Entro i prossimi 3 mesi dovrebbe essere inaugurato il Mac App Store, il negozio ufficiali delle applicazioni per Mac. Gli sviluppatori sono invitati a farne parte per due motivi: avranno una vetrina molto valida per vendere applicazioni e saranno meno soggetti alla pirateria. Per entrare nel negozio Apple invita a seguire alcuni passaggi dall’apposito sito di risorse per sviluppatori:
Tutti i programmi non accettati nello store possono essere venduti fuori dal negozio come accade anche ora.
[via 9to5mac]
C’è una realtà triste dietro l’impero fatato di Apple? Qualche giorno fa ha suscitato molto clamore la vicenda di Marco Savi, l’ex dipendente in prova di Apple mandato a casa dall’Apple Store di Torino. Secondo Savi la sua mancata assunzione si è avuta come ripicca al suo feedback negativo nei confronti dei manager del negozio. In una lettera ricca di rancore, Savi ha fatto luce su una delle pratiche più misteriose di Apple: il training al personale.
Prima di lavorare, infatti, i futuri dipendenti degli Apple Store sono sottoposti a quello che si chiama “Core Training”. La società ha sempre chiesto di mantenere il massimo segreto sugli 8 giorni di formazione, ma ora sappiamo la verità, o almeno finchè qualcuno possa provare a smentire la confessione. Ecco cosa racconta Savi:
“Circa 70 persone si ritrovano, dopo aver superato vari colloqui, per iniziare un corso di formazione della Apple chiamato “Core Training”: otto giorni per otto ore al giorno al termine dei quali andremo a lavorare al nuovo Store nel centro commerciale Le Gru di Grugliasco. Alcuni di noi si conoscono già perché hanno fatto i colloqui di gruppo insieme, altri perché erano amici e hanno fatto la domanda e le selezioni nello stesso periodo.
Non poteva mancare il contributo degli esperti di iFixIt che, come da tradizione, hanno sfoderato i loro cacciaviti per fare a pezzi l’ultimo prodotto di Apple: il MacBook Air. Il modello esaminato da loro è la versione da 13,3″. Aprendolo si notano subito le batterie: 6 per la versione da 13,3″ e 4 per quella da 11,6″, rispettivamente per un’autonomia di 7 e 5 ore.
Lo schermo ha una risoluzione maggiore rispetto a quello presente nel MacBook e ha una densità di pixel di 135 ppi, contro i 109 ppi dell’iMac e i 113 ppi del MacBook. Una delle differenze tra i due modelli, inoltre, è l’assenza del lettore di schede SD e del LED per lo stato di standby nella versione da 11,6″. Ovviamente non c’è più il lettore a infrarosso per il telecomando. Elemento già sparito nel MacBook.
La memoria SSD è prodotta da Toshiba, mentre i componenti WiFi e bluetooth sono identici a quelli presenti nel MacBook Pro. Uno degli aspetti negativi, tralasciando la grande difficoltà nello smontaggio, è osservare come la memoria RAM e il disco SSD siano saldati alla scheda logica. L’utente, in pratica, non può aggiornare questi elementi con hardware più potente. Cosa che accade con i MacBook.
[via iFixIt]
Negli ultimi mesi si è parlato molto di intercettazioni telefoniche con dati allarmanti, provvedimenti normativi e molte discussioni in Tv. La paura di alcuni è di essere intercettati in qualsiasi momento. Un allarme molto probabilmente infondato, ma che trova una soluzione in PrivateGSM.
L’applicazione, utilizzabile con iPhone o altri smartphone, permette di effettuare chiamate VoIP criptate in modo da non poter essere intercettati da nessuno. Per usarlo entrambi gli interlocutori dovranno avere il software installato nel dispositivo e un accesso alla rete, anche 3G.
Nato da una società italiana, PrivateGSM è utilizzabile gratuitamente per 15 giorni, dopodichè bisognerà stipulare una licenza annuale di circa 1.000 €. L’applicazione pesa 10,6 MB e si scarica gratis dall’App Store. Nello store è presente anche una versione per le imprese.
Attualmente solo l’iPod Nano di Apple permette di ascoltare la radio. Qualche anno fa uscì anche un accessorio, chiamato Radio Remote, per ascoltare la radio in tutti gli iPod. Un brevetto di Apple potrebbe migliorare l’uso di questa tecnologia, anche se al momento non ci sono riferimenti ai dispositivi che fanno uso di iOS.
Uno dei problemi delle radio è che in galleria o in alcune zone perde il segnale. Questo porta a dei vuoti nell’ascolto della programmazione. Il brevetto di Apple associa i servizi di cloud computing per archiviare lo streaming della radio su un server in modo da ascoltare la trasmissione ricevendo gli spezzoni persi.
Qualcosa del genere è già presente nella radio attuale del Nano. L’utente può fermarla in qualsiasi momento e registrare fino a 15 minuti di trasmissione.
[via patentlyapple]
Con il lancio del MacBook Air molti hanno gridato alla scandalo: come mai Apple ha lanciato un netbook dopo aver dichiarato di odiare i netbook? La società ha detto più volte che un computer con un display troppo piccolo, una tastiera minuscola e poco potente non serve a nulla. Cofermo tutto anche io, e aggiungo che il MacBook Air sotto questo punto di vista non è affatto un netbook.
La tastiera è grande come quella dei comuni MacBook, anche se ha perso la retroilluminazione rispetto alla generazione precedente, e lo schermo è ampio 11,6″ o 13,3″, quasi quanto il mio primo Mac: un iBook da 12″. L’ampio trackpad multi-touch, inoltre, permette di usare le gesture per muoversi tra applicazioni, foto e pagine.
Munito di memoria Flash da 64 GB fino a 256 GB, riesce ad avviarsi in appena 15 secondi. Poco più del tempo necessario per accendere un iPad. La memoria di storage SSD, inoltre, permette di allungare il tempo di stanby fino a 30 giorni. L’operazione è resa possibile dallo spegnimento di tutto l’hardware fotografando il sistema operativo nella memoria. All’apertura dello schermo si attiva l’instant on, vale a dire l’utilizzo immediato del sistema.
Il Tethering è quell’opzione che permette di usare il telefono come modem per sfruttare un abbonamento dati per la telefonia mobile con il computer. E’ molto utile per collegarsi in mobilità con il laptop in caso di necessità. Attualmente è possibile usare il sistema con gli iPhone, ma non ancora con gli iPad.
Apple ha brevettato un sistema diverso per il Tethering. Attualmente si può usare via cavo USB o via bluetooth. Con il sistema di Apple l’iPhone diventa un router wireless per condividere la connessione con il computer o altri sistemi. Esistono già soluzioni del genere con dispositivi ad hoc o software di terze parti.
[via patentlyapple]
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