A quanto pare Apple sarebbe intenzionata a mandare in pensione i pulsanti del volume. Lo rivela un brevetto venuto alla luce lo scorso martedì. Il brevetto presenta un sensore del suono da applicare nei computer e nell’iPhone per regolare il volume in base al rumore dell’ambiente in cui ci troviamo. In prativa l’audio si abbasserà o alzerà automaticamente in base alla quantità di rumore che ci circonda, in modo da essere sempre udibile. Lo stesso sistema si può applicare alle suonerie dei cellulari.
La Mela, però, ha anche presentato un secondo brevetto che mostra l’ingresso jack da 3,5mm per le cuffie capace di autopulirsi. Inserendo il jack nel dispositivo, infatti, l’aria spinta dal suo ingresso sarà espulsa dal basso in modo da eliminare le particelle depositate al suo interno.
[via AppleInsider]
Vi siete mai chiesti come sia l’ufficio di Jonathan Ive? Qualcuno potrebbe immaginarlo come una suntuosa stanza piena di computer posta ai piani alti, ma in realtà Jonathan lavora nel seminterrato, in un ambiente pieno di macchinari che fabbricano i prototipi disegnati in appositi computer.
La foto che lo vede sul luogo di lavoro è stata scattata Gary Hustwit durante la lavorazione del suo documentario Objectified che tratta di disegno industriale. Gary ha definito l’ufficio di Ive come una specie di “fabbrica del cioccolato” di Willy Wonka, dove i desideri diventano realtà.
[via AppleInsider]
Avete presente quando per chiamare un amico lontano raccogliete a cono le mani alla bocca per amplificarne il suono? SoundClip utilizza lo stesso principio e si utilizza con gli iPhone 3G. Applicando questa piccola clip sotto il case del cellulare, infatti, l’audio aumenterà di 10 dB con una frequenza che va dai 6 ai 20 kHz.
Piccolo e poco ingombrante, può essere acquistato nel sito del produttore per 7,95 $, circa 6 €.
[via OhGizmo]
Conoscete la lomografia? E’ un’arte fotografica che ho scoperto appena ieri. Nata negli anni ’80, è diventata un culto grazie alle macchinette fotografiche giocattolo in vendita in Russia, le famose Lomo che possiamo identificare, attualmente, con due modelli: Holga e Diana.
La lomografia permette di scattare foto vintage, molto amata dagli artisti e dai suoi cultori, circa mezzo milione nel mondo. La filosofia lomografica è simile a quella di Apple: pensa differente. Scatta foto in maniera differente e non pensare troppo prima di scattare, scatta e rendi i tuoi scatti unici.
Le macchine fotografiche Lomo costano poco rispetto quelle digitali, circa 30/40 €. Naturalmente non avrete il risultato dello scatto subito, poichè dovrete portare il rullino allo sviluppo. Un’attesa che abbiamo perso con il boom delle digitali. Se non volete spendere molti soldi e restare nel mondo della tecnologia, allora vi consiglio ToyCamera prodotta da Takayuki Fukatsu. Si tratta di un programma per iPhone che simula il vintage lomografico. All’interno si trovano numerosi effetti che si auto applicano alle foto scattate.
Il programma pesa 500 KB e ha un costo di 1,59 €. Molto meno della Lomo e dello sviluppo, ma altrettanto valido per rendere unici i vostri scatti.
Abbiamo già visto il Palm Pre, il nuovo dispositivo di Palm a cui sono state affidate le sorti delle società. Durante la sua presentazione Jon Rubinstein, capo del progetto, ci ha mostrato il multi-touch come nell’iPhone. Essendo il telefono della Mela coperto da centinaia di brevetti ci si chiede come sia possibile. I giornalisti curiosi, durante la presentazione dei dati fiscali dell’ultimo trimestre, hanno posto queste domande a Tim Cook.
Ci sono molti concorrenti dell’iPhone appena giunti nel mercato: Android, Palm Pre. Cosa ne pensate della sostenibilità della leadership nei confronti di questi concorrenti?
E’ difficile fare comparazioni con prodotti non presenti ancora nel mercato. L’iPhone ha registrato un grande gradimento tra i clienti. Il software è l’ingrediente chiave e crediamo di essere anni avanti i nostri concorrenti. Hanno la grandezza dello schermo differente, differenti metodi di input e hardware differente che rende le cose difficili agli sviluppatori. Noi vediamo l’iPhone come la migliore piattaforma software, molto differente da quella dei concorrenti. Non pensiamo alla concorrenza al momento, ma se altri sfrutteranno tecnologie coperte dai nostri brevetti, allora lo faremo.
Il dispositivo di Palm sembra emulare l’interfaccia dell’iPhone. E a questo a cui vi riferite?
Non vogliamo riferirci a una società in particolare, ma è un’affermazione in generale. Ci piace la competizione perchè ci spinge ad essere migliori, ma non staremo alle compagnie che infrangono la nostra proprietà intellettuale.
[via Engadget]
Ormai la polemica dura da qualche mese, da quando Apple ha dato il via libera ad ogni sorta di applicazione per iPhone e iPod Touch. Da allora non passa giorno senza vedere un’applicazione nuova che simula rutti e peti. Ma come mai questo boom di Ringtone App, cioè di applicazioni suoneria?
Ce lo spiega molto chiaramente High Gloss, uno sviluppatore ventiduenne che ha aiutato molte persone a creare le proprie applicazioni. In una pausa pranzo, spiega il ragazzo che ha usato uno pseudonimo, ha creato Sound Grenade, un programma che simula il lancio di una granata. In totale l’applicazione ha richiesto 20 minuti di lavoro tra grafica e le 10 righe di codice di cui è composta. Il risultato?
Il risultato sono stati 100.000 download in una sola giornata. Successo reso possibile, probabilmente, da fatto che si può scaricare gratuitamente. Se però volessimo prendere anche 1/5 dei download, vale a dire 20.000 e applicare il prezzo minimo, cioè 0,79 €, avremmo un’entrata lorda di 15.800 € per appena 20 minuti di lavoro.
Altro che medico, astronauta, avvocato o manager. A vostro figlio avviatelo verso il lavoro di sviluppatore per iPhone.
Il sistema operativo Os X è molto sicuro, soprattutto contro le minaccie esterne. Ma così come non è prudente dare le chiavi di casa ad un ladro, nello stesso tempo è poco prudente consegnare la password di amministrazione ad un trojan. Lo sanno bene gli oltre 20.000 utenti che nelle ultime ore hanno scaricato da un torrent un seriale per piratare iWork ’09.
Il file in questione, infatti, non conteneva il codice seriale del programma ma un file malevolo che richiede il codice di attivazione. Procedura improbabile per un comune file di testo. Una volta caduti nella trappola, un file si installa in /System/Library/StartupItems/iWorkServices per dare pieno controllo del vostro computer a un malintenzionato. Per risolvere il problema avete due strade: comprare una copia originale per appena 79 € e lasciare questa robaccia a chi vuole perdere i propri dati, oppure, una volta contagiati, agire nella seguente maniera:
I comandi devono essere eseguiti premendo invio. Molto più semplice comprare una copia originale.
[via Macrumors]
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