://www.cultofmac.com/news/larry-ellison-apple-takeover).
La motivazione arriva dallo stesso Jobs, che lo convince a fermarsi con una frase
diventata celebre:

> “Ho deciso: non sono il tipo da scalata ostile.” — Steve Jobs (traduzione redazionale)

### Cosa sarebbe successo

Quel che sarebbe successo se la scalata fosse andata in porto è uno degli esercizi
di storia controfattuale più interessanti della tecnologia. Con Ellison proprietario
e Oracle al centro, la nuova Apple avrebbe probabilmente puntato tutto sul network
computer: terminali economici, software in rete, servizi Oracle. L’hardware del 
Mac sarebbe diventato un accessorio di una rete pensata da altri.

È probabile che non ci sarebbero stati né l’iMac né l’iPhone: il cuore della strategia
sarebbe stato il terminale, non il computer personale. Il fatto che sia stato proprio
Jobs, l’uomo che più di ogni altro aveva bisogno di quel ritorno, a fermare l’operazione
dice molto sulla sua visione: lui non credeva ai thin client, credeva a computer
potenti e completi, capaci di fare tutto da soli. La storia di quella visione è 
raccontata anche nell’articolo dedicato alla [leadership di Jobs](https://www.melamorsicata.it/2026/08/16/steve-jobs-leadership),
così come il filone NeXT e dei suoi [clienti segreti](https://www.melamorsicata.it/2026/08/09/clienti-segreti-steve-jobs)
si intreccia con questi anni: il libro Steve Jobs: l’esilio di Geoffrey Cain ricostruisce
il periodo con documenti e testimonianze dirette.

![Apple Bandai Pippin, console che doveva diventare il Mac NC](https://www.melamorsicata.
it/wp-content/uploads/2026/08/ctx_pippin-1024x559.jpg "Il giorno in cui i computer
stavano per trasformarsi in Network Computer 3")

L’Apple Bandai Pippin, la console con licenza Apple del 1996

## Perché il Network Computer perse

La sconfitta del network computer non fu un colpo di sfortuna, ma il concorso di
quattro fattori che oggi sembrano scontati:

 * **La rete era troppo lenta.** Nel 1996 la connessione tipica di casa è un modem
   a 28,8 kbit/s: scaricare applicazioni eseguibili dalla rete è impraticabile. 
   Il web stesso non diventa mainstream prima del 1998.
 * **I PC crollarono di prezzo.** I computer completi scesero sotto i 1.000 dollari
   in pochi anni, annullando il vantaggio economico dei terminali.
 * **Il software NC era immaturo e chiuso.** Le applicazioni disponibili erano poche,
   proprietarie e legate ai server Oracle, in un’epoca in cui gli standard aperti
   cominciavano a contare.
 * **Microsoft rispose.** Con il NetPC, Microsoft creò uno standard concorrente 
   che di fatto neutralizzò l’alternativa, mentre il WebTV, acquistato da Microsoft,
   conquistò il mercato consumer che Oracle voleva.

Il network computer finì per essere usato come il terminale stupido che doveva sostituire:
le macchine superstiti vennero avviate in rete con versioni minimali di Unix e impiegate
come X terminal. Sun continuò con la JavaStation, il terminale a forma di scultura
della Sun, la JavaStation, e con la linea Sun Ray, ma il mercato non decollò mai.
Nel 2000 Ellison ci riprovò con il New Internet Computer, un terminale Linux da 
199 dollari: anche quella volta finì nel nulla, come racconta [Tedium](https://tedium.co/2018/04/12/larry-ellison-network-computer-history).

## Quello che il Network Computer ha lasciato

La storia non finisce con il fallimento. Il network computer ha lasciato tre eredità
concrete. La prima è Java: Sun lo aveva reso pubblico già nel 1995, e il network
computer lo scelse come collante per far girare le stesse applicazioni su macchine
diverse. Java è sopravvissuto al network computer ed è diventato la spina dorsale
di gran parte del software enterprise. La seconda è il thin client come categoria:
la Sun Ray, i terminali Citrix e oggi i Chromebook sono i discendenti diretti di
quella idea. La terza è il cloud computing.

Su quest’ultimo punto c’è una tesi precisa, avanzata da Wired nel 2009: il fallimento
del network computer portò direttamente al cloud. Il collegamento passa da Eric 
Schmidt, all’epoca CTO di Sun e sostenitore del progetto, diventato poi amministratore
delegato di Google, l’azienda che con ChromeOS e Google Docs ha realizzato in modo
vincente la visione di Ellison: un computer che non ha bisogno di essere un computer,
perché tutto vive in rete. Il parallelismo con la storia della [Connection Machine](https://www.melamorsicata.it/2026/08/08/connection-machine-il-supercomputer-che-ispir-steve-jobs),
il supercomputer che ispirò Jobs e che è stato raccontato su questo blog, mostra
come le idee che sembrano morte tornino sotto altre forme.

Anche Apple, per la sua parte, eredita qualcosa: il Mac NC annunciato nel 1997 venne
smentito da Jobs in pubblico e il prototipo non fu mai mostrato. Del progetto restarono
l’idea di una macchina semplice e sempre in rete, poi ricalibrata nell’iMac, e l’architettura
diskless che tornò come NetBoot.

## La lezione: la tecnologia giusta al momento sbagliato

La storia del network computer insegna che il successo di una tecnologia non dipende
solo dalla bontà dell’idea, **ma dal momento in cui arriva e dall’ecosistema che
la circonda**. L’idea di Ellison era corretta: i computer sarebbero diventati terminali
di una rete globale, e oggi è esattamente così. Ma nel 1996 mancavano i presupposti:
la banda larga, il web maturo, gli standard aperti e un prezzo dei PC abbastanza
alto da rendere conveniente l’alternativa.

La tecnologia vince quando arriva al momento giusto, con l’ecosistema pronto e un
mondo che la aspetta. Ellison ebbe l’idea, ma arrivò troppo presto, e il suo piano
si fermò davanti a una frase di Steve Jobs. Trent’anni dopo, la visione è ovunque:
si chiama _cloud_, e nessuno lo chiama più così.

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