Dopo aver pagato 220 milioni di dollari per riprendersi la società che aveva venduto, il vecchio volpone Hugh Hefner ha deciso di riportare Playboy ai vecchi albori, quando divenne famosa come rivista di nudi associati a testi interessanti.
Lo farà approfittando della rivoluzione in atto, la rivoluzione digitale. Hefner, infatti, ha annunciato attraverso Twitter che entro marzo sarà disponibile la sua rivista per iPad e non avrà contenuti censurati. Considerando il fatto che Apple vieta il nudo nell’App Store come farà il daddy cool? Probabilmente Hefner estrarrà un coniglio dal cilindro, o meglio, una coniglietta.
[via appleheadlines]
Ormai possiamo dirlo ufficialmente: Apple non è più una società di computer. Il prospetto grafico della proiezione del fatturato dell’ultimo trimestre fiscale, infatti, evidenzia che il business del Mac è solo il 20% del totale della società.
Apple è sempre di più un’azienda basata sui dispositivi mobili, per l’esattezza è l’iPhone la voce più grande occupando il 39% della torta. In 90 giorni la società ha venduto 16,2 milioni di iPhone per un fatturato di 10,5 miliardi di dollari. Quota destinata a salire con la vendita del modello per le reti CDMA.
Attualmente sono oltre 160 milioni i dispositivi muniti di iOS. Negli ultimi tre mesi sono stati venduti 16,2 milioni di telefoni, 7,33 milioni di tablet e 10 milioni di iPod Touch. Una crescita di 367.000 unità al giorno, vale a dire più dei 300.000 di Android.
[via 9to5mac]
Chi pensava che fosse solo un semplice COO alle prese con l’amministrazione dei compiti quotidiani dovrà ricredersi. Tim Cook, attualmente al comando di Apple per le operazioni di amministrazione, sta mostrando di che pasta è fatto.
Alla luce del possesso di quasi il 90% del mercato dei tablet con l’iPad, Cook dichiara che la concorrenza non riesce ad eguagliare Apple perchè vendono tablet troppo piccoli con un sistema operativo inadatto. L’esperienza utente è curata poco, tanto da non rendere possibile un corretto utilizzo della piattaforma tablet così come dovrebbe essere.
Punta il dito contro i tablet con Windows descrivendoli come pesanti, costosi e con una batteria poco longeva. Non mancano le frecciatine neanche per Android di Google. Cook dichiara candidamente: “Al momento è solo vapore“.
[via electronista]
Qualche mese fa un sito preparò alcune statuine di Steve Jobs in riproduzione fedele all’originale, così originale da portare Apple a fermarne la produzione. L’immagine del CEO è personale e non può essere riprodotta senza autorizzazione.
Così fatta la legge spunta il cavillo. Lo stesso sito, infatti, ora vende l’action figure di Steve Jobs travestito da ninja con tanto di shuriken nelle mani. Essendo un ninja, quindi avendo il volto non riconoscibile, loro possono venderlo. L’utente, però, potrà togliere il bizzarro copricapo per rivelare la reale identità di questo guarriero.
L’action figure è in vendita per 89,90 $.
[grazie antoniousa11 per la segnalazione]
Mentre giungono notizie sul non abbandono del consiglio di amministrazione di Disney da parte di Steve Jobs, che ricordo è ancora CEO di Apple nonostante le recenti voci di successione al trono, gli analisti si sbizzarriscono in calcoli e proiezioni.
In questi giorni il titolo si è svalutato di qualche punto percentuale a causa della paura in riguardo le condizioni di salute di zio Steve. Di sicuro la SEC, l’organo di vigilanza, investigherà per comprendere la gravità delle condizioni di salute. Si tratta, pur sempre, della seconda società più grande del mondo con una capitalizzazione di oltre 320 miliardi di dollari.
Ma come fare per mantenere alto il valore in Borsa? Ken Broad, partner di Bonavico, ha impotizzato che per la fine di quest’anno le riserve di Apple arriveranno a 70 miliardi di dollari. Quindi la società potrebbe distribuire dividendi per il 4% del tesoretto, comprare 20 miliardi di azioni e tenere in cassa 10 miliardi. Oppure si potrebbe lanciare in acquisizioni eccellenti, come il colosso degli affitti di film negli USA Netflix, valutata 15 miliardi di dollari.
Tutti conti senza l’oste. Il management di Apple è addestrato ad ogni tipo di crisi e sarà certamente in grado di prendere le giuste decisioni per non danneggiare la società e gli azionisti.
[via wsj]
Quali sono le applicazioni più vendute di sempre nell’App Store? Qualcuno in Apple se lo è chiesto, infatti è apparsa la classifica nel negozio delle applicazioni di Apple. Ecco le prime 10 applicazioni in Italia:
Potete leggere tutta la classifica di oltre 192753 applicazioni nell’App Store.
E’ datata aprile 2009 la legge giapponese che obbliga tutti i produttori di telefoni e gli operatori ad applicare dei filtri di navigazione nei telefoni. I filtri non sono utilizzati per mettere al sicuro il governo da sommosse popolari come avviene in Cina, bensì per evitare che i minorenni possano arrivare a siti sconvenienti, come quelli di origine sessuale o i social network a rischio.
Al momento solo l’iPhone, in tutto il Giappone, è sprovvisto di filtro e il governo ha chiesto ufficialmente ad Apple e all’operatore Softbank, che ne cura la distribuzione, di porre un rimedio. Il filtro dovrebbe essere applicato a livello software, ma ciò dovrebbe costringere alla creazione di un firmware apposito, almeno che l’operatore non applichi dei filtri ai suoi piani dati.
In tutti e due i casi, comunque, c’è bisogno l’intervento di Apple per rendere il tutto operativo in iOS.
[via macNN]
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