Il futuro dei computer e il presente con il massimo della tecnologia: un iPad e un iMac, insieme uniti da un accessorio. L’HoverBar di Twelve South è un braccio di alluminio per collegare il tablet al computer desktop di Apple.
In una estremità c’è la struttura per ingabbiare l’iPad, mentre all’altra estremità c’è una pinza per unire il braccio al gambo di sostegno del computer.
Utile per avere un secondo display dove leggere documenti, controllare il flusso di informazioni dai social network, vedere un film, effettuare una videochat e così via, si può comprare nel sito del produttore per 79,99 $.
I software di CRM (Customer Relationship Management), come quelli offerti da IBM o Salesforce, permettono di gestire sotto un unico tetto tutto il portafoglio dei clienti di un’azienda. Permettono di avere l’elenco dei clienti, comprendere il tipo di ordine effettuato, curare la comunicazione, vedere grafici di crescita e così via.
Tutto questo può essere gestito anche mediante un semplice iPad. Microsoft, per esempio, ha deciso di investire in questo campo alla luce degli oltre 300 milioni di dispositivi con iOS sparsi per il mondo. Il suo software di CRM Dynamics è previsto per quest’anno e permetterà l’integrazione con i corrispettivi per PC.
Al momento non abbiamo molte notizie in merito, anche se probabilmente anche Microsoft attiverà degli abbonamenti mensili, come i suoi concorrenti, per fornire un’assistenza dedicata a questa piattaforma.
[via 9to5mac]
L’iPhone o l’iPad non avrà mai troppa energia nella sua batteria. L’uso continuo del dispositivo, quasi in maniera maniacale, ne riduce l’autonomia molto in fretta. Per tale motivo meglio affidarsi a una batteria esterna da usare in caso di emergenza.
Il modello flipCHARGE di Scosche è stato disegnato proprio nell’ambito dell’emergenza. La sua struttura è stata pensata per favorirne il trasporto. Grazie ad un gancio, infatti, può essere appeso a portachiavi, cinture, zaini e così via.
Al suo interno c’è una batteria da 720 mAh che permette di caricare un terzo di iPhone. Il prezzo previsto per la vendita è di 49,99 $. Una cifra piuttosto elevata considerando che con quella somma si può ambire a capienze ben più elevate.
[via gadgeteer]
La Cina ha 1,3 miliardi di abitanti rappresentando, di fatto, un potenziale enorme per la vendita di nuovi prodotti, soprattutto dopo l’apertura ai capitali stranieri. Apple potrebbe trarre dal commercio in Cina numerosi profitti e le prime accoglienze dell’iPhone 4S dimostrano la grande richiesta dei prodotti con la mela morsicata.
Anche l’iPad dovrebbe entrare in commercio in quella nazione, ma forse non nel breve periodo. Ad ostacolare la vendita non è certo la produzione, paradossalmente impiantata nel Paese, ma un problema con le proprietà sul brand.
Nel 2006 la società acquistò, per 55.000 $, la licenza dell’uso del marchio iPad da Proview Electronics con sede in Taiwan. Credendo che la licenza fosse valida anche in Cina, la società ha investito per attivare la vendita. Il problema è che Proview Technology, sorella di Proview Electronics appartenente al gruppo Proview International, ritiene che Apple non possegga i diritti sul nome iPad e ha fatto causa per 10 miliardi di yuan, circa 1,21 miliardi di euro.
Apple ha presentato il ricorso, anche se nel frattempo Proview è scesa a un risarcimento di 38 milioni di dollari più le scuse ufficiali per l’uso indebito del marchio. Si prospetta essere una battaglia legale molto lunga.
[via globaltimes]
Chi di spada ferisce di spada perisce dice il proverbio. Dopo aver provato l’ebrezza di vedere bannati i tablet Galaxy Tab 10.1 di Samsung, poi sostituiti con una versione modificata adatta alla vendita, Apple vede il blocco delle vendite dei suoi prodotti in Germania.
A seguito della vittoria di Motorola nei confronti di Apple, su un brevetto usato in iCloud, non potranno essere venduti in Germania gli iPad con modulo 3G, gli iPhone 3GS e gli iPhone 4. L’iPhone 4S al momento è ancora in vendita, non si sa per quale motivo.
La società ha invitato gli utenti tedeschi a cercare questi prodotti nei negozi prima che si esauriscano. Una strategia che potrebbe portare benefici nel breve periodo poichè, a causa della scarsità, potrebbe spingere gli utenti ad acquisti di massa e, inoltre, li spingerà verso l’iPhone 4S, unica versione in commercio senonché la più costosa.
Apple ha già ricorso contro la sentenza tedesca perchè, dicono i suoi avvocati, il brevetto in questione sarebbe scaduto e non più valido.
Aggiornamento: un portavoce di Apple ha fatto sapere che le vendite ripartiranno in Germania a seguito della presentazione del ricorso al tribunale.
Comprare una partita di merce cinese per iPhone e venderla su eBay potrebbe essere una cattiva idea. La contraffazione della merce, infatti, non colpisce solo il settore della moda, ma anche quello dell’iPhone e dell’iPad. In una galassia sempre più ricca, alla luce di oltre 300 milioni di dispositivi mobili di Apple presenti sul mercato, vendere accessori può diventare un business molto profittevole.
Se non si rispettano i canoni, tra questi la certificazione “Made for iPhone” o “Made for iPad”, le conseguenze potrebbero essere molto salate. La società Mophie, per esempio, ha ottenuto un congruo risarcimento danni in Texas. Una donna aveva acquistato delle custodie realizzate a copia del modello Juice Pack Plus e vendute su eBay.
Il modello in questione è una custodia con batteria integrata. A Mophie non è piaciuto il business del modello low cost e ha fatto causa. Il risultato sono 830.000 $ di risarcimento danni. Forse se si vogliono vendere accessori per iDevice, meglio scegliere modelli non coperti da copyright.
[via ipodnn]
Ogni Stato ama i propri balzelli perchè permettono di versare monete nel forziere del Tesoro. Così come in Italia, anche in Francia c’è la tassa sulla copia privata, un balzello corrisposto alla Copie France, corrispettiva di SIAE italiana, per concedere all’utente il privilegio di effettuare una copia di un contenuto coperto da copyright. Contenuto che, bisogna sottolineare, può essere usato solo dall’utente stesso. In pratica il privilegio vi concede di copiarvi un brano nella pendrive per ascoltarlo in auto e copiarlo nell’iPod per ascoltarlo in giro e così via.
Questa tassa non è richiesta all’utente perchè quasi sicuramente questi si dimenticherebbe di pagarla, ma è richiesta direttamente ad Apple che la applica all’atto dell’acquisto di un suo prodotto. Per gli iPad, però, la Copie France ha annunciato che il balzello non è stato corrisposto.
Secondo il loro ufficio contabile Apple deve pagare 4,74 milioni di € in tasse per copie private fatte pagare ai clienti ma non versati all’apposito ufficio. Probabilmente a Cupertino hanno fatto un po’ di confusione perchè questa tassa non va pagata dal 2012, abrogazione dovuta a seguito di una lotta fatta con altre società, ma nel 2011 c’era e va pagata. E in Italia? Sapete come ultimamente si amino i balzelli, quindi resterà.
[via thenextweb]
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