Sono certo che molti tra voi conosceranno il servizio Ustream che permette di mandare in streaming dal proprio computer, sfruttando microfono e webcam, qualsiasi tipo di trasmissione in diretta. Ideale per condividere lo streaming live di eventi, è utilizzato da molti poichè richiede poca banda e pochi strumenti.
Attualmente i video di Ustream non sono visibili sull’iPhone perchè utilizzano il flash, elemento che il browser della Mela non ha. La società, però, ha promesso che ben presto il servizio sarà ottimizzato. Non ci resta che attendere.
[via mystyle]
Come si chiamerà il prossimo iPhone? Come saprete la versione attuale è chiamata 3G, in onore del supporto alle reti di terza generazione, ma qualcuno potrebbe confonderlo con terza generazione del telefono. Un’interpretazione errata considerando che al momento solo due modelli di iPhone sono venuti al mondo.
Quindi come chiamarlo? iPhone 3° edizione? iPhone 3G Pro? Mistero. Qualcuno confida, però, nel nome iPhone 4G, in onore delle reti di quarta generazione. In realtà esiste già un chip che supporta il 4G ed è costruito da Infineon. Sarà presentato nel corso del prossimo Mobile World Congress e permette una velocità di download di ben 150 Mbps e in upload per 50 Mbps, vale a dire che il vostro cellulare sarà molto più veloce di qualsiasi ADSL di casa.
Non resta che attendere la diffusione del protocollo LTE, o Long Term Evolution, da parte degli operatori e sperare di vedere questo famoso iPhone 4G.
[grazie Alessandro per la segnalazione]
Trovo un po’ fastidioso l’accanimento contro Steve Jobs. Non mi riferisco solo al gioco delle toto-nomination alla successione come se fosse su un letto agonizzante, ma anche la caparbietà di alcune persone di voler sapere a tutti i costi cosa succede nella vita privata di un uomo. Dico questo perchè vi comunico che, sempre se non ci saranno risvolti particolarmente importanti, lasceremo in pace zio Steve per un po’.
Prima di questo silenzio stampa, però, vi comunico le ultime voci raccolte dal noto sito finanziaro Bloomberg. Secondo la testata, che avrebbe ascoltato i medici curanti del CEO, Steve Jobs ha danni al fegato causati dall’intervento al pancreas subito nel 2004 e la sua disfunzione nutritiva giungerebbe da quello. Un trapianto potrebbe risolvere il problema allungando al vita di zio Steve per almeno 20 anni se non di più.
Sperando guarisca presto e risolva tutti i suoi problemi, chiudo citando le sue parole dette ai giornalisti di Bloomberg che hanno anche avuto il coraggio di infastidirlo al telefono: “Perché non mi lasciate in pace? Perché tutto questo è così importante per voi?“.
[via Sole24Ore]
Sono passati appena 6 mesi dall’apertura dell’App Store, il negozio delle applicazioni per iPhone e iPod Touch, eppure la crescita è così vertiginosa da meravigliare Apple stessa. Mentre lo scorso mese eravamo a 300 milioni di download, ora, forse complici le spese natalizie, i programmi scaricati sono arrivati addirittura a 500 milioni, con 15.000 applicazioni disponibili.
Tra il mezzo miliardo di download non mancano le chicche: il 17% sono applicazioni scaricate il primo giorno di acquisto del telefono ma non ancora usate, 8% sono i download di Facebook, 6% quelli di Fieldrunners e, purtroppo 11% di applicazioni che simulano le puzze.
Il grafico lancia anche un campanello d’allarme: solo l’1% delle applicazioni scaricate sono state realmente utili all’utente.
[via Apple]
Ma come Apple registra il marchio Os X, cioè il nome del suo sistema operativo, solo ora? In realtà il deposito del marchio c’era già stato, ma per Mac Os X. La divisione è avvenuta poichè Os X non è solo un sistema operativo per computer, ma ora anche per iPhone e iPod, quindi è necessario tutelarlo contro qualcuno che potrebbe trarne vantaggio ingiustamente.
La registrazione è avvenuta in alcune città del sud est asiatico lo scorso novembre. Ricordiamo che nel 2007 ci fu un altro cambio di marchio, da Apple Computer a semplicemente Apple.
[via AppleInsider]
Come saprete la fotocamera dell’iPhone non ha componenti hardware tali da migliorare le foto, ma fortunatamente le applicazioni ci permettono di personalizzare gli scatti, come il programma QuadCamera.
Si tratta di un software che permette di scattare dalle 4 alle 8 foto consecutivamente per formare un’immagine unica, proprio come alcune macchine fotografiche professionali. Il tempo che passa tra uno scatto e l’altro può essere impostato da 0,25 fino a 3 secondi.
L’effetto è molto carino, con tanto di suono degli scatti durante la produzione della foto. QuadCamera pesa 1,5 MB e può essere comprato per 1,59 € dall’App Store.
Dopo aver intervistato Emanuele Fornaro di MyTv e don Padrini di iBreviary, abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Duncan Wilcox delle applicazioni Memento e Memento Xmas. Ecco cosa ci siamo detti.
Ciao Duncan, sei uno degli sviluppatori italiani di maggior successo nell’App Store. Parlaci un po’ di te. Chi è Duncan?
Nonostante il nome sono Fiorentino DOC. Mio padre arrivò a Firenze nel 1967 dopo l’alluvione, per fare restauro. Scrivo software da quando monopolizzavo il televisore di casa a 13 anni con il Commodore 64 e, dopo ho fatto un po’ di tutto, dai sistemi embedded fino alla programmazione web, ho contribuito tra gli altri a BeOS, a Firefox e a Webkit. Più di recente faccio il consulente e scrivo un po’ di software Cocoa.
Prima di sviluppare per l’App Store eri già uno sviluppatore per Mac?
Si, da qualche anno sto lavorando su una applicazione Mac (non rilasciata) e sono stato a 4 degli ultimi 5 WWDC. Sviluppare per iPhone mi è venuto naturale. Ritengo che l’aver adottato Cocoa su iPhone sia stato un vero e proprio regalo ai programmatori Mac, che sono riusciti a partire in tempi brevissimi con lo sviluppo di applicazioni iPhone.
La tua applicazione Memento, che permette di mandare e-card, ha avuto molto successo negli USA. Come lo spieghi questo fenomeno?
Ho inizialmente rilasciato Memento appena prima della festività del Thanksgiving, e poi rilasciato un aggiornamento appena in tempo per Natale, sicuramente due occasioni per scambiarsi auguri non solo negli USA. Credo che questo abbia contribuito alla diffusione iniziale.
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