Recensione di iHub, l’hub odiato da Apple

iHub

Sono poche le persone al mondo che possono sfoggiare un iHub sulla propria scrivania. L’accessorio di Apple, mai stato di Apple, è rimasto in commercio per appena 3 giorni prima che i legali di Cupertino ne fermassero la vendita. Fortunatamente io sono stato tra quei pochi che nei 3 giorni ha fatto partire l’ordine, quindi l’ho ricevuto dopo circa 3 settimane direttamente da Honk Kong.

La cosa che impressiona di più è la cura della confezione. Se non lo si sapesse in anticipo si potrebbe pensare realmente che sia un prodotto di Apple. La confezione, infatti, ricorda quella dell’iPod Nano. Anche il case di iHub è tagliato bene. Al tocco, però, si nota la plastica di qualità media che di certo non sarebbe stata usata da Cupertino.

Attaccando l’hub al computer, mediante un cavo micro USB incluso nella confezione, si accede anche un piccolo LED sotto al logo, imitando il funzionamento del logo sul retro dei MacBook. Il dispositivo possiede 4 porte USB 2.0. E’ autoalimentato, ma non abbastanza da ricaricare e sincronizzare l’iPad. Il tablet, infatti, ha bisogno di una porta USB abbastanza potente e quella di iHub può solo attivare la sincronizzazione.

In ogni modo resta un gadget abbastanza economico da mostrare con curiosità sulla scrivania. Peccato che non sia più in vendita.

5 Comments

  1. Anche io ne ho presi 2….il loro sito dice che l’hanno spedito il 2 maggio….speriamo che arrivi presto!!!Scono curiosissimo!!!

  2. anche a me non è ancora arrivato ma riguardando bene noto che nel mio indirizzo non c’è il numero civico…eppure se vado in “My Address” appare…fa così anche a voi?

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