Steve Ballmer è da considerare un pò come l’Alvaro Vitali del mondo Hi-Tech. Un ometto in sovrappeso, calvo, che dice e fa cose stupide, tipo “Linux è il cancro”, “I miei figli non useranno mai iPod e Google”, “Siamo la società che innova più al mondo” e altre cose del genere. Lo ricorderete sicuramente in una sua favolosa performance durante l’assemblea degli azionisti, probabilmente spinto dal pensiero dei milioni di dollari di stipendio che Microsoft gli passa.
L’unica azione azzeccatissima fatta da Ballmer è diventare amico di Bill Gates agli esordi di Microsoft. Sarà per questa influente amicizia che ora è presidente della società.
In ogni modo, il nostro mitico fantozziano ieri ci ha rallegrati un pò tutti. Durante un’intervista di un giornalista, alla domanda di cosa ne pensasse dell’iPhone, ha sfoggiato una bellissima risata falsa e ha dichiarato: “500 dollari per un telefono? Ma è il telefono più caro del mondo. Con Motorola vendiamo milioni di telefoni all’anno e loro vendono 0 telefoni“.
Bhè a parte che l’iPhone non è ancora in vendita, ma ora sappiamo anche perchè il software dei Motorola sia così instabile.
Ieri, giornata post diffusione dei dati fiscali dell’ultimo trimestre del 2006, la società ha visto perdere poco più del 6% in borsa. Attualmente le azioni sono al di sotto dei 90 dollari.
Anche se Apple ha mostrato dati più che confortanti, perchè ciò è avvenuto? I fattori principali sono due. Il primo si riferisce al risultato della vendita dei computer al di sotto delle previsioni effettuate dagli analisti. L’altro fattore è sempre collegato alle stime effettuate sulla società. E’ stato previsto un calo di vendite per il primo trimestre, fenomeno che avviene patologicamente ogni anno.
Nelle public company, modalità di società di cui Apple fa parte, l’ultimo trimestre fiscale è abbastanza generoso in termini di prestazioni rispetto gli altri trimestri, questo perchè il management della società deve dimostrare di saper remunerare a dovere le azioni con uno sviluppo consistente di utile di esercizio, così si tende a manovrare un pò di fattori per far si che gli azionisti ne rimangono contenti. In questo modo è inevitabile che il trimestre successivo, impoverito da quello precedente, ne risulti meno performante.
Allora che fare? Vendere le azioni? No, tutt’altro, acquistare. Se il prezzo cala si riesce ad acquistarne di più con il medesimo capitale.

Buone notizie per coloro fossero stati assaliti dal dubbio: la versione di Os X ottimizzata per l’iPhone che versione è? La risposta ci giunge da Andy Ihnatko del Chicago Sun-Times che ha utilizzato il futuro telefono di Apple per circa 45 minuti.
La versione del sistema operativo è Leopard.
Il giornalista scioglie anche altri dubbi. Ad esempio afferma che la tastiera è comodissima da usare. I primi 15 minuti sono un pò di rodaggio, ma presto si impara a scrivere con una velocità nettamente superiore a quella necessaria con gli altri telefoni, grazie anche ai tasti molto larghi. Lo schermo è definito e luminoso e gli è stato assicurato che il browser interno supporterà gli stessi plug-in che supporta attualmente Safari.
Per quanto riguarda la questione “software di terzi”, gli è stato detto che la società sta preparando un sistema di certificazione per i programmi esterni. Non c’è intenzione di bloccare lo sviluppo di altre applicazione, anzi, l’unico problema è assicurare al cliente un metodo semplice per reperire programmi scritti bene.
Intanto rumors giungono per Leopard per i computer. La commercializzazione dovrebbe avvenire tra aprile e maggio. A confermare l’indiscrezione c’è il corso di certificazione ufficiale a Leopard che inizierà il 13 giugno e, per tale data, il nuovo sistema operativo dovrà essere per forza in commercio.

Ci sono due notizie, la classica buona e l’altrettanto cattiva. Iniziamo con il boccone amaro, l’aggiornamento per il wi-fi 802.11n, di cui parlavamo qualche giorno fa, sarà veramente a pagamento per colpa della legge Sarbanes-Oxley Act. La buona notizia è che non sarà scaricabile al prezzo di 4,99 dollari ma 1,99 dollari.
La conferma è apparsa su News.com. Purtroppo non si sa ancora se tale legge verrà estesa al di fuori dei confini americani.
Sarà che le vacche grasse pascolano nel prato del campus di Cupertino, ma il prezzo di 1,99 dollari è più che abbordabile rispetto quello voluto dalle indiscrezioni di qualche giorno fa.

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