Con l’aggiunta del Retina display l’iPad diventa il tablet più desiderabile del mercato. Già al primo posto come diffusione nel settore di riferimento, la concorrenza ha ben poco di sperare di superare Apple. Il Retina, infatti, potrebbe anche danneggiare il mercato degli eBook Reader. Avere uno schermo retroilluminato così definito, e soprattutto poter portare con se un unico dispositivo, potrebbe colpire Amazon.
Ma c’è un elemento che ancora danneggia la perfezione del tablet: il peso. La terza generazione, infatti, invece di alleggerire il carico ha aggiunto 50 grammi. La debolezza è stata rilevata in un’indagine di ChangeWave Research in cui solo 9 persone su 100 affermano che il peso è ottimo.
Al primo posto delle pecche, però, c’è il prezzo: un prezzo inferiore lo renderebbe accessibile a tutti. Seguito da costi inferiori per il traffico dati e la voglia di un peso inferiore. Chissà se Apple riuscirà a risolvere questo problema. Purtroppo l’hardware ha un peso e difficilmente potrà diventare leggero.
[via changewaveresearch]
Nell’ABC del marketing si insegna l’importanza del valore atteso percepito e quello di uso percepito. Il primo si forma leggendo informazioni sulla cosa che andiamo a comprare, generando un desiderio e creando delle aspettative. Il secondo è formato dalla valutazione dell’uso del prodotto, dopo averlo acquistato. E’ come lo immaginavamo? Funziona meglio di come ci aspettavamo oppure ha deluso?
Questo genere di dati è stato raccolto da ChangeWave Research in merito al nuovo iPad. Intervistando 200 persone, i dati evidenziano che l’82% si ritene molto soddisfatto dell’acquisto e nessuno si è dichiarato per nulla insoddisfatto. Il dato, se paragonato a quello raccolto per l’iPad 2, diventa ancora più rilevante. All’epoca il 74% si ritenne molto soddisfatto, quindi c’è stata una crescita di 8 punti percentuale.
Probabilmente il nuovo Retina display riesce a colmare i vuoti in un dispositivo dove il multitouch diventa di prima importanza.
[via changewaveresearch]
Apple e il Giappone hanno sempre avuto un legame speciale. Steve Jobs amava l’arte zen giapponese e vestiva sempre abiti confezionati da uno stilista giapponese. Tim Cook, inoltre, ha incluso il Giappone tra i paesi in cima all’elenco dove vendere i prodotti, ha permesso l’uso dell’Apple Store durante gli aiuti dell’emergenza terremoto e ha chiesto al suo team di localizzare Siri in giapponese il prima possibile.
Tutta questa attenzione nei confronti di quel popolo ha portato i suoi frutti. Secondo un’analisi di mercato condotta da J.D. Power per conto del Nikkei BP Consulting, si evince che Apple è il marchio più amato in Giappone.
Lo scorso anno era all’11° posto, ma quest’anno ha superato tutti. L’indagine è stata condotta con 52.000 persone coinvolgendo 1.500 marchi. Al secondo posto figura Google e al terzo Uniqlo, una marchio giapponese di vestiti.
[via nikkei]
Dal 2008 ad oggi sono stati venduti 200 milioni di dispositivi con Android contro i 315 milioni con iOS. Sono tutti dispositivi che permettono a Google di coprire il 97% delle ricerche web effettuate da dispositivi mobili.
Una quantità così alta da portare a diversi miliardi di dollari in ricavi da pubblicità al colosso di Mountain View. La cosa interessante, però, è che se consideriamo solo i ricavi generati dai dispositivi mobili i 2/3 sono generati da dispositivi con iOS e solo 1/3 da quelli con Android.
In altre parole Google sta guadagnando molto di più dai dispositivi di Apple che da quelli con il suo sistema operativo. Dal 2008 ad oggi, infatti, Android ha portato nelle casse di Big G appena 550 milioni di dollari contro le stime di un miliardo di dollari annui.
[via guardian]
Dove è finita la rivoluzione digitale dei giornali e le riviste? Al momento dei passi avanti si sono effettuati, ma ancora lentamente. Tutta colpa dei prezzi ancora alti, prezzi che attualmente devono sorreggere modelli di business non ancora definiti.
L’area dove si compiono gli sforzi maggiori, ovviamente, è negli USA. Attualmente, secondo un’indagine di Distimo, gli utenti americani spendono 70.000 $ al giorno per giornali e riviste nell’iPad. Una cifra ancora troppo bassa per reggere il passaggio dalla carta stampata al digitale, ma di sicuro un passo avanti.
Basti pensare che nel 2011 l’editore Conde Nast ha visto crescere gli abbonamenti digitali del 268%. Speriamo di vedere maggiori evoluzioni nei prossimi mesi con l’incremento degli abbonati e i prezzi ribassati per favorire la diffusione del nuovo formato.
[via businessinsider]
Quando Steve Jobs presentò l’iPad era seduto su un divano, descrivendo il dispositivo come un prodotto post PC, vale a dire qualcosa da usare in casa. Sarà per questo motivo che la versione 3G o 4G LTE vendono molto poco. Secondo i dati raccolti da Localytics, infatti, la tendenza è netta.
Valutando gli accessi effettuati da tutte e tre le generazioni del tablet, la società di analisi ha rilevato che Apple ha venduto per l’89,7% versioni solo WiFi, mentre gli iPad con il 3G sono l’8,8% e dei tre milioni venduti nel primo weekend solo l’1,5% ha fatto uso delle reti LTE.
Questo dato lascia comprendere molto sull’uso del tablet. Chi ha comprato la versione WiFi+4G, dice l’indagine, usa il dispositivo per il 55% delle volte sotto rete WiFi e solo per il 45% sotto rete di un operatore. A quanto pare, almeno negli USA, gli iPad si vendono solo in versione WiFi.
[via localytics]
Quanti dispositivi vende Apple? Tantissimi. Attualmente ha venduto oltre 316 milioni di dispositivi con iOS. Una galassia enorme che alimenta un florido mercato per gli sviluppatori, le società di servizi, l’editoria, la musica e anche i produttori di accessori.
Ma per comprendere appieno questo dato basta comparare le vendite iPad, iPhone e iPod Touch con quella dei computer Mac. Beh, restiamo nella prospettiva dell’iPad visto come futuro dell’informatica e sostituto dei computer. Già sotto questa visuale assistiamo a dati impressionanti: in circa 2 anni Apple ha venduto 55 milioni di iPad, mentre per raggiungere questa cifra con i Mac sono stati necessari ben 22 anni.
In totale tutti i dispositivi mobili venduti da Apple superano di molto i Mac venduti in 28 anni di attività, in realtà basta l’iPhone con i suoi 180 milioni di pezzi venduti per superare i Mac che, tra portatili e fissi, non hanno venduto più di 150 milioni di unità.
Da questo punto di vista, quindi, possiamo affermare che Apple non è una società che vende computer, ma una che vende dispositivi mobili.
[via asymco]
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