Il sorpasso probabilmente era inevitabile. Alla luce del fatto che Apple vende dispositivi muniti di iOS a un ritmo nettamente superiore con cui vende computer Mac, è ovvio che i dati rilevati sulla navigazione in rete dovevano cambiare.
Così, alla luce di oltre 300 milioni di dispositivi venduti con iOS, Chitika ha rilevato che la navigazione dati da iOS ha superato quella da OS X. Per l’esattezza da agosto a febbraio la navigazione da OS X è calata del 25%, mentre quella da iOS è aumentata.
Dopo aver registrato milioni di pagine caricate, il risultato è che da iOS è stato effettuato l’8,15% di tutta la navigazione dati in rete, mentre da OS X è stato effettuato il 7,96% della navigazione.
[via bgr]
Ci sono alcuni tasselli sparsi per la rete che, se messi insieme, portano a un quadro unico: l’uso dei processori ARM nei MacBook. Attualmente questo tipo di processori è utilizzato nei dispositivi mobili, quali iPhone, iPod Touch e iPad.
L’uso nei portatili potrebbe portare a due vantaggi per Apple: costruire i processori in base alle proprie esigenze e ridurre i consumi energetici aumentando l’autonomia. Da un lato abbiamo l’acquisizione per centinaia di milioni di dollari di società esperte nel settore, come PA Semi e Intrinsity, e dall’altro una prova concreta: una tesi di laurea.
Tristan Schaap, infatti, ha lavorato con uno stage in Apple per 12 settimane nel settore Core OS che si occupa dello sviluppo di OS X. Al termine ha scritto una tesi sull’uso dei processori ARM nei portatili. Tesi che poi è stata censurata perchè contenente segreti industriali della società.
Schaap ha lavorato con il team di Darwin che sta alla base del sistema operativo di Apple, lavorando a dei processori ARM messi a disposizione da Marvell. La tesi è molto tecnica e contiene alcune spiegazioni sull’uso dei processori, il debugging e i test per la loro applicazione. E’ probabile che Apple stia testando il tutto per arrivare a fondere OS X con iOS e creare un sistema operativo unico tra dispositivi mobili e computer.
[via imore]
Molti preferiscono Google Calendar ad iCal nel Mac. Questo perchè Google Calendar è usato anche a livello business per condividere i calendari degli impegni, inoltre è possibile gestire gli impegni da vari computer senza dover usare obbligatoriamente un Mac. Ma come possiamo far digerire il servizio di Google a iOS e OS X senza dover usare le web app?
Per iniziare aggiungiamo il nostro account di Google Calendar ad iCal del Mac. Apriamo iCal > Preferenze > Account e premiamo sul segno + in basso a sinistra. Aggiungiamo il nostro account di Google, selezioniamo l’aggiornamento dei calendari ogni 5 minuti (o 1 minuto) e confermiamo. Ora nell’elenco dei calendari di iCal appariranno i nostri calendari di Google. Ciò che scriviamo ed etichettiamo con quei calendari apparirà anche nel nostro account on line.
Ora passiamo ad iOS. Innanzitutto dobbiamo attivare i calendari dalla webapp andando all’indirizzo https://www.google.com/calendar/iphoneselect con Safari, selezioniamo i calendari condivisi e salviamo. Ora andiamo in Impostazioni > Posta, contatti, calendari > account di Gmail e assicuriamoci che tra le voci attivate c’è Calendari attivi. Successivamente entrate in iCal dell’iPhone e poi in alto a sinistra su Calendari. Vedrete un elenco di calendari attivi, tra cui quelli del vostro account Gmail.
Per finire, per verificare che sia tutto funzionante, aggiungete un impegno di test nell’iPhone selezionando tra i calendari quello di Google. Attendete un paio di minuti e controllate se online e se nell’iCal del Mac c’è l’impegno creato. Se lo trovate la sincronizzazione è pronta e funzionante.
