Nel luglio 2008 il primo iPhone venduto in Italia, il 3G, costava 499 euro. Diciotto anni dopo, un iPhone 18 Pro ne costa 1.489. In mezzo c’è la storia di come il telefono più famoso del mondo ha triplicato il suo prezzo di punta — o almeno così sembra, perché i prezzi iPhone vanno letti con gli occhiali giusti.

Tolto di mezzo l’effetto dell’inflazione e confrontato con quello che gli italiani guadagnano davvero, il conto cambia: l’aumento c’è ed è consistente, ma è circa la metà di quello che suggerisce il cartellino. Quello che è davvero cambiato è il soffitto: Apple ha smesso di vendere un telefono e ha iniziato a venderne tre, a tre prezzi diversi.

Per capirlo abbiamo ricostruito tutti i prezzi di lancio italiani dal 2008 a oggi, li abbiamo rivalutati con l’indice ISTAT dei prezzi al consumo e li abbiamo divisi per lo stipendio medio calcolato dall’INPS. Il risultato sta nei grafici qui sotto — e in qualche sorpresa.



Diciotto anni di listini

La curva dei prezzi nominali racconta tre epoche. La prima è quella degli operatori: nel 2008 e 2009 l’iPhone in Italia lo vendevano TIM e Vodafone, non Apple, e il 3G partiva da 499 euro mentre il 3GS saliva a 619. La seconda è l’era del prezzo fermo: dal 2012 al 2014 — iPhone 5, 5s e 6 — il listino restò inchiodato a 729 euro, e già allora si parlava di prezzi folli: nel 2011 Melamorsicata titolava che in Italia si vendevano gli iPhone 4S più cari del mondo.

Grafico dei prezzi iPhone in Italia dal 2008 al 2026, valori nominali
Prezzi di lancio ufficiali in Italia, IVA inclusa. Elaborazione Melamorsicata su listini Apple e operatori.

La terza epoca comincia nel 2017 con l’iPhone X: 1.189 euro, la prima volta sopra i mille. Da lì Apple non è più tornata indietro — anzi, ha sdoppiato la gamma. Il prezzo Pro restò congelato a 1.189 euro per cinque anni, poi arrivò il picco del 2022: 1.029 euro per il 14 e 1.339 per il 14 Pro, l’anno dell’inflazione all’8,1% e dell’euro debole. Nel 2023 Apple fece marcia indietro di 50-100 euro e il modello base restò fermo a 979 euro fino al 2025.

AnnoModelloPrezzo di lancioIn euro 2026Mensilità lorde
2009iPhone 3GS619 €852 €0,37
2014iPhone 6729 €921 €0,41
2019iPhone 11839 €1.028 €0,46
2024iPhone 16979 €1.023 €0,48
2026iPhone 18 Pro1.489 €1.489 €0,73*

Mensilità lorde di stipendio medio INPS necessarie per l’acquisto. Per il 2026, rapportate alla retribuzione media 2024, ultimo dato disponibile.

Il 2026 è l’anno della rottura: per la prima volta non esiste un iPhone base. Apple ha rinviato 18, 18e e Air 2 alla primavera 2027, e in autunno ha lanciato solo il 18 Pro da 1.489 euro e il pieghevole Duo da 2.369. Chi oggi vuole un iPhone nuovo sotto i mille euro deve guardare alla generazione precedente — che intanto è stata ritoccata al rialzo: dopo il lancio, l’iPhone 17 è passato da 979 a 1.129 euro.

Tolta l’inflazione, l’aumento si dimezza

Il trucco per leggere il grafico precedente è ricordare che l’euro del 2008 non è l’euro del 2026. Tra le due date l’indice ISTAT dei prezzi al consumo è salito di circa il 38,7%: quei 499 euro del 3G equivalgono a 692 euro di oggi.

Grafico dei prezzi iPhone in Italia dal 2008 al 2026 rivalutati all'inflazione
Stessi prezzi rivalutati con l’indice ISTAT dei prezzi al consumo (euro 2026). Elaborazione Melamorsicata.

Rivalutati tutti i listini in euro 2026, il modello base passa da 692 a 1.007 euro: +45% reale contro +96% nominale. L’aumento resta importante — quasi la metà in più — ma non è il raddoppio che il cartellino suggerisce. La linea Pro racconta un’altra storia: in termini reali il picco non è di oggi, ma del 2022, quando il 14 Pro valeva 1.493 euro di oggi, più dell’iPhone X del 2017 (1.484) e del 18 Pro attuale.

Una nota di metodo: il dato 2026 dell’inflazione è provvisorio — il 2,9% è il valore acquisito ad agosto, non la media annua definitiva — quindi l’ultimo punto della curva va letto con un margine di cautela.

