Non poteva mancare l’appuntamento con gli smanettoni di iFixIt che, armati di cacciavite, hanno smontato l’iPhone 4S per valutare il grado di difficoltà nelle riparazioni del dispositivo. Il team ha scoperto che lo schermo Retina è identico a quello dell’iPhone 4. In realtà buona parte dell’hardware è uguale.
Il processore è un dual core da 1 GHz, mentre la memoria RAM è di 512 MB. Come mai non c’è stato un incremento della RAM? La risposta è data, ironia della sorte, da Steven Sinofsky di Microsoft. Secondo l’ingegnere una memoria RAM più ampia avrebbe intaccato l’autonomia della batteria compromettendone le prestazioni.
Questa, infatti, è quasi identica a quella dell’iPhone 4: la differenza con il 4S è un aumento di appena 0,05 Whr. La memoria di storage, invece, è costruita da Toshiba. Il chip unico che gestisce sia le reti GSM e CDMA è costruito da Qualcomm. Anche l’antenna, come saprete, cambia un po’. Il team di iFixIt non ha rilevato problemi di ricezioni come avveniva nella generazione precedente.
Il grado di difficoltà finale è 6 su 10, dove 10 è la massima semplicità di riparazione.
[via iFixIt]
Il team di tecnici di iFixIt si sono divertiti a smontare l’Apple Thunderbolt Display, il display di Apple conosciuto tempo fa con il nome di Cinema Display. Lo schermo, adatto a qualsiasi tipo di computer, permette di godere di una superficie di 27″ con una risoluzione di 2560 x 1440 pixel, retroilluminazione a LED ed è stato costruito da LG.
Sul retro trovano posto anche 3 porte USB 2.0, 1 Porta Firewire, 1 porta Thunderbolt e 1 porta Ethernet. Il tutto integra anche una webcam HD a 720p, microfono e coppia di speaker. Lo smontaggio del dispositivo, secondo iFixIt, non è molto difficile e ha conquistato un 8 nella loro scala di semplicità, dove 10 sta per l’estremamente semplice.
[via iFixIt]
iFixIt ha smontato anche il nuovo MacBook Air per valutare la difficoltà in caso di manutenzione e riparazione dell’hardware. Il verdetto finale è stato un 4, dove 10 è la semplicità assoluta. La buona notizia è che il disco SSD non è saldato sulla scheda logica come dichiarò un’indiscrezione qualche settimana fa.
Cambiare il disco SSD con un altro compatibile, quindi, non è difficile: basta estrarre le viti pentalobiche sul retro, smontare la vite del disco SSD e cambiarlo con uno nuovo. Stessa cosa per la memoria RAM. All’interno iFixIt ha trovato anche tanto hardware di Samsung, come il disco e la RAM, segno che la collaborazione tra le due società continua ancora.
[via iFixIt]
Il nuovo cavo per collegare due porte Thunderbolt, la tecnologia sviluppata da Intel e utilizzata nei nuovi computer di Apple, costa ben 49 €. Sono troppo per un cavo? In realtà non si tratta di un semplice cavo. Lo prova il team di smanettoni di iFixIt che lo ha smontato scoprendo l’universo contenuto al suo interno.
All’interno sono stati trovati ben 12 chip e tantissimo altro hardware che permette una velocità senza eguali nel mondo dell’elettronica. Tutti elementi costosi, senza considerare i costi di ricerca e sviluppo a monte del progetto. Ma questa velocità è reale? Il team di Macworld ha testato il tutto mettendo a confronto una porta Thunderbolt con una FireWire 800, FireWire 400 e USB 2.0.
La prima ha una velocità di lettura di 566 e scrittura di 644, la seconda di 83,2 e 55,8, la terza di 39,7 e 32,8 e l’ultima di 37,4 e 30,1 Mbps. Trovate la tabella completa del test dopo il continua.
Gli instancabili giravite del team di iFixIt non si sono di certo fermati di fronte il nuovo iMac. Gli esperti delle riparazioni lo hanno fatto a pezzettini per verificare quanto fosse difficile smontarlo e rimontarlo. Il verdetto è un 7 dove un 10 è il massimo della semplicità.
Sotto lo schermo LCD retroilluminato al LED e prodotto da LG si nasconde tutto l’hardware del potente computer di Apple. Oltre alla presenza di una webcam per registrare in HD, il team ha scoperto anche un rilevatore di luce ambientale per gestire automaticamente la luminosità come nei MacBook Pro.
Il WiFi è costruito da Atheros, mentre l’unità ottica da Sony. Altra cosa interessante è la GPU, vale a dire l’unità grafica di AMD, che è facilmente removibile tramite una piastra.
[via iFixIt]
Non contenti di aver smontato l’iPad 2, il team di iFixIt ha fatto letteralmente a pezzi la Smart Cover, la copertura magnetica per il tablet. Armati di coltelli, hanno indagato sul sistema che permette una facile copertura dello schermo semplicemente appoggiando la copertina magnetica.
Hanno scoperto che il sistema usa le tecnologie della società Correlated Magnetics Research e sfrutta 21 magneti inseriti nella custodia e altri 10 inseriti nell’iPad. Un solo magnete posizionato nella Smart Cover è impegnato allo spegnimento dello schermo quando si alza la copertina dal tablet.
La disposizione alternata delle polarità positive e negative permettono una salda copertura. Nel caso di malfunzionamenti, avvertono da iFixIt, la custodia non potrà essere riparata e bisognerà comprarne una nuova.
[via iFixIt]
Come da tradizione il team di riparatori di iFixIt ha smontato l’ultimo dispositivo di Apple per informarsi sull’occorrente nel caso di riparazioni. All’iPad 2 è stato dato il voto di 4, dove 10 è il massimo della semplicità nello smontaggio. Questo vuol dire che aggiustare il tablet non è alla portata di tutti.
Lo schermo LCD, per esempio, è coperto da uno strato di vetro incollato. I meno esperti, dicono a iFixIt, rischiano di rimperlo. All’interno troviamo una batteria da 6.930 mAh a 25 watt che permette un’autonomia di 10 ore. Oltre al processore A5, troviamo chip WiFi e touchscreen prodotti da Broadcom, memoria flash di Toshiba, accelerometro e giroscopio prodotti da STMicroelectronics.
iFixIt ha notato anche l’uso di visiti standard Philips al posto delle pentacolabiche di cui si parlava qualche settimana fa. La batteria, infine, è difficile da estrarre perchè, oltre a dover alzare lo schermo, richiede di smontare la scheda logica.
[via iFixIt]
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