[via applesfera]
Arrivano delle rivelazioni alquanto strane da Ben Rosen, presidente di Compaq. Nel 1999, racconta Rosen, incontrò Steve Jobs in un ristorante indiano a Menlo Park. Lui e Jobs erano grandi amici da tempo, dal lancio dell’Apple II. Rosen, infatti, oltre a gestire una grande azienda di PC è anche un mac user.
Il presidente di Compaq racconta della richiesta di Steve Jobs di abbandonare Microsoft, loro partner da sempre, e installare Os X in licenza sui loro PC. All’epoca Compaq era il maggior produttore di computer negli USA e l’offerta di Jobs, se accettata, avrebbe messo a repentaglio la supremazia di Microsoft.
Rosen rifiutò a causa del rapporto ventennale con Microsoft, anche se tutto l’episodio è molto strano. Apple, infatti, ricevette un aiuto da Microsoft, solo due anni prima, con un investimento da 150 milioni di dollari per rilanciare la società sull’orlo della bancarotta. Attaccare Microsoft sarebbe stato un tradimento anche per Apple. Anche se, nel caso ci fosse riuscita, avrebbe potuto fermare la diffusione di Windows e revocare le licenze di OS X, successivamente, per entrare con forza nel mercato dei PC.
La storia, in ogni modo, è cambiata qualche anno dopo. L’era dei PC è praticamente ferma e il futuro sembra essere rappresentato sempre di più dai tablet e dagli smartphone. Campi in cui Apple è presente sempre di più.
[via benrosen]
Tra le novità dell’iPod Nano ci sono una serie di orologi digitali. Apple, infatti, ha accolto la moda di usare il Nano come orologio con questa chicca per gli appassionati. Tra questi orologi c’è anche uno riguardante Topolino, con le mani ad indicare le ore e i minuti.
Se lo volete gratuitamente nel vostro Mac ecco come fare. Andate nella pagina di presentazione degli orologi dell’iPod Nano con Safari. Grazie all’HTML5 avrete l’orologio funzionante in questa pagina. Ora premete pulsante destro sull’orologio e poi su “Apri in Dashboard”. Selezionate per bene il riquadro e poi su aggiungi in alto a destra.
L’orologio diventa un widget per Dashboard pronto a segnalarvi l’ora. Per funzionare, però, ha bisogno di una connessione ad internet.
[via macworld]
Arriva una buona e una cattiva notizia nell’ambito sicurezza per Os X. Negli ultimi tempi, infatti, il sistema operativo di Apple sembra aver attirato l’attenzione degli hacker. Al momento le minacce sono molto blande perchè chiedono all’utente di installare dei finti programmi di proposito, a differenza dei malware per Windows che si inseriscono nel sistema operativo anche senza l’autorizzazione dell’utente.
Il problema del finto PDF in cinese, per esempio, ha terminato la sua sperimentazione. Apple, infatti, ha aggiunto la soluzione ai controlli di OS X che adesso avverte del pericolo all’apertura del PDF. Risolto il problema, però, ne è sorto un altro.
Sempre F-Secure, infatti, si è accorta che circola un finto installer del plug-in di Flash che in realtà contiene un software che spedisce informazioni private a un server remoto. La soluzione, al momento, è usare solo gli installer scaricati direttamente dal sito di Adobe.
[via CNET]
Arriva un allarme sicurezza per Os X da parte dei ricercatori di F-Secure. Secondo le loro analisi girerebbe un malware che si finge un PDF. In pratica il file OSX/Revir.A ha come anteprima un PDF di tre pagine, ma in realtà contiene un codice Apache che attiva un collegamento con un server esterno.
L’utente crede, così, di aprire un PDF che in realtà è un’app che può comunicare con dei malintenzionati. Il PDF in questione è scritto in cinese, quindi se vi capita di scaricare un file in cinese non apritelo per sicurezza, inoltre il sistema al momento è in fase sperimentale quindi non è una minaccia reale al momento.
Vedremo Apple cosa risponderà in merito questa segnalazione e se ci sarà un aggiornamento per fermarlo.
[via f-secure]
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