Il sorpasso probabilmente era inevitabile. Alla luce del fatto che Apple vende dispositivi muniti di iOS a un ritmo nettamente superiore con cui vende computer Mac, è ovvio che i dati rilevati sulla navigazione in rete dovevano cambiare.
Così, alla luce di oltre 300 milioni di dispositivi venduti con iOS, Chitika ha rilevato che la navigazione dati da iOS ha superato quella da OS X. Per l’esattezza da agosto a febbraio la navigazione da OS X è calata del 25%, mentre quella da iOS è aumentata.
Dopo aver registrato milioni di pagine caricate, il risultato è che da iOS è stato effettuato l’8,15% di tutta la navigazione dati in rete, mentre da OS X è stato effettuato il 7,96% della navigazione.
[via bgr]
FIAT è una delle aziende più osannate in Italia, tra le poche di grandi dimensioni che è riuscita a crescere nonostante la legislazione, burocrazia e imposizione fiscale non certo favorevoli. Se sommaste tutti i dipendenti occupati negli stabilimenti FIAT, quelli delle società che lavorano per il gruppo e che producono i componenti usati nelle auto, i dipendenti dei concessionari e gli autotrasportatori che portano le auto da uno stabilimento alla concessionaria, avreste un indotto da 223.000 posti di lavoro.
Se invece prendete Apple, le persone occupate nella società, gli sviluppatori, le società che producono software, accessori per i dispositivi, l’hardware e i rivenditori, avreste un indotto da 466.000 posti di lavoro. Vale a dire che Apple è riuscita a creare il doppio dei posti di lavoro di FIAT.
Un indotto così grande da portare alla coniazione del termine App Economy, per sottolineare come sia possibile generare benessere comune da una singola aziende. Tutte le società collegate, infatti, oltre ad assumere persone, producono e pagano le tasse aumentando il PIL dei rispettivi paesi.
[via appleinsider]
Un tempo la chiamavano Big Blue ed era la nemica numero uno di Apple. Era il Grande Fratello nello spot 1984 registrato da Ridley Scott per Apple, lo stesso proposto durante il Super Bowl.
Ma i tempi dove Steve Jobs le faceva il dito medio sotto il brand della sede centrale sono passati da un pezzo, anche perchè IBM non produce più computer ma si occupa di piattaforme e servizi per le imprese.
Nell’offrire questi servizi, paradossalmente, è diventata la prima società per uso ufficiale di prodotti Apple nei suoi uffici. In base alle recenti analisi, infatti, in IBM ci sono 10.000 iPad, 30.000 iPhone e 10.000 Mac dati ai dipendenti.
La seconda società dove si usano più iPhone è Lowe’s che si occupa di bricolage: ne ha dati 42.000 ai dipendenti. Segue Korea Telecom con 32.000 iPad in azienda.
[via zdnet]
La società di analisi di mercato Asymco effettua una fotografia del settore degli smartphone ad ogni trimestre. In base ai dati finanziari diffusi dai maggiori produttori di telefoni, riesce a capire chi sta crescendo e dove. Per la fotografia dei profitti ricavati dalla vendita di smartphone nel quarto trimestre del 2011 la prima è ancora lei: Apple.
Dopo aver raggiunto il primo posto per unità vendute, la società si assesta in prima posizione anche in questo campo. Merito dei suoi costosissimi telefoni che, a fronte di un costo di produzione medio, riesce a far entrare nelle casse della società miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre, precisamente la società ha collezionato il 75% di tutti i profitti del settore con una crescita del 13% rispetto alla precedente fotografia, dove deteneva il 66% dei profitti.
Al secondo posto troviamo Samsung seguita da HTC. Se sommassimo Apple e Samsung avremmo il 91% di tutti i profitti del settore, segno che tutti gli altri produttori di smartphone si accontentano, al momento, delle briciole.
[via asymco]
Apri un’applicazione, la usi per qualche secondo e poi boom, si chiude tornando in Home. E’ un fenomeno che si sarà verificato a tutti i possessori di un dispositivo con iOS almeno una volta nella vita. Ma quanti sono frequenti questi crash? La risposta la dà Crittercism che ha analizzato 214 milioni aperture di applicazioni tra novembre e dicembre dello scorso anno, di cui 162 milioni per iOS e 52 milioni per Android.
Il tutto è stato messo in relazione con le differenti versioni di sistemi operativi. Apple ha lanciato 23 aggiornamenti per iOS, mentre Google ne ha lanciati 33 per Android. Nonostante questo le applicazioni per iOS vanno in crash con una frequenza maggiore rispetto a quelle per Android, con punte di ben il 33,93% per l’ultima versione: iOS 5.0.1.
Come mai tutti questi crash? Per Crittercism i problemi possono essere tanti, dalla cattiva compilazione del software per la gestione di hardware complesso, come il GPS, alla mancanza di internet che può far funzionare male alcune app. Anche l’uso di iAD in alcune app sembra dare problemi, perchè gli sviluppatori di solito non configurano bene le app e l’uso dei banner.
Qual è la persona più innovatrice nella storia? Se lo si chiede a un ragazzo americano è indubbiamente Thomas Edison, inventore della lampadina. L’indagine è stata effettuata da Lemelson-MIT su un campione di 1.010 persone negli Stati Uniti.
Al secondo posto, con il 24% di segnalazioni, c’è Steve Jobs per il suo grande contributo nel settore dell’informatica, telefonia e musica. Al terzo posto c’è Alexander Bell, famoso per aver rubato l’idea del telefono all’italiano Meucci. Segue la ricercatrice Marie Curie e poi Mark Zuckerberg fondatore di Facebook.
E per voi chi è il più innovatore della storia?
[via digg]
Quando ci fu il lancio dell’iPhone negli USA e gli operatori americani offrirono piani dati illimitati molti, compreso me, videro la cosa come un passo verso il futuro. Offrire all’utente un tetto indefinito per navigare in un dispositivo sembrava la scelta più appropriata per far esplodere l’uso della rete e dei servizi ad essa allegati.
Un sogno che probabilmente un giorno tornerà, ma al momento si infrange su uno scoglio per nulla piccolo: l’infrastruttura. La rete è come un treno: viaggia veloce ma ha un numero di posti limitati. Se su questo treno si fanno salire moltissime persone i servizi si bloccano: il vagone bar diventa inservibile, i bagni si intasano e scendere e salire dal treno diventa un’impresa lentissima.
Un esempio che calza con le reti dati: al momento le infrastrutture non permettono l’abbattimento delle soglie a favore dell’illimitato. Non porre freni non fa altro che far intasare i servizi bloccandone l’uso. Ne è un esempio FaceTime, videochat di ottima qualità di Apple. Al momento il servizio è offerto solo sotto rete WiFi per non intasare le reti 3G. Un altro esempio è il VoIP, spesso limitato dagli operatori per non intasare le reti e farlo diventare inservibile. Oppure pensiamo al semplice aggiornamento delle app di iOS, al momento limitato alle sole applicazioni che non superino i 20 MB di grandezza.
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