Fino ad una decina di anni fa Microsoft era la regina incontrastata del mondo informatico. Il sistema funzionava più almeno così: ad ogni computer venduto Microsoft otteneva in media $ 50 per la licenza di Windows. Avendo creato un ecosistema così esteso da generare un monopolio, la società campava praticamente di rendita.
Con l’avvento dei tablet, però, il gigante di Redmond si è trovato di fronte a uno dei suoi incubi peggiori: il calo delle vendite dei pc. Ormai la maggior parte delle persone, considerando le loro operazioni quotidiane, riescono a fare a meno del computer per fare tutto quello di cui hanno bisogno sul tablet.
Questo ha portato, nel primo trimestre dell’anno, ad un calo del ben 8% delle vendite di computer. Ciò si traduce con un calo di profitti per Microsoft che da Windows attualmente ricava 4,6 miliardi di dollari. Considerando che l’azienda investe nei tablet con la famiglia Surface, da cui ricava 1,4 miliardi, si evince che se non riuscirà a diffondere il suo dispositivo su ampia scala ben presto vedrà sparire qualche miliardo di dollari ogni trimestre.
Secondo gli analisti, però, l’azienda non cadrà in rovina. Considerando che il suo pacchetto di brevetti permette di ricevere delle royalties per ogni dispositivo venduto con il sistema operativo Android, entro il 2017 la società dovrebbe guadagnare almeno 8,8 miliardi l’anno in licenze.
Il calo delle vendite dei pc con Windows, quindi, nella migliore delle ipotesi sarà colmato dalla vendita dei dispositivi con Android e dalla vendita dei Surface.
[via asymco]
È possibile crescere a doppia cifra e contemporaneamente perdere quote di mercato? La risposta è ovviamente si se i concorrenti crescono a tripla cifra. È quello che sta succedendo all’interno del mercato dei tablet.
In base ai dati raccolti da IDC, considerando che tutte le società hanno pubblicato i dati trimestrali, si evince che il mercato dei tablet nel primo trimestre del 2013 ha visto la vendita di 49,2 milioni di unità, contro le 20,3 milioni di unità dello stesso trimestre del 2012. Questo si traduce con un aumento, in termini di quantità vendute, per 142,4%.
Nel primo trimestre del 2012 Apple deteneva il 58,1% del mercato con 11,8 milioni di iPad venduti. Nel primo trimestre di quest’anno la società ha venduto 19,5 milioni di iPad con una crescita del 65,3%. La quota di mercato, però, è scesa a 39,6%. Attualmente la società è ancora leader del settore ma di questo passo potrebbe perdere il primato.
Al secondo posto troviamo Samsung che con 8,8 milioni di unità è cresciuta del 282,6% e detiene adesso 17,9% del mercato. Al terzo posto c’è Asus che, grazie alla famiglia Nexus, ha venduto 2,7 milioni di unità crescendo del 350% e ottenendo il 5,5% del mercato. Seguono Amazon e Microsoft rispettivamente con il 3,7% e l’1,8% del mercato.
[via idc]
Grazie alla presenza di più produttori di smartphone e tablet, a cui si aggiunge la possibilità di coprire tutte le fasce di mercato, Android si diffonde più velocemente di iOS. Il sistema operativo di Apple, infatti, è utilizzato “solo” negli iPhone, iPad e iPod touch.
Nonostante la crescita elevata della concorrenza, Safari resta ancora il browser più utilizzato nei dispositivi mobili. Secondo l’indagine realizzata da NetMarketshare, che ha preso in considerazione l’aggregazione di 160 milioni di contatti in 40.000 siti Web, il browser di Apple regna nel mercato con il 61,79% della navigazione.
La quota di mercato di Safari mobile è cresciuta da dicembre dello scorso anno, quando deteneva il 60,56% del mercato. Il browser di Android è calato dal 22,10% al 21,86%, mentre Opera Mini è passata dal 10,71% all’8,4%. Chrome, invece, è cresciuto dall’1,48% al 2,43%.
A cosa si deve questo successo? Alcune persone danno la “colpa” al fatto che iOS non consente di cambiare il browser predefinito spingendo gli utenti ad utilizzare Safari. Dal mio punto di vista c’è anche l’integrazione con le applicazioni di terzi e il livello di esperienza utente offerta dal browser, privo di fronzoli e dal facile utilizzo.
