Sono state le mamme a cacciare le donne nude dall’App Store

Eravamo arrivati al punto di ricevere lamentele da parte dei clienti, da donne che ritenevano che i contenuti stessero diventando sempre più degradanti e discutibili, a genitori arrabbiati per quello che potevano guardare i figli“. Sono queste le parole dichiarate da Phil Schiller, capo del settore marketing di Apple, a Jenna Wortham, penna del New York Times, in giustificazione dell’eliminazione delle oltre 5.000 applicazioni a sfondo erotico nell’App Store.

Secondo Schiller le politiche e la tolleranza verso le foto di seni e culetti al vento è cambiata dopo aver verificato il ritmo di crescita di questi software. L’App Store si stava trasformando in una sorta di calderone di carne fresca, quasi a superare il 5% di tutto il negozio. La cosa più negativa è la poca riconoscibilità di molti programmi. Alcuni, velati di malizia, mostravano la loro natura solo agli utilizzatori.

Schiller ha dettato i nuovi comandamenti: niente bikini maschili o femminili, niente pelle nuda, niente silhouettes che ricordano seni o sederi, niente parole di dubbio gusto e niente riferimenti sessuali. Sembrano quasi comandamenti dettati dalla Chiesa nei periodi bui dell’inquisizione.

Intanto protestano molti sviluppatori che avevano basato il loro business proprio sull’erotismo nell’App Store. Improvvisamente vedono le loro fonti di reddito sparire dopo mesi di investimenti. Le foto di reggiseni turbano i bambini? Le madri sanno che in Tv si vede ben altro? E’ giusto dare un iPhone a un bambino? Sono tante le domande a cui potremmo dare mille risposte diverse.

[via nytimes]

5 Comments

  1. Le mamme dovrebbero educare i figli, non incarcerarli… ma evidentemente le mamme americane, perchè solo di quelle si tratta ! non lo sanno fare e pretendono che qualcun altro se ne occupi.

    Il problema è che apple è censoria per natura e quindi queste “proteste” sono solo un pretesto per moralizzare il mondo apple 🙁

    L’iphone permette di bloccare con un codice numerico lo scarico di app dallo store, allora perchè le mamme non attivano quella funzione sugli apparecchi dei loro innocenti pargoli?

    Ma… negli Stati Uniti la libertà è solo una statua francese 🙁

  2. E il rispetto per le donne finisce nel momento che si possono fare soldi vendendo immagini del loro corpo.

  3. Quinto mondo, hai tralasciato il particolare relativo al fatto che “quelle donne” le foto del loro corpo se le fanno pagare e che ogni donna ha tutto il diritto di guadagnarsi da vivere in questo modo se lo desidera.

    Ad ogni modo, questa della protesta delle mamme mi sembra una panzana colossale.
    Ad Apple facevano comodo quelle 5000 app in più quando servivano a pompare le statistiche, ma ora che i numeri dello store sono sufficientemente abbondanti da poterne fare a meno è scattata l’operazione “arrivederci e grazie”.
    Una cosa poco carina ed una bella fregatura per tutti coloro che, pur non avendo infranto nessuna policy, si sono visti chiudere i rubinetti delle entrate dall’oggi al domani.

  4. @QM Degradante è un concetto del tutto soggettivo e in questo caso sarebbe meglio lasciare alle singole interessate il diritto di scegliere cosa lo è e cosa non lo è.

    Per me, ad esempio, “degradante” è lavorare per 350 euro al mese in un call center o per 12 ore al giorno in uno studio di un commercialista.
    Ti assicuro che se le foto del mio pisello valessero anche solo la metà di quelle alle tette di Heidy Klum in costume, negli ultimi 10 anni lo avresti visto pure stampato su “Cioè” e lo avrei trovato molto più gratificante che lavorare nel miglior ufficio del mondo.

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