Negli articoli scritti da molti e nei libri di solito si racconta che Steve Jobs fu licenziato da Apple da John Sculley a causa di divergenze nella conduzione di Apple. In realtà non è andata così.

Jay Elliot, nel suo libro “Steve Jobs – L’uomo che ha inventato il futuro” racconta la verità in quanto spettatore dell’episodio. Accadde che Steve Jobs, anni prima, si innamorò di un prototipo nato nei centri di ricerca di Apple e diede vita alla divisione Macintosh. L’Apple II, il computer che aveva reso Apple molto ricca, si trovò in competizione con un nuovo modello. Jobs creò di proposito avversità tra la divisione Apple II e la divisione Macintosh, tanto da chiamare “pirati” chi lavorava al Mac e “marina” chi sottostava alle regole ufficiali di Apple.

Al lancio del Mac le vendite decollarono, ma si fermarono pochi mesi dopo per le scarse prestazioni hardware del computer e per l’esigua presenza di software. Sculley chiese a Jobs di cambiare il prodotto per renderlo più commerciale, ma quest’ultimo proseguì per la sua strada con l’idea di creare il computer perfetto ideale per tutti. Tutta l’operazione, però, stava diventando dannosa per l’economia di Apple, così Sculley sollevò Jobs dalla divisione Mac per promuoverlo a CTO di Apple.

Il capriccioso Jobs non accettò l’offesa e uscì dagli uffici della società. Poco dopo vendette tutte le sue azioni, eccetto una, e si diede a una serie di viaggi, tra l’altro iniziando dall’Italia. Qualche anno dopo Steve Jobs chiese ad Apple di collaborare per una nuova startup e Apple gli diede alcuni dipendenti, portando la nascita di NeXT. Quindi in realtà Steve Jobs non fu mai licenziato da Apple, ma si allontanò di sua volontà e NeXT, acquistata negli anni ’90 da Apple, nacque proprio da una costola della società.

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