Lavorare in Apple è il sogno di tantissimi. E’ una delle società più innovative del mondo e negli ultimi anni anche la più ammirata ed economicamente florida. Ma come si fa ad entrare nel tempio di Cupertino e lavorare a fianco a fianco con i migliori manager del mondo? James Holland lo ha chiesto a una serie di dipendenti di Apple spulciando anche documenti e articoli. Il risultato è una sorta di guida con linee base.
Innanzitutto bisogna avere attitudine verso Apple. Non nel senso di dimostrare amore verso Apple, ma di avere proprio un atteggimento mentale ideale per lavorare in Apple. Poi bisogna munirsi di un’ottima cultura. Meglio se formata in una buona università. Bisogna specializzarsi in qualcosa. Se offrite conoscenze comuni a tutti sarete sostituibili da tutti. Specializzarsi al massimo in determinati campi aumenta le possibilità di essere assunti. Inoltre non dimenticare mai che lo studio dura a vita, mai fermarsi.
Uno degli elementi che aumentano le probabilità di assunzione e riduce i tempi è farsi raccomandare da qualcuno che già lavora in Apple. A volte i dipendenti in Cupertino indicano delle persone che loro reputano adatti per Apple. Per tale motivo è consigliabile farsi amici qualcuno nella società, magari cercandolo in LinkedIn. Altro metodo è farsi segnalare da società apposite che Apple utilizza per trovare persone di talento. Alcune hanno sotto osservazione il forum di Macrumors e il forum di supporto ufficiale di Apple. Coloro che aiutano gli altri con professionalità hanno più possibilità di finire sotto i riflettori dei cacciatori di talenti.
Sono stato in visita agli scavi di Pompei più volte, mai con una guida però. Filmcards mi comunica che ora per iPhone e iPod Touch è disponibile la guida interattiva più completa di sempre. In Pompei, infatti, troverete:
Una raccolta che arriva a 536 MB di informazioni. Trovate Pompei nell’App Store per 0,79 € nel periodo promozionale.
Con il lancio di Google Sync, per avere la tecnologia Push nell’iPhone, è possibile sincronizzare i servizi di Google. Come fare, però, per avere una sincronizzazione perfetta tra Google, Mac e iPhone? Un amico di Melamorsicata, Daniele Semeraro, ha scritto una guida passo-per-passo in modo da non sbagliare nulla. La guida è per Mac, quindi non so con Windows come funzioni e se funzioni. Ricordate di effettuare un backup prima di cimentarvi nell’applicarla.
1) MAC
Oltre al backup generale del sistema, facciamo una copia dei calendari e della rubrica indirizzi.
- In Rubrica Indirizzi (Address Book): Archivio > Esporta > Archivio Rubrica Indirizzi e salvate in un posto sicuro.
- In iCal: Documento > Esporta > Archivio iCal e salvate in un posto sicuro.
- Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e abilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente (cambieremo dopo questa modalità)
- Colleghiamo l’iPhone al Mac tramite cavetto, e sempre in iTunes andiamo in Dispositivi (nella colonna di sinistra) > iPhone > Info e DESELEZIONIAMO “Sincronizza calendari iCal”.
- Andiamo a Rubrica Indirizzi > Preferenze e abilitiamo “Sincronizza con Google”: in questo modo i nostri contatti saranno anche sul server di Google, e non li perderemo (verifichiamo, dopo qualche minuto, che la rubrica di Gmail corrisponda alla rubrica che abbiamo sul Mac – sempre che siamo interessati a questa funzione, altrimenti evitiamo questo passo).
Dopo aver visto addirittura il rifiuto di un’applicazione inviata da Google molti si chiedono: cosa bisogna evitare per non vedere la propria applicazione rifiutata nell’App Store? Questa è una domanda posta da moltissimi sviluppatori poichè, come si evince anche dalle interviste che ho effettuato, gli sviluppatori odiano vedere il lavoro di settimane buttato al vento. Ecco una serie di consigli da tenere in mente:
Io aggiungo anche di evitare programmi che imitano suoni di rutti e peti perchè ormai ce ne sono a centinaia. Buon lavoro.
[via iSpazio]
Ci sono moltissime persone appassionate di aerei e di aeronautica. Come fanno dei pachidermi di acciaio ad alzarsi dal suolo? Per sapere chi sono i pachidermi basta consultare la guida Aircraft & Airline Recognition Guide.
Prodotta dalla Pentangelli Software, contiene informazioni molto dettagliate su 75 aerei suddivisi per modelli o compagnie. Tra le informazioni figurano: grandezza, peso, distanza di percorrenza, velocità, numero di passeggeri ospitabili e molto altro.
In futuro, promettono gli sviluppatori, saranno aggiungi nuovi modelli, tra cui il B787 e l’A350. La guida ha un peso di 6 MB e si può acquistare nell’App Store per 1,59 €.
Potremmo definire iDAC come un vero e proprio assistente alla guida. Si tratta di un programma compatibile con iPhone che permette di avere una serie di aiuti per evitare multe o spiacevoli situazioni durante la guida.
Il suo funzionamento, infatti, prevede quattro soluzioni:
- Indicatore di autovelox. In questo modo vi sarà dato un allarme sonoro e vibrante ogni volta che sarete nei pressi di un autovelox.
- Indicatore dei limiti di velocità. Vi avvertirà ogni qual volta supererete il limite di velocità di una strada, per evitare di incorrere in multe o ritiri di patente.
- Indicazione del meteo per prepararvi allo stile di guida in base alle condizioni ambientali.
- Allarme contro i colpi di sonno. Grazie al GPS integrato, infatti, il software riesce a capire se state sbandando per il sonno e vi desterà con un allarme sonoro.
iDAC pesa 2,6 MB e può essere comprato nell’App Store per 2,99 €.
A volte mi giungono delle email con delle richieste di aiuto. C’è chi vuole dei consigli per scrivere un articolo, chi vorrebbe semplicemente della visibilità e altri vogliono farsi aiutare nella creazione di un blog. Ma cosa dovreste sapere se vi accingete ad aprire un blog riguardante Apple?
La risposta a questa domanda è data da Apple stessa tramite una guida, in inglese, dove sono esposti alcuni punti da tenere a mente. Si parte dal glossario di termini utilizzati in questo campo e si arriva alle unità di misura, la costruzioni delle frasi e l’elenco dei prodotti della Mela. Un documento di 220 pagine che contiene quello che Apple chiama “Stile di pubblicazione”. Da scaricare e tenere se vi interessa.
[via daringfireball]
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