Chi si aspettava la fine dei rumors riguardanti l’iPhone Nano dovrebbe ricredersi, perchè le voci di corridoio continuano nonostante il Macworld sia finito. Ora le indiscrezioni ci giungono direttamente dalla Cina dove due produttori, Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) e United Microelectronics Corporation (UMC), starebbero fornendo i componenti per la costruzione di un iPhone per la fascia economica del mercato.
Il telefono dovrebbe essere prodotto da marzo per il lancio a giugno, mese che coincide con il secondo compleanno dell’iPhone. Sarà questa la strategia di Apple? Non lanciare un iPhone di terza edizione ma un iPhone economico come accadde con la distinzione dell’iPod dall’iPod Nano? Staremo a vedere.
[via unwiredview]
L’immagine non è proprio quella di Steve Jobs con un carrello per la spesa pieno di dollari che si aggira tra le fabbriche di LG, ma ci va molto vicina. Da Cupertino, infatti, è partito un contratto che permette alla Mela di richiedere milioni di componenti per un valore di ben 500 milioni di dollari.
La casa coreana fornirà principalmente display per computer, ma anche componenti per iPhone e iPod Touch. Il contratto avrà valore di 5 anni, indicando che la Mela ha progetti a lungo termine. Chissà cosa bolle in pentola.
[via Google News]
Molti di voi conosceranno il servizio di Blip.fm. Si tratta di un sito che permette di creare le proprie playlist on line cercando nel suo archivio che conta milioni di brani. Il tutto è legale perchè i brani si ascoltano in streaming e non posso essere scaricati.
Se un tempo tutto questo era gestibile dal computer, ora potrete farlo direttamente tramite il vostro iPhone o iPod Touch mediante il programma Boombox. Con una grafica in stile anni ’80, Boombox permette di cercare i brani e di inserirli in una propria playlist. Al momento il servizio funziona solo sotto copertura WiFi, ma una volta avviato il brano potrete anche mandare in sleep il dispositivo per ascoltare la vostra musica.
L’applicazione è gratuita e ha un peso di 1,1 MB.
Ecco un’altra data da cerchiare con il pennarello nei vostri calendari, si tratta del 21 gennaio. Tra due mercoledì, infatti, alle ore 23 italiane, Apple diffonderà i dati sul primo trimestre fiscale dell’anno. Una conferenza in diretta da Cupertino farà luce sulle vendite degli ultimi tre mesi.
Sarà andata bene la campagna natalizia della Mela? Avrà subito rallentamenti per via della cirsi finanziaria USA? Non ci resta che attendere il 21 gennaio per saperlo.
Vi ho già parlato del Palm Pre (pronunciato Prii), il nuovo dispositivo di Palm nato per concorrere contro l’iPhone di Apple, ma ho scoperto un filo logico tra i due terminali leggendo la storia che ha portato alla nascita del Pre. Innanzitutto il telefono della Mela e quello di Palm sono legati da alcune persone, in primis c’è Jon Rubinstein, l’ex responsabile all’hardware dell’iPod, e Bono Vox degli U2, un tempo grande amico di Jobs ma ora grande finanziatore di Palm.
14 aprile 2006. Questa data non dirà nulla a molti di voi, ma Jon Rubinstein la ricorda bene. E’ il giorno in cui abbandonò Apple. Perchè lo fece? Probabilmente non lo sapremo mai, ma potrebbe essere legato allo sviluppo dell’iPhone lanciato poco meno di 1 anno dopo. Jon, che aveva svolto un ruolo cruciale per l’iPod, era in disaccordo con le scelte fatte per l’iPhone? Voleva una tastiera fisica, una fotocamera con flash, GPS evoluto e altro? E’ molto probabile.
Si dice che Jon fosse in spiaggia in Messico, nazione in cui si trasferì dopo l’abbandono in Apple, quando Ed Colligan, CEO di Palm, lo andò a trovare. Cosa gli disse Ed per convincerlo a collaborare al suo progetto? Probabilmente gli raccontò dei gravi problemi finanziari in cui versava la società, la necessità di aiutarlo nell’ultimo sforzo per riportarla in auge…un momento, tutto questo non vi ricorda nulla? Jon aveva già sentito questa trama, fu il 1996 quando Apple era nell’esatta situazione di Palm, cioè sull’orlo della bancarotta. E cosa la salvò? Ma si, la salvò l’iPod!
Ecco allora i nostri collegamenti: Jon Rubinstein, una società da salvare, il desiderio di riscatto, un progetto ambizioso e carta bianca per agire come meglio voleva. Il risultato è il Palm Pre che, sotto un certo punto di vista, possiamo definire l’iPhone che avremmo voluto vedere durante la presentazione del gennaio del 2007: tastiera fisica QWERTY, dimensioni accettabili, touch screen, multi-touch (eh si non so come, ma ha anche il gesto a pinza), MMS, copia e incolla, fotocamera da 3 Megapixel e flash, interfaccia grafica pulita e basata sul linguaggio web, caricabatteria senza fili e altri accorgimenti. Per me il Palm Pre è il vero concorrente dell’iPhone. Il telefono che doveva essere, ma che Jon Rubinstein non ha mai avuto da Apple.
Commenti recenti