Ecco una piccola carellata di rumors che riguardano il player di Apple.
Tutti si chiedono quali nuove mirabolanti sorprese ci riserva Zio Steve per l’iPod. Come farà a convincerci a comprare i nuovi modelli?
Immaginiamo un pò il percorso che abbiamo d’avanti.
Macsimum News avverte tutti che Apple ha presentato un brevetto per un nuovo accessorio. Il gadget sembra assomigliare a una web cam e, notando le foto del brevetto, si nota che servirebbe a far funzionare l’iPod in modo da effettuare videochiamate o, forse, per chattare con il video con una speciale edizione del programma iChat.
Il nuovo accessorio dovrebbe sfruttare una connessione wireless e sono mostrate anche le immagini di un cellulare che riceve il video del possessore dell’iPod.
Da Terry Gou, invece, amministratore delegato di Hon Hai, una dei contact che assemblano l’iPod, è stato rivelata la funzione “none-touch”, cioè non tocco. Per ora l’informazione appare completamente oscura, anche perchè qualcuno avanza l’ipotesi di un errore di traduzione dal cinese e che quella frase voleva indicare un sistema wireless.

Si sta alzando un grande polverone su questo caso. Dopo le denunce del giornale “Mail on Sunday” dello sfruttamento di Apple dei lavoratori cinesi per la produzione dei suoi computer, oltre all’indignazione di alcuni, a Cupertino gridano al tradimento del contratto dei fornitori che stabilisce l’osservanza di alcune norme di tutela dei lavoratori e di sicurezza ambientale.
Mentre Apple inizia a stabilire un’inchiesta interna per sapere se e dove il problema esiste, dalla società Foxconn, che gestisce la cosiddetta “Città dell’iPod”, arrivano le smentite ufficiali. I lavoratori cinesi sarebbero trattati secondo le leggi cinesi sui lavoratori. Lo stipendio mensile non sarebbe di circa 40 dollari, ma di 100 dollari al mese, in quanto la regione dove producono è in una zona disagiata e quindi supportata da agevolazioni statali, in oltre, aggiungono di possedere camerate sicure e ben equipaggiate con lavanderie gratuite, impianti sportivi, biblioteche e altre strutture di supporto.
La smentita di Foxconn, però, sembrerebbe contenere alcune imprecisioni, come l’indicazione di strutture e fabbricati inesisteni in alcune città cinesi.

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