Dopo la conferenza stampa di ieri si sta assistendo a un po’ di malumore dopo la dichiarazione di Steve Jobs in riguardo l’aggiornamento 2.0 del firmware per iPod Touch. Il CEO della Mela ha annunciato che i possessori del player dovranno pagare l’aggiornamento se lo vogliono, ma perchè?

A quanto pare il motivo non risiede nell’opulenza della società. Apple non vuole vendere aggiornamenti a pagamento per lucrare, ma il tutto è per rispettare una legge americana. Sto parlando del Sarbanes-Oxley Act (SOX) emanata nel 2002 a seguito di alcuni scandali finanziari che colpirono società come Enron e WorldCom. Dopo quei crack finanziari, infatti, il legislatore americano ritenne che bisognava aumentare la trasparenza e il rigore nei movimenti contabili delle società. Ma cosa c’entra questo con gli aggiornamenti?

Quando una società lancia sul mercato un prodotto stabilisce le caratteristiche tecniche e, a monte di tutto questo, ha sostenuto costi fissi e variabili che ha contabilizzato. A tutto ciò si aggiungono un’altra serie di calcoli che porteranno, alla fine dell’esercizio, alla formazione della base imponibile su cui sarà calcolata l’imposta da versare all’Erario. Quindi alla fine dell’anno contabile si effettuano calcoli e si dichiarano.

La legge SOX prevede che una società non può vendere un prodotto con determinate caratteristiche e poi modificarle in seguito senza lanciare un nuovo modello che le identifichi, poichè ciò creerebbe una distorsione nell’attribuzione dei costi già contabilizzati in vista degli ulteriori profitti prodotti. In altre parole i nuovi aggiornamenti richiedono altri costi (ricerca, creazione dell’aggiornamento, lancio…) per aumentare le caratteristiche di un prodotto già esistente, tale operazione aumenta la propensione del cliente all’acquisto, ma siccome i costi per la creazione del prodotto erano già stati attribuiti in passato, quelli nuovi di aggiornamento diventano, per la legge, nascosti e quindi in un certo senso evasi.

Questo si traduce nell’obbligo di Apple di dover applicare un prezzo, anche se simbolico, all’aggiornamento per giustificare i costi che si sono sostenuti per produrlo. Allora perchè per l’iPhone non si applica questo sistema? In realtà è valido anche per l’iPhone, ma a differenza dell’iPod, non è ancora passato il periodo di esercizio per la contabilizzazione dei costi, quindi per adesso ne resta escluso.

Da tutto questo si comprende il motivo del prezzo dell’aggiornamento per utilizzare il protocollo WiFi 802.11n sui MacBook poichè al lancio non figurava nelle caratteristiche tecniche; si comprende il pagamento di 17,99 € (per me tutt’altro che simbolici) per avere le applicazioni nell’iPod Touch e della gratuità per i nuovi clienti poichè, a differenza del passato, ora la nuova caratteristica appare nel sito ed è dichiarata; si comprende perchè gli aggiornamenti di iTunes, anche se apportano nuove caratteristiche, non si pagano perchè iTunes è distribuito gratis; si comprende anche perchè iPod Video 5.5G è in realtà il 5G con un aggiornamento software significativo che ha obbligato a chiamarlo 5.5G.

portafogli Apple

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