Mentre AMD ingloba il marchio ATI per diventare più riconoscibile sul mercato, Intel muove le sue pedine nel settore dei microchip tentando di acquistare Infineon, la società specializzata nei processori ARM per smartphone, come ad esempio quelli usati per iPhone e iPad.
Al momento la vendita non è stata ufficializzata. Intel ha messo sul piatto 1,4 miliardi di dollari in contanti. Infineon sembra molto propensa all’acquisizione perchè giungerebbe a conoscenze e risorse molto elevate. La contrattazione potrebbe terminare per gli inizi del 2011.
Acquistando Infineon Intel potrebbe gareggiare per la leadership dei chip in molti settori. La società acquistò anche McAfee pochi giorni fa.
[via electronista]
Qualche giorno fa fece scalpore l’utilizzo di un computer hackintosh, vale a dire un PC modificato per usare Os X, durante l’evento ufficiale IDF di Intel. Come mai un computer del genere usato ufficialmente? In realtà si è scoperto che il computer è un prototipo creato all’occorrenza per nascondere l’hardware utilizzato dal progetto Light Peak.
Lo scopo di Light Peak, nato da una collaborazione tra Intel e Apple, è l’introduzione di un nuovo standard che sostituisca nei prossimi anni la porta USB. A differenza dei cavi di rame, infatti, Light Peak sfrutta la fibra ottica per uno spostamento di file alla velocità di circa 100 Gigabit al secondo. Una potenza tale da trasportare un DVD in pochi secondi.
La tecnologia Light Peak dovrebbe essere presentata ufficialmente durante il 2010. Tra i primi dispositivi che ne faranno uso forse c’è il famoso Mac Tablet di Apple. Siamo pronti a una nuova rivoluzione?
[via Gizmodo]
Con una mossa a sorpresa Apple ha detronizzato il ruolo dei semplici MacBook, di cui resta solo una versione bianca economica, e ha portato tutti i restati portatili alla versione Pro. Questo si traduce con tante migliorie che faranno sicuramente piacere i clienti. Partiamo dalla presenza del case in alluminio leggero, sottile e resistente. La batteria ora non è più rimovibile dall’utente, ma è un modernissimo modello che permette di usufruire di ben 7 ore di autonomia ed essere ricaricata fino a 1.000 volte, contro le 200/300 standard, prima di notare una diminuzione delle prestazioni. Un chip integrato, tra l’altro, permetterà di ricaricarla sempre in maniera ottimale.
Ora anche il modello da 13″ possiede la tastiera retro-illuminata e non manca il trackpad multi-touch. Aggiornamenti anche per i processori Intel Core 2 Duo fino a 2,53 GHz per i 13″ e 3,06 GHz per 15″ e 17″. Il bus frontside è a 1066 MHz e a 3 MB di cache L2 condivisa (fino a 6 MB per i modelli da 15″ e 17″). La RAM parte da 2 GB per il modello entry level, ma può arrivare fino a 8 GB. L’hard disk fino a 500 GB, ma opzionalmente è possibile far installare una SSD fino a 256 GB. Il chip grafico è una NVIDIA GeForce 9400M, mentre troviamo un inedito slot per le schedine SD per caricare le foto più velocemente.
I nuovi portatili sono costruiti con le moderne procedure a favore dell’ambiente, con schermi LED per una resa di colori fino al 60% superiore alla versione precedente, Firware 800 e, prossimamente, anche Snow Leopard pre-installato. I prezzi sono molto variabili in base alla configurazione, anche se Apple li ha abbassati rispetto i modelli precedenti fino a 200€. Si parte da 1.149 € per la versione da 13″ e si arriva a 2.299 € per quella da 17″. Info e altro le trovate sul sito di Apple.
Brutte notizie per chi possiede un computer Mac con un processore PPC di IBM, poichè quasi tutte le nuove funzioni di iLife ’09 richiedono un processore Intel. La notizia si apprende direttamente nelle pagine di Apple dove vengono indicati i requisiti di sistema.
Per “Impara a suonare” di Garage Band ’09, cioè le lezioni per imparare a suonare la chitarra o il pianoforte, è richiesto un processore Intel Dual Core, quindi non vanno bene neanche i primi MacMini muniti di core unico. Per il programma iMovie, invece, serve almeno un PPC G5 con 1,9 GHz, vale a dire che i vecchi iBook sono tagliati fuori.
Tra la rabbia di chi possiede un vecchio computer veleggia un normale ciclo della tecnologia: i programmi diventano più potenti e richiedono hardware all’altezza per evitare rallentamenti.
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