Melamorsicata intervista don Padrini di iBreviary

Dopo aver intervistato Emanuele Fornaro di MyTv, ho diretto la mia attenzione a iBreviary, un’applicazione che in pochissimo tempo ha fatto il giro del mondo attirando il faro dei media e bussando, addirittura, alle porte del Vaticano.

Il software che porta le preghiere nell’iPhone è in continuo sviluppo e mi ha fatto molto piacere scambiare qualche chiacchiera con don Padrini, l’ideatore del progetto. Ecco cosa ci siamo detti:

Salve don Padrini. Prima di iniziare questa intervista, ci parli un po’ di lei. Chi è don Padrini?
Sono un prete. Un parroco meglio sarebbe dire. Poichè il mio ministero si svolge quotidianamente in una parrocchia piemontese (Stazzano) nella quale lavoro soprattutto a contatto con ragazzi e giovani. Questo mi rende orgoglioso. Poi sono tecnologico…come hanno scritto alcuni giornali americani un “techno-priest”….e, soprattutto, appassionato di comunicazione ecclesiale.

Come le è venuta l’idea di creare un’applicazione per iPhone per diffondere le sante preghiere?
L’idea mi è venuta dopo avere avuto tra le mani l’iPhone. Un telefono così è destinato a cambiare non solo il modo di telefonare, ma anche quello di concepire la comunicazione e la gestione del nostro tempo in  mobilità. Allora mi sono detto: perchè non creare grazie a questo telefono uno spazio di preghiera? Una sorta di spazio di comunicazione con Dio? Perchè non portare sull’iPhone non tanto un testo quanto una azione, spesso dimenticata, come quella della preghiera?

Come si è avvicinato al mondo Apple? Utilizzava già degli strumenti prodotti dalla società di Cupertino?
Ammetto di essere un cultore di Mac. Ormai, e mi riferisco ad altri sistemi operativi, ho definitivamente fatto il “grande salto” a Mac ed a iPhone, naturalmente.

iBreviary ha avuto un ottimo successo in tutto il mondo. Qual è stato il momento in cui si è accorto realmente di aver raggiunto la diffusione della notizia?
Il successo mi sta sorprendendo. Prima i blog italiani, poi quelli spagnoli, poi l’interesse di CNN, SKY e infine di Associated Press. Questo mi ha fatto capire che la notizia sarebbe girata molto. Poi le classifiche di iTunes Store sembrano darci ragione.

Forse non si dice mai abbastanza che dietro iBreviary c’è lo sviluppatore Dimitri Giani. Come lo ha conosciuto e come si è svolto il lavoro di progettazione?
Dimitri Giani è diventato un vero amico. Ma la sua conoscenza è stata in vero stile web 2.0: ho cercato su internet uno sviluppatore per iPhone, l’ho trovato e devo dire sinceramente sono contentissimo del suo prezioso lavoro. Veloce, bravo ed efficace.

Credo che oltre al web, il suo lavoro di diffusione di iBreviary avvenga anche nella vita reale. Come si svolge questa fase?
Ho incontrato molte persone alle quali ho parlato di iBreviary, ma nella mia vita reale le attività, come vi dicevo prima, sono altre. Faccio il parroco, a contatto con la gente e ne sono molto contento.

E’ notizia di ieri che Monsignor Tighe, segretario del Pontificio Concilio per le comunicazioni sociali, ha dimostrato la sua benevolenza per iBreviary. Da dove ha appreso la notizia e quali sono state le sue emozioni?
L’emozione è stata fortissima e sinceramente non mi aspettavo questo appoggio. Questo mi ha onorato e ovviamente non posso che ringraziare per il supporto e l’amicizia dimostrata. Ovviamente il Vaticano non sponsorizza Apple, ci mancherebbe. ma la Chiesa ci tiene molto a raggiungere molte persone e a diffondere il Vangelo anche attraverso lo strumento dei nuovi media. Spero in qualche modo di avere contribuito anche io a “spingere” in questa direzione.

Qual è il futuro di iBreviary? Quali altre funzioni riceverà in futuro?
Pensiamo ad un grande sviluppo, ma con una attenzione particolare a mantenere lo stile “Apple”: semplice ed efficace. Comunque ci piacerebbe implementare l’audio, con la collaborazione di alcuni cori di canto gregoriano, soprattutto, anche per riproporre questa nostra importante forma musicale. Vorremmo poi cercare una forma per creare condivisione dei testi, tra i vari utenti di iBreviary. La preghiera ha anche, infatti, una dimensione cattolica, comunitaria, che vorremmo sfruttare e stimolare.

Ultimamente abbiamo assistito al passaggio dell’applicazione dalla gratuità al pagamento di 79 centesimi. Come mai questa scelta?
La scelta è stata determinata da due motivi: prima di tutto per rendere possibile lo sviluppo dell’applicazione stessa, ma soprattutto per portare avanti un grande progetto di beneficenza che coinvolge la mia parrocchia. La ristrutturazione di una casa estiva per ragazzi, famiglie ed anziani, della quale parliamo sul nostro sito www.dimix.it/ibreviary

Siamo al termine del 2008. Potrebbe fare un’ipotesi di cosa sarà iBreviary al termine del 2009?
Eh…avrei davvero grandi desideri. Ovviamente spero che sia cresciuto e che abbia potuto aiutare, attraverso i soldi raccolti, i miei ragazzi, ai quali voglio tanto bene e per i quali cerco di essere un “vero prete”, cosa che mi preme maggiormente rispetto all’essere “tecno”!

Grazie a don Padrini e gli auguriamo che iBreviary possa crescere come si aspetta.

  • Nicola

    Buon Natale e Felice Anno Nuovo !