La mia bacheca di giochi imperdibili si arricchisce con un altro titolo: Cartoon Wars 2: Heroes. Si tratta di un gioco di strategia che riprende una storia già vista: avete un castello e dovete difenderlo dagli attacchi nemici. Per farlo dovrete usare il denaro ricevuto distruggendo i nemici per potenziare il vostro esercito.
Il gioco prevede 80 unità diverse, 20 potenziamenti, 6 eroi e molto altro. Ogni campagna prevede difficoltà e nemici diversi da cui difendersi con unità da comprare con il mana. L’eroe del castello, inoltre, può svolgere campagne individuali verso orde di nemici. Cartoon Wars 2: Heroes pesa 36,5 MB e si scarica per 0,79 € durante il periodo promozionale.
A guardarlo ricorda i cornetti acustici degli anziani, quelli che si usavano un tempo per amplificare i suoni. I suoni amplificati, questa volta, sono quelli dell’iPhone. Il BONE Horn Stand è un accessorio per aggiungere 12 decibel al suono del dispositivo.
Non ha bisogno di energia elettrica e si usa con molta semplicità. I suoni amplificati sono indirizzati verso l’utente. Si compra nel sito del produttore per 24,95 $, pari a circa 18 €.
[via cyberguys]
Potrà anche essere l’uomo più potente del mondo, ma attualmente nel settore tecnologico il più potente del mondo è Steve Jobs. Così, durante il suo viaggio per la campagna elettorale per il Congresso, Obama ha fatto visita al CEO di Apple. L’incontro è durato 45 minuti e si è parlato di tecnologia, media e altro.
Sarebbe molto utile se Obama coinvolgesse Steve Jobs nelle scelte di politiche da adottare nel settore tecnologico. Zio Steve è un abile stratega.
[via repubblica]
Apple è un po’ lenta nella pubblicazione di aggiornamenti di Java per Os X. Alcune critiche degli ultimi giorni hanno trovato risposta ufficiale da Steve Jobs.
“Sun (ora Oracle) supporta Java per tutte le piattaforme. Hanno il loro piano di rilascio degli aggiornamenti che sono molto differenti dai nostri. Così la versione di Java che pubblicheremo sarà sicuramente una versione meno recente. Questa è sicuramente la strada poco pratica da percorrere“.
In una nota tecnica di Apple, inoltre, si legge:
“Java runtime è incluso in Os X Snow Leopard 10.6 e OS X Leopard 10.5. Continueremo a supportare e amministrarlo attraverso i cicli standard di supporto. Questo vuol dire che il ritmo di produzione di Apple non potrebbe coincidere allo stesso livello e probabilmente sparirà nelle prossime versioni di Os X“.
[via 9to5mac]
Tra circa 3 mesi sarà disponibile il Mac App Store, il negozio in cui Apple e gli sviluppatori venderanno applicazioni per Mac. Il sistema è molto efficace perchè consente agli sviluppatori di mostrarsi in una vetrina molto visitata e agli utenti di comprare le applicazioni e aggiornarle con un click.
Ma cosa ne pensano gli sviluppatori di questo sistema? Cult of Mac ne ha interrogati alcuni. Rich Siegel di Bare Bones Software lo ritiene una grande opportunità a cui parteciperà sicuramente. James Thomson di PCalc non si ritiene sorpreso. Attendeva questa mossa già da alcuni anni. Mostra un po’ di preoccupazione, però, per il sistema di approvazione, anche se è convinto che molti utenti compreranno software solo dal Mac App Store. Per quanto riguarda il 30% di commissioni ad Apple ritiene che sia una percentuale equa.
Anche a Rory Prior di Thinkmac Software suscita preoccupazione il processo di approvazione delle applicazioni, anche se confessa che le app di iOS formano la maggior parte dei suoi guadagni. Manton Reece di Tweet Library vorrebbe per lo store la possibilità di vendere demo, rispondere alle recensioni degli utenti e poter generare codici sconto. Keith Blount di Scrivener ha dichiarato che il primo impatto alla notizia non è stato positivo. Temeva una piattaforma chiusa per software per Mac, ma poi riflettendo ha cambiato opinione e si ritiene entusiasta di questa possibilità.
Il Mac App Store non sarà solo l’occassione per molti piccoli sviluppatori di farsi conoscere, ma anche uno strumento per Apple per vendere le proprie applicazioni. In uno screenshot si evince che la società adotterà la stessa strategia usata per l’App Store: vendere le suite iWork e iLife con i software di cui sono composte singolarmente.
iWork si compone di Pages, Keynote e Numbers. Ogni applicazione costerà 19,99 $. iLife, aggiornato di recente, contiene iPhoto, iMovie, GarageBand, iWeb e iDVD. Ogni applicazione sarà venduta per 14,99 $. Così gli utenti potranno comprare solo l’applicazione interessata attraverso le iTunes Card o carta di credito.
[via Apple]
Immaginate una grande cassaforte con montagne di banconote, oro, diamanti e altre pietre preziose. Bene, cancellate tutto, quello avviene solo nei film. I 51 miliardi di dollari in liquidità e riserve, come si evince dai bilanci della società, è composto per la maggior parte da titoli a breve termine, con scarso rischio e facilmente liquidabili.
Tanti soldi da comprare senza problemi tutto Facebook e Twitter messi insieme, o se volete comprare tutta Yahoo che attualmente vale 21,53 miliardi. Ma Steve Jobs frena gli animi: “Crediamo fortemente che una o più opportunità strategiche verranno solo quando saremo in una posizione tale da trarne vantaggio. Non sprecheremo denaro in buchi nel portafogli o con stupide acquisizioni. Continueremo a mantenere la nostra potenza in liquidità in attesa di opportunità in futuro“.
In pratica la società non spenderà montagne di dollari, come fa Google, per società già grandi o di poca utilità strategica. Gli analisti, però, dichiarano che gli investitori vorrebbero parte di quel denaro sotto forma di dividendi.
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