L’iPhone, ma anche l’iPod Touch, contengono moltissimi dati sensibili. Quindi in caso di perdita, oltre al danno economico, rischiate di consegnare numerosi accessi ai vostri dati a dei perfetti sconosciuti.
Apple ha risolto questo problema tramite alcuni servizi integrati in MobileMe, ma sono servizi abbastanza costosi dal punto di vista economico e di consumo della batteria. Fortunatamente, però, nell’App Store è apparsa una soluzione più economica anche se meno efficace: FoundMe.
Tramite questo programma potrete agire su due fronti: sperando di riavere il vostro dispositivo tramite l’onestà di chi lo trova, oppure recuperarlo spronando chi lo trova a restituirlo. Nel primo caso il problema si risolve generando uno sfondo con i vostri contatti personali (email e numero di telefono). Nel secondo, invece, tramite la tecnologia push, sarà possibile far apparire in remoto un messaggio sullo schermo e ricevere, via email, la posizione approssimativa del dispositivo.
Non potendo modificare il firmware, FoundMe non funziona in background ma solo con la tecnologia push. Questo significa che sarà attivo anche se si cambia la SIM Card ma non quando il software viene cancellato manualmente.
Lo trovate nell’App Store con un peso di 2,2 MB e un costo di 1,59 €. Per una cifra del genere vale la pena averlo. Meglio una minima protezione che un’assenza totale di protezione.
Intanto se volete tentare la fortuna sono disponibili 3 codici redeem da estrarre per scaricare il programma gratuitamente. Lasciate un commento con la vostra decisione di partecipare, questa sera estrarrò i vincitori.
Aggiornamento: vincono i redeem Bioglp, Kyosuke Kasuga e Emanuele. I vincitori hanno già ricevuto il codice via email.
Sono mesi che si tenta di monetizzare YouTube. Si è iniziato con la pubblicità, ma presto potrebbero arrivare anche i film. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, presto Google potrebbe fare concorrenza ad Apple e al suo iTunes Store vendendo film tramite YouTube.
Il servizio si affiderebbe sempre allo streaming, a differenza dell’iTunes Store che permette di scaricare i video per riversarli in vari supporti, tra cui gli iPhone. Si vocifera anche un prezzo di vendita: 1,99 $, pari al prezzo sugli affitti dei film applicati da Apple. Speriamo di vedere anche l’Italia coinvolta nel progetto in caso di lancio del servizio.
[via AppleInsider]
Le regole sono uguali per tutti, almeno che il capo non decida diversamente. Sembra questo il messaggio dato da Apple dopo l’approvazione del programma Knocking Live Video.
Questo software permette di mandare in streaming un flusso video in tempo reale, quindi senza pre-caricamento su un server, da un iPhone verso un altro iPhone o iPod Touch. In teoria il programma non doveva essere accettato perchè fa uso di API non ancora disponibili negli strumenti di programmazione.
Per un motivo non precisato, però, Steve Jobs ha deciso di approvarla lo stesso. Probabilmente come gesto simbolico di apertura verso gli sviluppatori che ultimamente si lamentano molto della scarsa trasparenza delle regole presenti nell’App Store. Un gesto che potrebbe, a mio avviso, fomentare i malumori ancora di più. Perchè a quello sviluppatore si e agli altri no? Basta scrivere a Steve Jobs ogni volta per far ragionare Apple?
Intanto trovate Knocking Live Video gratuitamente nell’App Store. Il flusso di streaming funziona sotto reti 3G e WiFi. Al momento non permette la comunicazioni verso più persone e non integra l’audio. Gli sviluppatori assicurano che con un prossimo aggiornamento queste mancanze saranno colmate.
[via Arstechnica]
E’ da un po’ di tempo che si vocifera l’utilizzo dell’iPhone per effettuare micropagamenti. Ora il sistema esiste sul serio ed è stato creato da Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter. Il sistema si chiama Square e permette a ciascun esercente di far pagare con carta di credito i propri clienti fino a 60 $.
Il funzionamento è molto semplice: l’esercente si munirà di un iPhone (o iPod Touch), del programma Square e di un accessorio da collegare nel jack delle cuffie. Dopodichè basta inserire l’importo della transazione, strisciare la carta nell’accessorio, identificare l’utente mediante il suo account con foto, farlo firmare con le dita sullo schermo multi-touch e inserire la sua email per spedirgli la ricevuta del pagamento.
Al momento il servizio è in beta presso alcuni prescelti. In futuro potrebbe essere adottato in molti punti vendita. Segue un video con l’introduzione di Jack Dorsey e la dimostrazione del funzionamento dopo il continua.
Ricordate gli strumenti di sviluppo per la creazione degli album arricchiti di iTunes? Una voce di corridoio afferma che presto saranno integrati nella suite di iLife, molto probabilmente in iLife ’10. L’applicazione che vedrà l’integrazione di iTunes LP e iTunes Extra sarà iDVD con la quale potremmo creare album personali con foto, video, testo e altro.
iTunes LP, inoltre, diventerà compatibile con l’iPhone con le prossime versioni del firmware, in modo da consultare i contenuti multimediali degli album direttamente dai dispositivi mobili.
[via BRB]
E’ da oltre 2 anni, ormai, che Apple lotta legalmente contro i Mac cloni di Psystar. Recentemente abbiamo visto come il giudice abbia dato ragione alla Mela perchè installare Os X in computer non autorizzati significa infrangere i diritti di autore sul software.
Apple, però, vorrebbe velocizzare il processo e chiudere il caso con un accordo extragiudiziale. Secondo le ultime voci, infatti, la società avrebbe chiesto a Psystar di pagare un risarcimento danni e non vendere mai più computer con Os X. In questo modo Psystar non sarebbe costretta a chiudere e potrebbe sfruttare il suo marchio, ormai conosciuto nel settore, per vendere normalissimi PC.
Sempre secondo le ultime voci, Psystar sarebbe intenzionata ad accettare la proposta ma nello stesso tempo starebbe meditando di vendere PC hackerati predisposti all’installazione di Os X senza includere il sistema operativo della Mela. Sarebbe il cliente finale a decidere se installare o meno Snow Leopard e infrangendo i diritti d’autore.
Voi cosa vorreste tra chiudere per sempre Psystar e permetterle di andare avanti vendendo computer con questo hack?
Aggiornamento: secondo le ultime notizie l’accordo sarebbe stato raggiunto. Psystar pagherà ad Apple 2.675.000 dollari di cui 1.337.500 $ come risarcimento danni per aver trasgredito i diritti d’autore e una cifra identica per aver infranto il Digital Millennium Copyright Act. Ora bisogna vedere se Psystar dichiarerà la bancarotta oppure ricorrerà a un prestito per pagare i danni ad Apple e continuare la sua attività di costruzione di computer.
[via macrumors]
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