Apple istituisce la tangente sul DMR

Mi dispiace ma non posso che dire no e no. Quella che stiamo vedendo non è una rivoluzione, ma una strategia aziendale per rimpinguare i bilanci.
Inizio supponendo che avete già letto la notizia dell’opzione DRM sui brani di EMI Music nell’iTunes Store, se non la conoscete leggete uno dei tanti blog che ne parlano, ad esempio quello dell’amico Philapple.

Rivoluzione? No, sasso nello stagno. Apple ed EMI hanno diffuso ciò che era stato studiato a tavolino da qualche settimana e che sperano sia da esempio per le altre case discografiche, solo Punto Informatico ci ha fatto caso.
Steve Jobs, come sapete, dopo alcune proteste in Europa, si è convinto a far cadere la protezione DMR che punisce tutti tranne che i pirati, mentre EMI è una delle case discografiche che lo ha guardato storto. Allora come risolvere? Ha più potere Apple o EMI? A quanto pare entrambe. Sono giunte a un accordo: Apple ottiene la fine dei DMR e EMI ne guadagna 30 centesimi in più a brano, in modo da far cadere sui bravi ragazzi i profitti sottratti dai pirati.

Perchè devo pagare 30 centesimi una protezione che mi hanno imposto? Io la voglio gratis. Voglio avere la possibilità di poter aprire il lucchetto e mettere la mia musica dove voglio: casa, auto, iPod, Creative o qualsiasi cosa che ho e che può riprodurla.
Ma cosa è successo dopo la contrattazione? Steve Jobs, che è un tipo sveglio, ha pensato che qualcuno si sarebbe accorto del balzello, quindi è andato nel santuario del suo ufficio marketing che ha prodotto l’idea di raddoppiare la qualità dei brani facendola balzare da 128 Kbps a 256 Kbps. “Ora la qualità è uguale a quella di registrazione“, ha dichiarato Zio Steve. Allora io mi chiedo, fino ad adesso che ci hai venduto? La scrematura dello studio di registrazione?

Volete togliere il DMR dai brani acquistati legalmente? Masterizzateli su un cd con iTunes, rimettete il cd musicale nel computer, andante di nuovo in iTunes e convertite tutto in MP3.

Se proprio volete la qualità a 256 Kbps allora organizzatevi con amici e preparate collette per acquistare i brani. Se sono senza DMR potete scambiarveli, ma non fatelo sapere a quelli della EMI.

Apple e EMI

4 Comments

  1. In effetti per motli aspetti concordo con te.
    Il prezzo di 30 cent sembra essere giustificato dalla maggior qualità dei barni, ma siamo sicuri che la maggior parte della gente capisca questa cosa. Oppure verrà visto solo l’aumento del prezzo e basta???

    Solo il tempo darà ragione a Jobs e EMI, però io sinceramente preferisco continuare a pagare le canzoni 99 cent, la qualità sarà leggermente più bassa ma dopo aver masterizzato il brano su cd sono libero di farne quello che voglio e di metterlo su qualsiasi player.

    A me quei 30 cent in più non vanno! Sarò anche un taccagno ma proprio non digerisco questa cosa.

  2. Pingback: La fine del DRM? at Boliboop

  3. d’accordissimo! Tutto sto casino e bastava fare un ripping … E non mi venite a dire che non si può fare visto che Apple consente un tot di masterizzazioni della stessa playlist
    Miglior qualità? l’iPod non è un lettore per ultra-audiofili… basta guardare le cuffiette che danno in dotazione standard.. i patiti della fedeltà sonora non usano formati compressi e spendono migliaia di euro in casse acustiche ed amplificatori valvolari.
    Per ascoltare due tracce in metropolitana i 128 kbps di compressione erano più che suff.
    IMHO…

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