Apple e la strategia delle indiscrezioni controllate

Devo ammettere che fui sorpreso dalla difficoltà palesata negli occhi di Phil Schiller, boss supremo del marketing di Apple, quel novembre del 2007, quando un giornalista di Channel 4 gli fece più domande di quanto Phil gradisse. Una persona in grado di far crescere il desiderio verso i prodotti della società per la quale lavora, non riesce a fermare l’aggressione professionale di un giornalista?

In quel momento capisci che questo tipo di persone pensano con schemi diversi, con logiche che noi daremo per scontate. E’ il caso della strategia delle indiscrezioni controllate, cioè quelle notizie innestate da Apple nel circuito dell’informazione mondiale. Come saprete, infatti, la società tenta di tenere il massimo segreto prima del lancio dei suoi prodotti. Ma Apple sa benissimo che un segreto assoluto la danneggerebbe. Quindi come fa?

Ce lo spiega John Martellaro, ex senior marketing manager di Apple. Di solito quando riporto voci di corridoio, qualcuno immagina una persona camminare per caso in un corridoio del Campus di Cupertino e sentire due manager parlare di un prodotto non ancora in commercio alle macchinette del caffè. In realtà il sistema funziona diversamente. Martellaro spiega che è più semplice di quello che si possa pensare.

Un alto dirigente di Apple lo chiama e gli dice di diffondere questa anticipazione su un prodotto. Martellaro quindi alza la cornetta del telefono o incontra un suo amico giornalista per dirgli che ha sentito questa voce e che magari potrebbe essere pubblicata. L’amico giornalista la pubblica dichiarando di aver sentito da una fonte questa notizia non ancora sicura. Di solito sono scelte testate affermate come il New York Times (dove lavora David Pogue) e il Wall Street Journal (dove lavora Walt Mossberg) e si decide di coinvolgere più di un giornalista in modo da non poter dare la colpa a nessuno.

La società sceglie il telefono o l’incontro fisico per non lasciare tracce e smentire in ogni momento l’indiscrezione. I giornalisti a loro volta potranno dire di aver capito male. Tutto ciò a che vantaggio? Secondo Martellaro sono vari i motivi dell’uso dell’indiscrezione controllata:

  • Convincere un partner a partecipare a un progetto e poter giocare successivamente su professionalità e prezzi.
  • Valutare la reazione proponendo un “presunto prezzo” per leggere i commenti dei lettori.
  • Confondere o intimorire i concorrenti. Credo che Nokia non abbia dormito notti tranquille alla vigilia del lancio dell’iPhone.
  • Stimolare l’attesa tra i clienti e i giornalisti. Il giorno degli eventi Apple vuole la massima visibilità dei media e dei potenziali clienti.

Sono tutti aspetti psicologici studiati nei minimi particolari che hanno reso Apple un gigante di titanio. Ma tutto il sistema avrà un punto debole?

[via morrick]

8 Comments

  1. Il punto debole è questo: l’ hype è talmente sovra generato che “se l’ iSlate non curererà il cancro e non porterà la pace nel mondo, c’ è la possibilità che qualcuno rimanga deluso”, come leggevo qualche giorno fa su engadget 😉

  2. Anche io concordo con Angelo, è proprio questo il punto debole. C’è da dire che Apple per adesso non ha quasi mai sbagliato ;)!

  3. bisogna riconoscere loro che in questa attività sono dei maestri però, ad ogni prodotto riescono a dare quell’aria di “esclusività”.. bravi 🙂

  4. Imho le indiscrezioni circa in prezzo intorno ai 600 euro sono studiate dalla concorrenza di Apple per innescare un senso di delusione nei potenziali acquirenti nel caso (molto probabile) che il prezzo sia più alto… Fanta marketing? Non mi stupirei… Cmq come dicevate, siamo nrl virale più spinto…

  5. Oltre a tutto questo c’è anche l’assenza di spesa per pubblicizzare il prodotto..se dovesse uscire il tablet non avrà bisogno di pubblicità praticamente!!

Cosa ne pensi?