I dipendenti sono delle risorse? Sicuramente si e sono anche costosi, soprattutto se diventano degli elementi chiave delle società in cui lavorano. Per evitare che passino ad altre aziende, infatti, di solito le società aumentano gli stipendi e i bonus. Per evitare questi aumenti Apple, Google e Palm si accordarono segretamente per evitare la corte ai dipendenti delle reciproche società.
Tutto questo, voluto anche da Steve Jobs, fu fermato dal Dipartimento di Giustizia americano che scoprì l’accordo. Evitare che un dipendente vada a lavorare presso un’altra azienda permette di non perdere risorse e risparmiare denaro ma, nello stesso tempo, blocca la carriera e gli aumenti per i dipendenti.
Per tale motivo nei prossimi giorni sarà attivata una class action contro le società che si accordarono. Se la class action dovesse vincere Apple potrebbe pagare diversi milioni di dollari ai dipendenti danneggiati dall’accordo.
[via techcrunch]
Per Google l’assistente digitale Siri, presente negli iPhone 4S, è un attacco diretto al loro motore di ricerca e potrebbe diventare, in futuro, un concorrente. Lo ha dichiarato Eric Schmidt alla sezione Antitrust del Senato degli Stati Uniti.
Nella lettera si spiega che Siri è un approccio nuovo nel mondo delle ricerche sul web, un approccio non attivato da altri. Attualmente, però, Siri può effettuare ricerche anche in Google quindi non c’è pericolo.
La paura del presidente di Google, giustificata probabilmente da notizie ricevute dall’interno, è la possibilità che il sistema sia usato da Apple per mescolare varie fonti di ricerca, come per esempio Bing o Amazon, e sottrarre quote di mercato a Big G.
Voi cosa ne pensate?
[via electronista]
Gmail attualmente si può consultare nell’iPhone attraverso la web app ottimizzata per Safari Mobile oppure inserendo il proprio account in Mail. Google, però, ha pensato di sviluppare un’app nativa il cui progetto sarebbe partito da qualche mese. Ma perchè installare Gmail nell’iPhone e preferirlo a Mail?
Al momento la risposta è una sola: le push notification. Le notifiche push in Mail per Gmail, infatti, non funzionano bene. Con l’app nativa ognuno potrà ricevere una notifica quando arriva una email. Personalmente non uso le notifiche push per le email perchè sarebbe una notifica costante, ma per molti, per esigenze lavorative, potrebbe essere comodo.
Bisogna vedere, però, se Apple accetterà l’app nell’App Store.
[via parislemon]
La tecnologia di Google per la traduzione on line è molto comoda. Oltre ad essere veloce, rileva automaticamente la lingua del testo inserito nella casella offrendo la traduzione istantanea verso 57 lingue diverse. Per utilizzarla, però, dovrete aprire il sito di Google Translate.
Se avete un Mac potrete installare Translate Tab, un programmino che integra Google Translate e lo porta su un’icona da posizionare nella menubar di Os X. In questo modo la traduzione sarà sempre a portata di mano. Translate Tab pesa 500 KB e si compra per 1,59 € durante il periodo promozionate nel Mac App Store.
Probabilmente avrà atteso che la sezione mobile si distaccasse da quella delle infrastrutture con un’operazione che i manager di Motorola attuarono per dare maggiore leggerezza alla società e, soprattutto, evitare che i conti in rosso del settore telefonico potessero intaccare le altre divisioni. Fatto sta che la nascita di Motorola Mobily non ha portato solo agilità, ma anche maggiore vulnerabilità sul mercato.
Con una mossa a sorpresa in un caldo Ferragosto, infatti, Google ha acquistato Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. Una società di costruzione di telefoni per un gigante artefice di uno dei sistemi operativi per smartphone più diffusi dal mondo.
Cosa c’è dietro la scelta di acquistare Motorola? C’è da dire che la casa alata è la prima al mondo ad aver investito nel settore della telefonia e ha raccolto, nei suoi lunghi anni sul mercato, 24.500 brevetti molto importanti per lo scacchiere strategico. Google vuole questo enorme ventaglio di brevetti per ripararsi da possibili cause legali?
Al momento gli scenari sono molto e c’è da dire che la produzione di nuovi modelli marcati Motorola non è cessata. Una cosa è certa: ora Apple ha un nuovo concorrente diretto ancora più forte.
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