CodeWeavers è un programma che permette di utilizzare alcuni giochi o programmi per Windows direttamente da Os X o da Linux. Sviluppato con Wine, è giunto alla versione 7.1 apportando stabilità e numerose novità.
I suoi sviluppatori scommisero di rendere l’applicazione gratuita per un giorno, contro i 37 € richiesti per la licenza, se il gasolio negli USA fosse sceso sotto i 2,79 $ al gallone. Detto fatto: il sito è già bersagliato di richieste. Se volete anche voi la vostra licenza omaggio recatevi nell’apposita pagina e ricordate che il tempo per farlo è molto limitato.
[grazie Cristian per la segnalazione]
Continuano ad arrivare le novità del firmware 2.2 per iPhone e iPod Touch che sarà rilasciato, molto probabilmente, il prossimo mese. In questo momento gli sviluppatori stanno lavorando alla seconda beta del sistema operativo. Tra le novità scoperte questo turno c’è la possibilità di mandare via email la propria posizione da Google Maps in modo da essere rintracciati facilmente, la funzione di download dei posdcast direttamente dal dispositivo e un pop-up che appare quando eliminiamo un’applicazione che ci chiede di esprimere un giudizio da 1 a 5 stelline.
Vi ricordo che in precedenza è stato scoperto:
Speriamo di vedere presto tutto questo nei nostri iPhone.
Qualche tempo fa vi parlai di Heart Monitor, un programma che permette di usare l’iPhone come uno stetoscopio per sentire i battiti del cuore. Quel programma è a pagamento, ma ora arriva un’alternativa gratuita e si chiama iStethoscope.
Compatibile esclusivamente con il telefono della Mela e non con l’iPod Touch, funziona abbastanza bene sfruttando il microfono integrato del dispositivo e le cuffie. Volendo si può attivare anche la modalità “clear sound” per sentire i piccoli suoni attorno a noi.
Vi consiglio vivamente di utilizzarlo in ambienti silenziosi e di non parlare ad alta voce durante l’uso poichè tutti i rumori saranno amplificati e rischierete problemi all’udito. Pesa 100 KB e si può scaricare gratuitamente dall’App Store.
Lo credevate morto? Niente affatto, il dott Mela è più vivo che mai anche se corre a destra e a manca verso convegni su isole caraibiche. Tra un mojito e interessanti convention di 10 minuti, riesco a fargli leggere l’email di oggi mandata da Casymiro:
“Emerito dott Mela,
ti scrivo per informarti che ho un MacBook di generazione precedente, quello con il case di plastica per intenderci. Ora tra alluminio, LED, nuovo case e altro avrei fatto un pensierino nel comprarlo.
Sono un po’ confuso perchè non sono sicuro se faccio bene a passare al nuovo modello. Secondo te ha senso? Grazie mille e a presto“.
Ciao Casymiro,
grazie per l’emerito. Hai dato cibo fresco ai miei colleghi per prendermi in giro per i prossimi giorni, ma torniamo a noi. C’era una volta un mio amico con una bici bianca che percorreva 20 km tutti i giorni, poi un giorno ne comprò una da corsa percorrendo lo stesso chilometraggio. Alla mia domanda sui motivi del nuovo acquisto mi rispose semplicemente: “bhè ma questa è da corsa”.
Il mio amico negli anni cambiò ancora altre volte la sua bici, ma resta in sospeso ancora una domanda: possibile che non si sia accorto di percorrere sempre gli stessi 20 km? Il senso di questa storia mi ha fatto pensare sul fatto che molti, anzichè soffermarsi sugli obiettivi, perdono risorse pensando ai mezzi per raggiungerli. Quindi ti pongo la stessa domanda: ti serve per fare le stesse cose che fai adesso oppure vuoi maggior potenza in vista di lavori più complessi? Rispondi a questa domanda e avrai la mia risposta al tuo quesito.
Dopo avervi riportato la recensione del MacBook fatta da Walt Mossberg, una delle sue collaboratrici mi ha scritto per informarmi che è stato recensito, recentemente, anche il MacBook Pro. A differenza del fratello minore, ritenuto il miglior portatile sviluppato da Apple, il MacBook Pro non sembra splendere più di tanto.
Secondo Mossberg, anche se il prezzo è rimasto invariato, non si sono fatti molti passi in avanti, anzi, in alcune cose i passi sono stati effettuati all’indietro. Come per le dimensioni che risultano del 4% più grandi, nonostante sia stato utilizzato l’alluminio e lo schermo LED come il suo predecessore. Il trackpad multi-touch, tra l’altro, anche se si è evoluto è più o meno quello utilizzato in precedenza.
Brutte notizie per i consumi. Se si utilizza la scheda grafica accessoria si potrà beneficiare di 4 ore di utilizzo, mentre con la configurazione standard 5 ore. Il giornalista del Wall Street Journal non ha effettuato una prova su strada, ma leggendo i pareri di MacWorld si capisce chiaramente che la resa è inferiore rispetto alla generazione precedente. Altro piccolo passo indietro è per lo schermo, ora disponibile solo lucido.
Mossberg conclude suggerendo di passare al nuovo MacBook Pro se si vogliono performance maggiori del MacBook o se si vuole abbandonare il mondo Windows. Per chi possiede già un MacBook Pro, invece, il passaggio sarebbe del tutto inutile.
[via allthingsd]
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