Quante mensilità servono per comprarlo

Il confronto che conta davvero, però, è con lo stipendio. Abbiamo diviso ogni prezzo per la retribuzione media annua lorda dei dipendenti privati calcolata dall’INPS: nel 2009 per un 3GS servivano 0,37 mensilità, nel 2024 per un iPhone 16 ne servono 0,48. Mezza mensilità lorda, in sostanza: più di allora, ma non un’enormità.

Grafico delle mensilità di stipendio medio necessarie per acquistare un iPhone, 2009-2026
Mensilità lorde di retribuzione media INPS necessarie per l’acquisto. Elaborazione Melamorsicata.

La linea Pro è ancora più interessante: nel 2017 l’iPhone X costava 0,66 mensilità, nel 2024 il 16 Pro ne costa 0,61. In rapporto allo stipendio, il top di gamma oggi pesa meno che all’esordio — perché nel frattempo i salari nominali sono cresciuti più dei listini Pro.

Come sono calcolati i numeri

La retribuzione media INPS è lorda e include part-time, stagionali e rapporti discontinui: non è la busta paga di un full-time, ma è la serie omogenea più lunga disponibile. Mancano il 2008 e il 2012 — per questo la curva parte dal 3GS del 2009 — e l’ultimo dato solido è il 2024: il confronto col 18 Pro usa quindi lo stipendio del 2024, ed è dichiarato nel grafico.

Perché i prezzi sono saliti davvero

Dietro la curva ci sono quattro spinte, e solo una è l’inflazione.

  • L’hardware è un altro pianeta. Si è passati da un display LCD da 3,5 pollici a OLED da 6,9 pollici con ProMotion, dal guscio in plastica al titanio, da una fotocamera a tre, e la memoria base è cresciuta da 8 a 256 GB. Ogni generazione ha aggiunto costo reale di componenti.
  • La strategia della scala. Dal 2017 Apple non vende più un iPhone: vende una scala — base, Pro, e ora il pieghevole Duo. Il tetto è salito a 2.369 euro, ma il gradino d’ingresso è rimasto sotto i mille fino al 2025.
  • Gli shock delle componenti. Il picco del 2022 coincise con l’inflazione all’8,1% rilevata dall’ISTAT; quello del 2026 con la crisi delle memorie, i cui costi — secondo IDC — sono aumentati di oltre il 300% su base annua.
  • Il cambio euro-dollaro. Apple fissa i listini in dollari e li converte: quando l’euro si indebolisce, l’Italia paga di più. Il 2022, con l’euro ai minimi, ne è l’esempio perfetto.

I costi delle memorie sono aumentati di oltre il 300% su base annua. — IDC, via RocketNews

Cosa cambia per chi compra

I numeri suggeriscono alcune conclusioni pratiche:

  • Il modello base costa in termini reali il 45% in più del 3G, ma dura molto di più: supporto software di anni e batterie che reggono. Spalmato sulla vita del telefono, il costo annuo è probabilmente sceso.
  • Il salto psicologico dei mille euro è ormai la normalità per la fascia Pro — e il 2026 lo ha reso obbligatorio, visto che sotto quella soglia non c’è più un modello nuovo.
  • La mossa razionale resta comprare la generazione precedente: ma occhio, perché Apple ha iniziato a ritoccare anche quei prezzi dopo il lancio.
  • E il mercato dell’usato ricondizionato segue a ruota: quando il nuovo sale, sale anche lui.

La riflessione: il telefono è diventato un bene durevole

C’è un’ultima cosa che i grafici dicono senza scriverla. Nel 2008 l’iPhone era un gadget da cambiare ogni anno; oggi è un bene durevole che si tiene tre, quattro, cinque anni. Apple lo sa, e per questo ha smesso di alzare il prezzo del singolo modello per alzare invece il numero di modelli tra cui scegliere.

Diciotto anni dopo, la domanda interessante è quale gradino della scala serve davvero. Il 3G da 499 euro e il Duo da 2.369 non sono lo stesso prodotto diventato più caro: sono due idee diverse di cosa debba essere un telefono.

Fonti e metodo: prezzi di lancio ufficiali Apple e degli operatori per il mercato italiano, IVA inclusa; inflazione dall’indice ISTAT dei prezzi al consumo (NIC); retribuzioni medie annue lorde INPS per i dipendenti privati non agricoli, via elaborazioni IRES. Il dato inflazione 2026 è provvisorio; i dati retributivi 2008 e 2012 non sono disponibili nella serie omogenea.

Lascia un commento

Cosa ne pensi?