[via netmarketshare]
Ora che arrivano le belle giornate si potrebbe risparmiare denaro consumando meno benzina e sfoderando la bici dal garage. Ridurre il numero delle auto per strada permetterà anche una viabilità migliore e, il consumo di calorie nelle pedalate, aiuterà nella prova costume.
Per andare in ufficio con la bici bisogna avere una borsa all’interno della quale inserire tutti i materiali utili per il lavoro. Per esempio potremmo trasportare una cartellina con dei documenti, l’iPad e il MacBook. Tutte cose che prendono posto all’interno della borsa Cog Pannier prodotta da Timbuk2.
La borsa si collega mediante un meccanismo alla bici ed è impermeabile, in questo modo non sarà necessario portare a tracolla alcunché evitando dolori alla schiena e perdite di equilibrio. All’interno della borsa entra un portatile fino a 15 pollici, oltre al tablet e i documenti. Si può acquistare nel sito del produttore per $ 139. continua
Durante gli anni sono nati alcuni servizi che permettono di creare le proprie riviste e venderle all’interno dei negozi di applicazioni. Alcune di queste, per esempio nate per iOS, integrano anche il supporto di NewsStand, il negozio di riviste di Apple.
Ma se anziché dedicarci alle riviste volessimo dedicarci alla creazione di fumetti? A tal proposito è nata la piattaforma Comixology. Il servizio permette di vendere i propri fumetti all’interno dei negozi di applicazioni di iOS, Android, Kindle Fire, Windows 8 e la versione Web accessibile dai browser.
I fumetti inseriti all’interno di Comixology saranno vagliati dalla redazione, in quanto sono molto interessati al fattore qualità. Una volta iniziate le vendite il ricavato sarà diviso a metà. Per ulteriori informazioni basta visitare il loro sito.
Quello dello sblocco dei dispositivi è sempre un argomento spinoso. Da un lato troviamo le società che si accordano tra di loro e che vorrebbero che gli utenti non possano sbloccare i dispositivi e, dall’altro lato, abbiamo gli utenti che acquistando un dispositivo vorrebbero utilizzarlo come meglio credono.
Bisogna considerare che c’è sbocco e sblocco. Se lo sblocco è legato ad un contratto che prevede l’utilizzo esclusivo con un operatore, bisogna rispettare il contratto che è stato firmato. Se invece il dispositivo è stato acquistato completamente, allora lo sbocco è più che legittimo.
A tal proposito, negli Stati Uniti, è partita una petizione che ha raccolto 114.000 firme. Sono bastate questo numero di adesioni per convincere il presidente Obama ad occuparsi di questo caso. Dalla Casa Bianca arriva la volontà di formulare un regolamento che permette agli utenti di sbloccare liberamente i dispositivi, sia smartphone e sia tablet, se questi sono stati acquistati interamente.
Il regolamento interessa anche il mercato dell’usato dove vanno a confluire i prodotti di seconda mano. Il tutto dovrà evitare le possibili frodi rendendo legale tutto il resto.
[via whitehouse]
Non siamo abituati a vedere l’Italia in cima alle classifiche per dei fenomeni a livello mondiale. Questa volta, però, il nostro Paese è in cima alla lista di quelli che fanno un uso maggiore dello streaming video all’interno dei tablet. La classifica è stata comunicata da Rovi, specializzata in codec DivX, durante il Mobile World Congress.
In base alla loro analisi l’Italia è al primo posto con il 73% delle persone che utilizzano lo streaming video da un tablet almeno due volte a settimana. Il nostro paese è seguito dalla Spagna con il 71% e poi dagli Stati Uniti con il 66%. Il 47% dei nostri connazionali preferisce i video generati dagli utenti, contro il 31% delle preferenze della Francia.
La ricerca snocciola altri dati riguardante altri paesi: per esempio in Gran Bretagna il 33% delle persone preferisce seguire in streaming di trasmissioni tv, contro il 35% degli Stati Uniti e il 30% della Germania. Per quanto riguardo l’uso dello smartphone, invece, il nostro paese non se la cava bene perché lo streaming dai telefoni non supera i 10 minuti. Solo il 10% degli utenti ha dichiarato che la qualità dello streaming video in Italia è di bassa qualità.
[via rovicorp]
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